<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luigi Leoni &#8211; Giardinicoli</title>
	<atom:link href="https://giardinicoli.org/author/luigii-leoni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://giardinicoli.org</link>
	<description>...ma non di sole rose vive l&#039;uomo</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Mar 2018 23:02:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2017/12/cropped-IMG_2962-e1513705475658-32x32.jpg</url>
	<title>Luigi Leoni &#8211; Giardinicoli</title>
	<link>https://giardinicoli.org</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">142047310</site>	<item>
		<title>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico dell&#8217;Università di Cambridge</title>
		<link>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 22:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=295</guid>

					<description><![CDATA[Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno. Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;). Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia. Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin. Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: Taxus baccata sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e Rhamnus alaternus (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; Acer griseum e crei una sorta di aura rosata intorno al Rubus phoenicolasius. Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di Daphne bholua &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del Cornus alba &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: Cornus alba &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, Cornus sericea &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di C. alba e quelli di C. sericea hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico. Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di Galanthus elwesii var. elwesii e Bergenia &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente Chamaecyparis lawsoniana &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi. Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è Ozothamnus leptophyllus &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche Muehlenbeckia austonii, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e Libertia peregrinans, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo. Arbusti come Rubus cockburnianus &#8216;Goldenvale&#8217;, Rubus niveus, Rubus thibetanus &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (Mahonia japonica, Mahonia x media &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (Chimonanthus praecox, Chimonanthus praecox &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di Viburnum x bodnantense &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, Viburnum tinus). In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (Betula albosinensis var. septentrionalis, Prunus serrula, Acer capillipes). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno.</p>
<p>Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;).</p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia.</p>
<figure id="attachment_312" aria-describedby="caption-attachment-312" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-312" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg" alt="" width="750" height="285" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-768x291.jpg 768w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-312" class="wp-caption-text">Fig. 1 planimetria del winter garden, con la siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> sul lato sud (in basso) e la siepe di <em>Taxus baccata</em> sui tre lati rimanenti. Ingressi est ed ovest in basso, con sentiero principale chiaro e sentiero laterale in marrone scuro.</figcaption></figure>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin.</p>
<figure id="attachment_308" aria-describedby="caption-attachment-308" style="width: 311px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-308" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg" alt="" width="311" height="349" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg 267w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-768x862.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038.jpg 1635w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /><figcaption id="caption-attachment-308" class="wp-caption-text">Fig. 2 siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> alternata da conifere dalla forma piramidale.</figcaption></figure>
<p>Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: <em>Taxus b</em><em>accata</em> sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e <em>Rhamnus alaternus</em> (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; <em>Acer griseum</em> e crei una sorta di aura rosata intorno al <em>Rubus phoenicolasius</em>.</p>
<figure id="attachment_309" aria-describedby="caption-attachment-309" style="width: 598px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-309" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg" alt="" width="598" height="389" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption id="caption-attachment-309" class="wp-caption-text">Fig. 3 Le spine del <em>Rubus phoeniculasius</em> sono talmente sottili che formano come un&#8217;aura intorno ai rami attraversati dalla luce invernale.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_315" aria-describedby="caption-attachment-315" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-315" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg" alt="" width="604" height="340" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /><figcaption id="caption-attachment-315" class="wp-caption-text">Figura 4 <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217;</figcaption></figure>
<p>Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: <em>Cornus alba</em> &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di <em>C. alba</em> e quelli di <em>C. sericea</em> hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico.</p>
<figure id="attachment_318" aria-describedby="caption-attachment-318" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-318" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg" alt="" width="496" height="385" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-768x596.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-318" class="wp-caption-text">Figura 6 <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217; visto dal lato sud.</figcaption></figure>
<p>Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di <em>Galanthus elwesii var. elwesii</em> e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente <em>Chamaecyparis lawsoniana</em> &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi.</p>
<figure id="attachment_323" aria-describedby="caption-attachment-323" style="width: 717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-323" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg" alt="" width="717" height="502" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption id="caption-attachment-323" class="wp-caption-text">Figura 7 Abbinamento di <em>Miscanthus sp., Festuca glauca</em> &#8216;Blue Select&#8217;, <em>Helleborus argutifolius</em> e <em>H. niger</em>, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217;, <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Cardinal&#8217;, <em>Luzula sylvatica</em> &#8216;Aurea&#8217;, <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, <em>Muehlenbeckia austonii</em> ed <em>Hylotelephium</em> (il vecchio <em>Sedum</em>) &#8216;Herbstfreude&#8217;.</figcaption></figure>
<p>Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche <em>Muehlenbeckia austonii</em>, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e <em>Libertia peregrinans</em>, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo.</p>
<p>Arbusti come <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Rubus niveus</em>, <em>Rubus thibetanus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (<em>Mahonia japonica</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (<em>Chimonanthus praecox</em>, <em>Chimonanthus praecox</em> &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, <em>Viburnum tinus</em>).</p>
<figure id="attachment_326" aria-describedby="caption-attachment-326" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-326" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg" alt="" width="813" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption id="caption-attachment-326" class="wp-caption-text">Figura 8 L&#8217;orientamento del giardino sull&#8217;asse est-ovest e la luce quasi orizzontale dell&#8217;inverno, enfatizzata dalla piantagione, creano scorci incredibili. Il bianco del <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217;, il rosso del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217;, il giallo del <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; e l&#8217;arancione (dato dalla composizione giallo e rosso) del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; sul fondo, creano delle macchie di colore difficili da ricreare in altre stagioni e incredibilmente durature.</figcaption></figure>
<p>In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (<em>Betula albosinensis var. septentrionalis</em>, <em>Prunus serrula</em>, <em>Acer capillipes</em>). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale.</p>
<figure id="attachment_330" aria-describedby="caption-attachment-330" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg" alt="" width="820" height="462" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-330" class="wp-caption-text">Figura 9 Vista del sentiero laterale (ricoperto di corteccia e cippato): <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8216;Charles Lamont&#8217;, <em>Prunus serrula</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Charity&#8217;, <em>Eranthis hymelis</em>, <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Galanthus nivalis</em>.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_340" aria-describedby="caption-attachment-340" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-340" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg" alt="" width="308" height="546" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-768x1365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-340" class="wp-caption-text">Figura 10 <em>Fritillaria raddeana</em></figcaption></figure>
<figure id="attachment_334" aria-describedby="caption-attachment-334" style="width: 812px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-334" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg" alt="" width="812" height="457" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /><figcaption id="caption-attachment-334" class="wp-caption-text">Figura 11 La silhouette elegante dell&#8217;<em>Acer griseum</em> che contrasta con lo sfondo aranciato del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;. Quasi a richiamare la verticalità di quest&#8217;albero, c&#8217;è sull&#8217;altro lato il <em>Taxus baccata</em> &#8216;Fastigiata&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_335" aria-describedby="caption-attachment-335" style="width: 814px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg" alt="" width="814" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption id="caption-attachment-335" class="wp-caption-text">Figura 11 Sotto i rami del <em>Salix irrorata</em> (bianchi e bluastri, ricoperti da una cera che tende a sciogliersi al sole) si possono trovare <em>Galanthus</em> &#8216;Magnet&#8217;, <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217; ed <em>Acorus gramineus</em> &#8216;Ogon&#8217;.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_338" aria-describedby="caption-attachment-338" style="width: 816px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg" alt="" width="816" height="460" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption id="caption-attachment-338" class="wp-caption-text">Figura 12 Winter garden sotto la neve. Il bianco rende ancora più vivi i colori dei rami del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217; e del fogliame della <em>Libertia peregrinans</em> (in basso a sinistra).</figcaption></figure>
<figure id="attachment_339" aria-describedby="caption-attachment-339" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg" alt="" width="810" height="456" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption id="caption-attachment-339" class="wp-caption-text">Figura 13 Vista del giardino dal di fuori, vicino l&#8217;ingresso est. <em>Acer griseum</em> in primo piano con <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;, <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217;, <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; e <em>Juniperus sp</em>.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_341" aria-describedby="caption-attachment-341" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-341" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg" alt="" width="641" height="419" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-341" class="wp-caption-text">Figura 14 <em>Helleborus niger</em> e <em>Carex brunnea</em> &#8216;Janneke&#8217;. Un&#8217;accostamento davvero ben riuscito.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_342" aria-describedby="caption-attachment-342" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg" alt="" width="641" height="361" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-342" class="wp-caption-text">Figura 15 <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217; ed <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;. Nonostante siano completamente diverse in tessitura, il portamento delle due richiama l&#8217;un l&#8217;altra, entrambe con una forma piuttosto arrotondata.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_343" aria-describedby="caption-attachment-343" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-343" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg" alt="" width="638" height="360" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption id="caption-attachment-343" class="wp-caption-text">Figura 16 <em>Eranthis x tubergenii</em> &#8216;Guinea Gold&#8217;. A differenza di <em>Eranthis hyemalis</em> (per l&#8217;altro bulbosa spontanea in Italia), questa cultivar fiorisce in questo periodo, quando <em>Eranthis hyemalis</em> ha già le foglie. Una simile scelta poteva essere operata solamente con la conoscenza enciclopedica di Peter Kerley.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg" alt="" width="635" height="358" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Figura 17 <em>Erica x darleyensis</em> &#8216;Arthur Johnson&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_345" aria-describedby="caption-attachment-345" style="width: 636px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg" alt="" width="636" height="267" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption id="caption-attachment-345" class="wp-caption-text">Figura 18 <em>Helleborus</em> &#8216;Yellow Lady&#8217; con <em>Libertia ixioides</em> &#8216;Goldfinger&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg" alt="" width="642" height="306" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Figura 19 <em>Helleborus</em> &#8216;White Lady Spotted&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, che assume con il sole e le temperature basse questa bellissima colorazione rossa.</figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&#038;title=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/" data-a2a-title="Il “winter garden” del Giardino Botanico dell’Università di Cambridge"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">295</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Propagazione bulbi &#8211; &#8220;Scooping&#8221; e &#8220;Scoring&#8221;</title>
		<link>https://giardinicoli.org/propagazione-bulbi-scooping-e-scoring/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/propagazione-bulbi-scooping-e-scoring/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 15:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=196</guid>

					<description><![CDATA[Premesse Non è forse il momento migliore per mostrarvi questa tecnica, che deve essere praticata solamente su bulbi dormienti; il periodo migliore è agosto, quando la dormienza sta per finire, seppure i bulbi in vendita sono generalmente dormienti anche ad ottobre e novembre, consentendo un poco di prolungare il periodo in cui questa tecnica può essere utilizzata è la prima volta che applico questa tecnica, così come mi è stata insegnata a Threave garden; non sono certo del risultato, seppur sia sicuro della bontà di questo metodo. Quale materiale può essere propagato: tutti i bulbi primaverili come narcisi, tulipani, bucaneve, fritillarie, giacinti e Hyacinthoides, Ipheion e molti altri; anche con i crochi si può tentare nonostante siano dei cormi e non dei bulbi. Per poter seguire le istruzioni che seguiranno alla lettera (incluse di periodo dell’anno), bisogna scegliere specie o cultivar dei generi menzionati che abbiano una fioritura primaverile. Strumenti: guanti, sicuramente necessari con i narcisi perché i tessuti sono impregnati di un alcaloide potenzialmente velenoso se ingerito, ma che è bene indossare quando si maneggia qualsiasi tipo di materiale vegetale; un coltellino con la punta affilata e tagliente. &#160; Procedura preliminare per entrambe le tecniche Assicurarsi che il bulbo sia abbastanza secco (non umido, appena tirato fuori dal terreno) e pulito Controllare che non ci siano malattie o parassiti, altrimenti potrebbero verrebbero trasmessi ai bulbilli ottenuti Indossando i guanti, eliminare la prima e la seconda tunica (ovvero quelle membrane sottili che hanno quasi la consistenza della carta e che avvolgono il bulbo) ripulire la sommità del bulbo (il lato dal quale vengono fuori le foglie) e tagliarla usando il coltello ripulire del bulbo da radici secche e terra, senza però danneggiarla creando ferite con le unghie (fig. 1) “Scooping” Non c’è una traduzione precisa in italiano per questo metodo che letteralmente verrebbe tradotto “scavo”, perché in effetti non si fa altro che “scavare” un piccolo buco alla base del bulbo madre. Indossando i guanti e con la punta del coltellino (in verità si potrebbe utilizzare un cucchiaino con i bordi taglienti anche se non so quanti ne abbiano uno) incidere la base del bulbo come se si volesse tagliare un cono, profondo 1-2 cm al massimo, avente base proprio la base del bulbo. Nell’operazione si deve cercare di lasciare intatto il margine esterno perché è da lì che si svilupperanno i bulbilli (fig. 2 e 3). Di solito viene consigliato di coprire la ferita con della polvere o sostanza fungicida per prevenire successive infezioni; io nel mio tentativo ho fatto a meno, vedremo se verrò punito o no! Mettere il bulbo a testa in giù (base del bulbo verso l’alto) e infilarlo in un vaso riempito con del compost all’incirca per metà della sua lunghezza. Il compost è costituito per metà di terriccio da semina e per metà da materiale drenante (perlite, sabbia o ghiaino, etc.). La torba potrebbe essere utilizzata al posto del terriccio da semina, seppur non molto sostenibile in termini ambientali e per questo sconsigliata almeno da me Mettere il vaso in casa, magari su uno scaffale in ombra o fare in modo che i libri ombreggino il vaso e aspettare più o meno primavera prossima, quando all’incirca una trentina di bulbilli dovrebbero essersi formati sul margine esterno della cavità “Scoring” Letteralmente significa incisione e in effetti questa tecnica consiste nell’incidere la base del bulbo. Usando la punta del coltellino (non andare più in profondità di 1-2 cm) incidere il disco basale del bulbo formando una croce che sia più o meno centrata (fig. 4 e 5). Praticando questa incisione bisogna stare molto attenti a non andare oltre il piatto (le mie foto in questo senso non sono di grande esempio) Seguire 2. e 3. Come per lo “scooping” Si può decidere in entrambi i casi di usare vasi di diverse dimensioni, in base al numero di bulbi che si vuole propagare. Non devono essere stipati eccessivamente, ma considerando che i bulbilli non creeranno radici finché attaccati al bulbo madre, possono essere posizionati sufficientemente vicini. Il compost va tenuto abbastanza umido ma senza esagerare per evitare marciumi e in questo senso la sabbia, il ghiaino o la perlite eviteranno ristagni idrici nel vaso. I bulbilli potranno essere staccati dal bulbo madre una volta che inizieranno a produrre le foglie perché in quel momento inizierà la fotosintesi ed è bene interrare i bulbilli ed esporli ad un’ambiente più luminoso all’aperto. Io ho sistemato i miei due vasetti con terriccio e perlite su un mobile del soggiorno dove un ignoto nume tutelare dell’orto botanico di Cambridge li custodirà.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premesse</strong></p>
<ul>
<li>Non è forse il momento migliore per mostrarvi questa tecnica, che deve essere praticata solamente su bulbi dormienti; il periodo migliore è agosto, quando la dormienza sta per finire, seppure i bulbi in vendita sono generalmente dormienti anche ad ottobre e novembre, consentendo un poco di prolungare il periodo in cui questa tecnica può essere utilizzata</li>
<li>è la prima volta che applico questa tecnica, così come mi è stata insegnata a Threave garden; non sono certo del risultato, seppur sia sicuro della bontà di questo metodo.</li>
</ul>
<p><strong>Quale materiale pu</strong><strong>ò essere propagato</strong>: tutti i bulbi primaverili come narcisi, tulipani, bucaneve, fritillarie, giacinti e <em>Hyacinthoides</em>, <em>Ipheion </em>e molti altri; anche con i crochi si può tentare nonostante siano dei cormi e non dei bulbi. Per poter seguire le istruzioni che seguiranno alla lettera (incluse di periodo dell’anno), bisogna scegliere specie o cultivar dei generi menzionati che abbiano una fioritura primaverile.</p>
<p><strong>Strumenti</strong>: <u>guanti</u>, sicuramente necessari con i narcisi perché i tessuti sono impregnati di un alcaloide potenzialmente velenoso se ingerito, ma che è bene indossare quando si maneggia qualsiasi tipo di materiale vegetale; <u>un coltellino con la punta affilata e tagliente</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Procedura preliminare per entrambe le tecniche</strong></p>
<ul>
<li>Assicurarsi che il bulbo sia abbastanza secco (non umido, appena tirato fuori dal terreno) e pulito</li>
<li>Controllare che non ci siano malattie o parassiti, altrimenti potrebbero verrebbero trasmessi ai bulbilli ottenuti</li>
<li>Indossando i guanti, eliminare la prima e la seconda tunica (ovvero quelle membrane sottili che hanno quasi la consistenza della carta e che avvolgono il bulbo)</li>
<li>ripulire la sommità del bulbo (il lato dal quale vengono fuori le foglie) e tagliarla usando il coltello</li>
<li>ripulire del bulbo da radici secche e terra, senza però danneggiarla creando ferite con le unghie (fig. 1)
<p><figure id="attachment_199" aria-describedby="caption-attachment-199" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-199" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-300x169.jpg" alt="" width="349" height="196" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-199" class="wp-caption-text">fig. 1</figcaption></figure></li>
</ul>
<p><strong>“Scooping” </strong></p>
<p>Non c’è una traduzione precisa in italiano per questo metodo che letteralmente verrebbe tradotto “scavo”, perché in effetti non si fa altro che “scavare” un piccolo buco alla base del bulbo madre.</p>
<ol>
<li>Indossando i guanti e con la punta del coltellino (in verità si potrebbe utilizzare un cucchiaino con i bordi taglienti anche se non so quanti ne abbiano uno) incidere la base del bulbo come se si volesse tagliare un cono, profondo 1-2 cm al massimo, avente base proprio la base del bulbo. Nell’operazione si deve cercare di lasciare intatto il margine esterno perché è da lì che si svilupperanno i bulbilli (fig. 2 e 3). Di solito viene consigliato di coprire la ferita con della polvere o sostanza fungicida per prevenire successive infezioni; io nel mio tentativo ho fatto a meno, vedremo se verrò punito o no!
<figure id="attachment_200" aria-describedby="caption-attachment-200" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-200" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-300x264.jpg" alt="" width="349" height="308" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-300x264.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-768x677.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-1024x903.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513.jpg 1824w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-200" class="wp-caption-text">fig. 2</figcaption></figure>
<p><figure id="attachment_201" aria-describedby="caption-attachment-201" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-300x169.jpg" alt="" width="349" height="196" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-201" class="wp-caption-text">fig. 3</figcaption></figure></li>
<li>Mettere il bulbo a testa in giù (base del bulbo verso l’alto) e infilarlo in un vaso riempito con del compost all’incirca per metà della sua lunghezza. Il compost è costituito per metà di terriccio da semina e per metà da materiale drenante (perlite, sabbia o ghiaino, etc.). La torba potrebbe essere utilizzata al posto del terriccio da semina, seppur non molto sostenibile in termini ambientali e per questo sconsigliata almeno da me</li>
<li>Mettere il vaso in casa, magari su uno scaffale in ombra o fare in modo che i libri ombreggino il vaso e aspettare più o meno primavera prossima, quando all’incirca una trentina di bulbilli dovrebbero essersi formati sul margine esterno della cavità</li>
</ol>
<p><strong>“Scoring”</strong></p>
<p>Letteralmente significa incisione e in effetti questa tecnica consiste nell’incidere la base del bulbo.</p>
<ol>
<li>Usando la punta del coltellino (non andare più in profondità di 1-2 cm) incidere il disco basale del bulbo formando una croce che sia più o meno centrata (fig. 4 e 5). Praticando questa incisione bisogna stare molto attenti a non andare oltre il piatto (le mie foto in questo senso non sono di grande esempio)</li>
<li>Seguire 2. e 3. Come per lo “scooping”</li>
</ol>
<figure id="attachment_202" aria-describedby="caption-attachment-202" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-202" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-293x300.jpg" alt="" width="349" height="357" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-293x300.jpg 293w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-768x786.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-1000x1024.jpg 1000w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523.jpg 1688w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-202" class="wp-caption-text">fig. 4</figcaption></figure>
<figure id="attachment_203" aria-describedby="caption-attachment-203" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-203" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-300x278.jpg" alt="" width="349" height="323" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-300x278.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-768x711.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-1024x948.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548.jpg 1832w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-203" class="wp-caption-text">fig. 5</figcaption></figure>
<p>Si può decidere in entrambi i casi di usare vasi di diverse dimensioni, in base al numero di bulbi che si vuole propagare. Non devono essere stipati eccessivamente, ma considerando che i bulbilli non creeranno radici finché attaccati al bulbo madre, possono essere posizionati sufficientemente vicini.</p>
<p>Il compost va tenuto abbastanza umido ma senza esagerare per evitare marciumi e in questo senso la sabbia, il ghiaino o la perlite eviteranno ristagni idrici nel vaso.</p>
<p>I bulbilli potranno essere staccati dal bulbo madre una volta che inizieranno a produrre le foglie perché in quel momento inizierà la fotosintesi ed è bene interrare i bulbilli ed esporli ad un’ambiente più luminoso all’aperto.</p>
<p>Io ho sistemato i miei due vasetti con terriccio e perlite su un mobile del soggiorno dove un ignoto nume tutelare dell’orto botanico di Cambridge li custodirà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-204" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-169x300.jpg" alt="" width="349" height="620" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-768x1365.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-576x1024.jpg 576w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457.jpg 1836w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fpropagazione-bulbi-scooping-e-scoring%2F&amp;linkname=Propagazione%20bulbi%20%E2%80%93%20%E2%80%9CScooping%E2%80%9D%20e%20%E2%80%9CScoring%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fpropagazione-bulbi-scooping-e-scoring%2F&amp;linkname=Propagazione%20bulbi%20%E2%80%93%20%E2%80%9CScooping%E2%80%9D%20e%20%E2%80%9CScoring%E2%80%9D" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fpropagazione-bulbi-scooping-e-scoring%2F&amp;linkname=Propagazione%20bulbi%20%E2%80%93%20%E2%80%9CScooping%E2%80%9D%20e%20%E2%80%9CScoring%E2%80%9D" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fpropagazione-bulbi-scooping-e-scoring%2F&#038;title=Propagazione%20bulbi%20%E2%80%93%20%E2%80%9CScooping%E2%80%9D%20e%20%E2%80%9CScoring%E2%80%9D" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/propagazione-bulbi-scooping-e-scoring/" data-a2a-title="Propagazione bulbi – “Scooping” e “Scoring”"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://giardinicoli.org/propagazione-bulbi-scooping-e-scoring/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">196</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
