In giardino,  Ortensie e acidofile

Ti racconto un’ortensia: hydrangea macrophylla Hattoriana

Si, lo so, dovrei essere più costante ma come si fa? Tra famiglia, figli, casa, giardino, cucina e non so più cosa non ci riesco. Giusto qualche giorno fa lodavo la costanza di un’amica che pressoché quotidianamente pubblica foto delle sue rose e del suo bellissimo giardino, mentre io non ci riesco.

Fortunatamente negli stessi giorni un’amica di fb ha visto un mio post in cui pubblicavo immagini dell’hydrangea macrophylla Hattoriana e, visto che cercava di riattaccare i cartellini nell’ordine giusto alle ortensie del suo giardino e avendone una anche lei in giardino, mi ha chiesto di scattare qualche altra immagine ed inviargliela.

Quale occasione migliore di questa per scrivere due righe a proposito di questa hydrangea poco vista dal vivo?

Si tratta di una forma di hydrangea macrophylla pura. E’ stata scoperta per la prima volta nel 1974 sull’isola di Iwo Gima, in Giappone.

Il cespuglio è ampio, aperto, arioso, non compatto insomma e, oserei dire, lascia crescere i suoi rami un po’ come gli pare, talvolta dritti, talvolta sinuosi.


Se non consideriamo il caldo forte che quest’anno ha anticipato molte fioriture, possiamo vedere i fiori aprirsi verso metà giugno, regalando grandi fiori di tipo lacecap, quindi piati, e presenta un gruppo di fiori fertili al centro del corimbo, circondati da fiori sterili bianchi, molto grandi, formati ciascuno generalmente da 4 sepali, disgiunti tra loro, leggermente concavi, con bordi rialzati.

Su suoli neutri il fiore fertile sarà di colore rosa, mentre in suoi acidi sarà azzurro-violetto, mentre il fiore sterile rimarrà bianco.

Non so cosa sarà del bottone centrale del fiore sterile: quest’anno è rimasto bianco ma l’anno prossimo, dopo l’operazione di azzurramento che spero di riuscire a fare -quest’anno non ho avuto tempo- vedrò se anche questa parte del fiore subirà qualche mutazione di colore.

Irrigazione: come ogni hydrangea macrophylla. E’ vero che sono piante resistenti ma hanno pur sempre radici non troppo profonde. Quindi pur pacciamandole abbondantemente, necessitano di irrigazioni che, in estate, sono quotidiane.

L’esposizione è mezz’ombra-ombra, ed infatti l’ho collocata in una zona riparata di un’aiuola soleggiata.

Chi ho messo al sole? La solita onnipresente Otaksa che non ha paura di nulla.

Ma questa è un’altra storia.

Dove l’ho acquistata? Presso il vivaio Borgioli Taddei di Firenze (non guadagno nulla da questa pseudo-sponsorizzazione).

Buon giardinaggio,

Mara

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