Scritto così il titolo, pare fare riferimento a qualcosa di dannoso o anche spiacevole, ma così non è. Mi riferisco alla primavera.
Anche quest’anno, è arrivata, quasi con timidezza: ogni giorno una sorpresa fiorita, una nuova gemma, un fiore sbocciato laddove fino a pochi giorni prima c’era solo la sua promessa, un bocciolo appena abbozzato. In questo secondo giorno di primavera le camelie fanno bella mostra di sé, aprono le danze per lasciare, tra non molto, la scena alle rose.

Camellia japonica Angela Cocchi. La sua peculiarità è quella di produrre, sulla stessa pianta, fiori di colore bianco con screziatura rossa, e fiori di colore rosso con screziatura bianca.
Camelia Japonica Debbie, primo fiore. Le piogge abbondantissime di febbraio le hanno permesso di produrre fiori molto grandi


Ad eccezione di Hagoromo (foto sopra) e Silver Tower (foto a lato), le camelie qui ritratte sono tutte coltivate in piena terra senza grosse difficoltà o patimenti, tra la sequoia ed i tassi, in terreno leggerissimo sub acido. Confesso che è stata quasi una scommessa perché al mio arrivo in questa casa, in questo giardino, poco sapevo di coltivazione in piena terra e speravo di poter coltivare le camelie, ma non ero poi così sicura. Ed infatti erano tutte piante molto piccole: se le avessi perse la spesa sarebbe stata comunque contenuta. Ed invece sono in piena terra da quasi 10 anni e, seppur lentamente (la concorrenza con le radici dei grandi alberi è forte) crescono e fioriscono.
Ma la mia più grande soddisfazione, tra tutte è la Brushfield Yellow. Anch’essa una japonica, quando la portai a casa era ben 20 cm. Messa in terra immediatamente -quanta incoscienza- iniziò a crescere da subito e non ha mai seccato rami o manifestato sofferenze.
Gli ellebori continuano a fiorire e, anzi, mi paiono più belli ora che stanno sfiorendo, con un’aria un pò fané.
E poi ci sono le ortensie. Tutte si stanno da poco svegliando tranne una che è già in fiore: un ibrido di scandens che, come tutte quelle di questa specie, ben pensa di fiorire col freddo, quando vuole, senza perdere le foglie. Valle a capire…
Ma per fortuna che abbiamo un giardino.
Buona Pasqua e buon giardinaggio.