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	<title>Bulbose &#8211; Giardinicoli</title>
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	<description>...ma non di sole rose vive l&#039;uomo</description>
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	<title>Bulbose &#8211; Giardinicoli</title>
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		<title>Tutto corre&#8230; io annaspo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 06:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[Avrei tanto voluto iniziare questo piccolo racconto dicendo che lentamente nel mio giardino la primavera si sta svegliando ed inizia a mostrare le prime promesse della stagione che verrà. Arei voluto. Tanto. Ma mi è bastato stare lontano dal giardino per cause di forza maggiore per un paio di giorni che, quando ci sono tornata, sono stata travolta dall&#8217;esplosione della bella stagione ormai arrivata. Tutto freme, si sente che ogni ramo, ogni foglia, ogni filo d&#8217;erba è pervaso dalla frenesia della primavera. E visto che il prato e ben lontano dall&#8217;essere un prato all&#8217;inglese ma è un prato spontaneo, come dicono oggi un aiuto alla biodiversità, api, bombi ed impollinatori vari ronzano felici in cerca di polline e nettare. Sarà bella quell&#8217;ape legnaiola (xylocopa violacea)? &#160;     &#160; Complici poi le leggere piogge di circa una settimana fa che hanno regalato 20 mm d&#8217;acqua, l&#8217;erba in certe zone del giardino cresce ed è già alta 30 cm. Dovrò tagliarla, almeno lì, altrimenti poco che cresca mi ci perderò dentro anche io. E mi sono chiesta ma come? Tutto adesso? Così in fretta? Così presto? Ho dormito o qualcosa è diverso dagli anni passati? Temo che la risposta giusta sia quest&#8217;ultima. Se presto attenzione e ripenso agli anni passati vedo che i tempi paiono rallentati per alcune piante ed accelerati per altre. &#160;        &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Tanti ellebori ancora sono in fiore ora e, pur se di varietà tardive, sono palesemente in ritardo rispetto agli anni passati  che, in questo periodo, avevano già i semi formati. Nella parte nuova del giardino poi, soleggiata &#8211; o meglio, al sole pieno tutto il giorno &#8211; le rose si stanno riempiendo di boccioli e credo fioriranno prima del previsto. Tante lo faranno e non solo quelle due o tre precoci per natura. E cosa dire poi delle daphe? Hanno iniziato ad aprire i boccioli con ritardo rispetto agli anni passati tanto che hanno ancora fiori il cui profumo celestiale inonda il giardino. &#160; Idem i narcisi, anche loro in ritardo di almeno 15 giorni ma sempre bellissimi ed allegramente infestanti, come questo tête-à-tête, che ha pensato bene di nascere da solo lontano dalle piante madri. Lo confesso, scelgo le varietà di narcisi in base alla loro capacità di inselvatichirsi e, perchè, no, di moltiplicarsi da soli. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Le ortensie poi non si capisce cosa stiano facendo e temo che le arborescens siano tra quelle che abbiano patito più di tutte. Spero che siano solamente indietro nell&#8217;emissione delle gemme nuove. In aggiunta a ciò poi alcune piante iniziano ad avere sete. La pioggia caduta ieri sera è stata comunque poca e, se non pioverà ancora a breve e per un congruo periodo, dovrò iniziare bagnare. Purtroppo la spiegazione di tutto quanto sta accadendo qui &#8211; e non solo qui &#8211; è tutt&#8217;altro che poetica: temo che la pressochè totale assenza di piogge durante l&#8217;inverno e le temperature miti degli ultimi tre mesi (non è mai stato davvero freddo) si siano rivelati una combinazione pessima per cui chi doveva bere per fiorire all&#8217;inizio della primavera ha bevuto pochissimo ed ha sviluppato o pochi fiori o fiori più piccoli, chi invece doveva andare a riposo e risvegliarsi verso metà/fine marzo non è mai andato davvero a dormire ed ora è carico più che mai. Ci sono giorni, come oggi, in cui preferisco non pensare a nulla, se non che siamo entrati ormai nella primavera e io, come al solito, inseguendola per dare al giardino un aspetto decoroso, affanno ed annaspo. Buon giardinaggio a tutti &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei tanto voluto iniziare questo piccolo racconto dicendo che lentamente nel mio giardino la primavera si sta svegliando ed inizia a mostrare le prime promesse della stagione che verrà.</p>
<p>Arei voluto. Tanto. Ma mi è bastato stare lontano dal giardino per cause di forza maggiore per un paio di giorni che, quando ci sono tornata, sono stata travolta dall&#8217;esplosione della bella stagione ormai arrivata. Tutto freme, si sente che ogni ramo, ogni foglia, ogni filo d&#8217;erba è pervaso dalla frenesia della primavera. E visto che il prato e ben lontano dall&#8217;essere un prato all&#8217;inglese ma è un prato spontaneo, come dicono oggi un aiuto alla biodiversità, api, bombi ed impollinatori vari ronzano felici in cerca di polline e nettare.</p>
<p>Sarà bella quell&#8217;ape legnaiola (xylocopa violacea)?</p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1178" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5613-300x200.jpg" alt="" width="381" height="254" />     <img decoding="async" class=" wp-image-1182 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5866-300x200.jpg" alt="" width="363" height="242" /></p>
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<p>Complici poi le leggere piogge di circa una settimana fa che hanno regalato 20 mm d&#8217;acqua, l&#8217;erba in certe zone del giardino cresce ed è già alta 30 cm. Dovrò tagliarla, almeno lì, altrimenti poco che cresca mi ci perderò dentro anche io.</p>
<p>E mi sono chiesta ma come? Tutto adesso? Così in fretta? Così presto? Ho dormito o qualcosa è diverso dagli anni passati? Temo che la risposta giusta sia quest&#8217;ultima. Se presto attenzione e ripenso agli anni passati vedo che i tempi paiono rallentati per alcune piante ed accelerati per altre.</p>
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<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1186 alignleft" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5504-1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />        <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1175 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5526-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1185 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5502-1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
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<p>Tanti ellebori ancora sono in fiore ora e, pur se di varietà tardive, sono palesemente in ritardo rispetto agli anni passati  che, in questo periodo, avevano già i semi formati. Nella parte nuova del giardino poi, soleggiata &#8211; o meglio, al sole pieno tutto il giorno &#8211; le rose si stanno riempiendo di boccioli e credo fioriranno prima del previsto. Tante lo faranno e non solo quelle due o tre precoci per natura.</p>
<p>E cosa dire poi delle daphe? Hanno iniziato ad aprire i boccioli con ritardo rispetto agli anni passati tanto che hanno ancora fiori il cui profumo celestiale inonda il giardino.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1199" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5702-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5702-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5702-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5702.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Idem i narcisi, anche loro in ritardo di almeno 15 giorni ma sempre bellissimi ed allegramente infestanti, come questo tête-à-tête, che ha pensato bene di nascere da solo lontano dalle piante madri. Lo confesso, scelgo le varietà di narcisi in base alla loro capacità di inselvatichirsi e, perchè, no, di moltiplicarsi da soli.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1192 alignleft" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_2732-200x300.jpg" alt="" width="356" height="534" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_2732-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_2732-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_2732.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1200 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5816-200x300.jpg" alt="" width="356" height="534" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5816-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5816-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2023/03/IMG_5816.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px" /></p>
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<p>Le ortensie poi non si capisce cosa stiano facendo e temo che le arborescens siano tra quelle che abbiano patito più di tutte. Spero che siano solamente indietro nell&#8217;emissione delle gemme nuove. In aggiunta a ciò poi alcune piante iniziano ad avere sete. La pioggia caduta ieri sera è stata comunque poca e, se non pioverà ancora a breve e per un congruo periodo, dovrò iniziare bagnare.</p>
<p>Purtroppo la spiegazione di tutto quanto sta accadendo qui &#8211; e non solo qui &#8211; è tutt&#8217;altro che poetica: temo che la pressochè totale assenza di piogge durante l&#8217;inverno e le temperature miti degli ultimi tre mesi (non è mai stato davvero freddo) si siano rivelati una combinazione pessima per cui chi doveva bere per fiorire all&#8217;inizio della primavera ha bevuto pochissimo ed ha sviluppato o pochi fiori o fiori più piccoli, chi invece doveva andare a riposo e risvegliarsi verso metà/fine marzo non è mai andato davvero a dormire ed ora è carico più che mai.</p>
<p>Ci sono giorni, come oggi, in cui preferisco non pensare a nulla, se non che siamo entrati ormai nella primavera e io, come al solito, inseguendola per dare al giardino un aspetto decoroso, affanno ed annaspo.</p>
<p>Buon giardinaggio a tutti</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ftutto-corre-io-annaspo%2F&amp;linkname=Tutto%20corre%E2%80%A6%20io%20annaspo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ftutto-corre-io-annaspo%2F&amp;linkname=Tutto%20corre%E2%80%A6%20io%20annaspo" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ftutto-corre-io-annaspo%2F&amp;linkname=Tutto%20corre%E2%80%A6%20io%20annaspo" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ftutto-corre-io-annaspo%2F&#038;title=Tutto%20corre%E2%80%A6%20io%20annaspo" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/tutto-corre-io-annaspo/" data-a2a-title="Tutto corre… io annaspo"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La perfezione esiste</title>
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					<comments>https://giardinicoli.org/la-perfezione-esiste/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 14:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Rose]]></category>
		<category><![CDATA[bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[camelie]]></category>
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					<description><![CDATA[Da alcuni mesi non riesco a giardinare come vorrei, un&#8217;indisposizione fisica che spero si ridurrà sempre più mi porta ad impostare un approccio diverso con il giardino. Mi limito alla pulizia del giardino senza fare sforzi eccessivi e a guardarlo di più, con meno superficialità, cerando di capirlo, e di capire me. E inevitabilmente la mente vaga, tra le piante e gli uomini. Inevitabili i paragoni, inevitabile trarre conseguenze ahimè non belle. Preferisco pensare alle piante. E così mi soffermo sugli ellebori una delle mie grandi passioni verdi, crescono rigogliosamente senza richiedere troppo, se non qualche annaffiatura e la rimozione delle foglie secche o brutte. Nel corso degli anni ne ho acquistato diverse piante e le ho inserite in vari punti del giardino. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Nelle foto sopra sono ad inizio fioritura, ma già da qualche tempo hanno iniziato a mutare nei colori e a far maturare le capsule dei semi. &#160; &#160; Quest&#8217;anno non voglio affidarmi alla sorte nel loro germogliare ma mi piacerebbe seminarli: da quando ho iniziato a coltivarli 4 o 5 anni ne sono nate spontaneamente parecchie  piantine e la cosa mi ha sorpreso. Mai avrei immaginato che sarebbe successo nel mio giardino. Ma si sa, in questi casi, vince la sorte e le piantoline nascono ove più gli garba. Quindi si ammassano di qua, lasciando vuoto di là. Quindi, sempre che mi ricordi e ci arrivi in tempo, vorrei provare a seminarli per poi piantarli dove li vorrei, senza dovermi imbarcare in pericolosi (per loro) spostamenti. Sono maldestra e poco mi ci vorrebbe per rovinare le piccole radichette. Intanto, mentre gli ultimi narcisi fioriscono &#160; &#160; &#160; il giardino si risveglia e come ogni anno si prepara per la primavera. Vedo bocci ovunque, pronti ad esplodere e, oltre alle camellie che, seppure lentamente, crescono in una terraccia tremenda come la mia &#160; &#160; &#160; qualche rosa temeraria già apre le corolle &#160; &#160; E qui, in mezzo a tanta bellezza ho conferma che la perfezione esiste, ma non è dell&#8217;uomo. Buona Pasqua a tutti &#160; &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni mesi non riesco a giardinare come vorrei, un&#8217;indisposizione fisica che spero si ridurrà sempre più mi porta ad impostare un approccio diverso con il giardino.</p>
<p>Mi limito alla pulizia del giardino senza fare sforzi eccessivi e a guardarlo di più, con meno superficialità, cerando di capirlo, e di capire me.</p>
<p>E inevitabilmente la mente vaga, tra le piante e gli uomini. Inevitabili i paragoni, inevitabile trarre conseguenze ahimè non belle. Preferisco pensare alle piante. E così mi soffermo sugli ellebori una delle mie grandi passioni verdi, crescono rigogliosamente senza richiedere troppo, se non qualche annaffiatura e la rimozione delle foglie secche o brutte.</p>
<p>Nel corso degli anni ne ho acquistato diverse piante e le ho inserite in vari punti del giardino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-964 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2675-300x200.jpg" alt="" width="446" height="297" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2675-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2675-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2675.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 446px) 100vw, 446px" /></p>
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<p>Nelle foto sopra sono ad inizio fioritura, ma già da qualche tempo hanno iniziato a mutare nei colori e a far maturare le capsule dei semi.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-973 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2858-200x300.jpg" alt="" width="454" height="681" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2858-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2858-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2858.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quest&#8217;anno non voglio affidarmi alla sorte nel loro germogliare ma mi piacerebbe seminarli: da quando ho iniziato a coltivarli 4 o 5 anni ne sono nate spontaneamente parecchie  piantine e la cosa mi ha sorpreso. Mai avrei immaginato che sarebbe successo nel mio giardino. Ma si sa, in questi casi, vince la sorte e le piantoline nascono ove più gli garba. Quindi si ammassano di qua, lasciando vuoto di là. Quindi, sempre che mi ricordi e ci arrivi in tempo, vorrei provare a seminarli per poi piantarli dove li vorrei, senza dovermi imbarcare in pericolosi (per loro) spostamenti. Sono maldestra e poco mi ci vorrebbe per rovinare le piccole radichette.</p>
<p>Intanto, mentre gli ultimi narcisi fioriscono</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-969 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2836-200x300.jpg" alt="" width="443" height="665" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2836-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2836-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2836.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 443px) 100vw, 443px" /></p>
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<p>il giardino si risveglia e come ogni anno si prepara per la primavera. Vedo bocci ovunque, pronti ad esplodere e, oltre alle camellie che, seppure lentamente, crescono in una terraccia tremenda come la mia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-970 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/unnamed-file-300x200.jpg" alt="" width="507" height="338" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/unnamed-file-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/unnamed-file-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/unnamed-file.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 507px) 100vw, 507px" /></p>
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<p>qualche rosa temeraria già apre le corolle</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-976 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2897-300x200.jpg" alt="" width="823" height="548" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2897-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2897-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2897.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E qui, in mezzo a tanta bellezza ho conferma che la perfezione esiste, ma non è dell&#8217;uomo. Buona Pasqua a tutti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-977 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2927-300x200.jpg" alt="" width="596" height="397" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2927-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2927-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2022/04/IMG_2927.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fla-perfezione-esiste%2F&amp;linkname=La%20perfezione%20esiste" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fla-perfezione-esiste%2F&amp;linkname=La%20perfezione%20esiste" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fla-perfezione-esiste%2F&amp;linkname=La%20perfezione%20esiste" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fla-perfezione-esiste%2F&#038;title=La%20perfezione%20esiste" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/la-perfezione-esiste/" data-a2a-title="La perfezione esiste"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>E&#8217; il momento di trapiantare le Iris barbate</title>
		<link>https://giardinicoli.org/e-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola Casale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 14:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; finita la stagione di fioritura delle iris barbate. E&#8217; giunto il momento di dividerle e piantarle per i prossimi anni o di sfogliare i cataloghi dei migliori fornitori italiani od esteri per incrementare la collezione. Partiamo dal terreno di piantagione, gradiscono i terreni molto drenati, se il vostro giardino non lo fosse naturalmente potete piantarli in aiuole rialzate. Se volete avere fioriture abbondanti vi consiglio il pieno sole, se volete iris che fioriscono anche in ombra dovete passare a specie diverse tipo le iris Japonica,  Wattii, Foetidissima ed altre. La divisione andrebbe fatta ogni 4/5 anni altrimenti perdono poi l&#8217;energia necessaria in quanto i rizomi si inspessiscono troppo. La fioritura del primo anno dopo il trapianto è limitata e il massimo si raggiunge al terzo anno. Come dividere i rizomi? Con una forca estraete la massa di rizomi e con un coltello affilato selezionate i rizomi più grandi, tagliandoli al primo  restringimento delle annualità del rizoma (si riconoscono abbastanza bene), Non è necessario, anzi è controindicato, tagliare via le foglie verdi (è una pratica indispensabile se si devono trasportare o spedire) . Scegliere i rizomi di punta migliori e più grandi per il trapianto, con i laterali e i piccolini potete sempre crearvi un piccolo vivaio, diventeranno comunque bellissimi e fioriferi in un paio di anni. &#160; Nella composizione delle aiuole state attenti alle altezze delle diverse varietà per dare una buona armonia; certe varietà alte addirittura a volte richiedono tutori per reggersi in piedi. Nel terreno prima del trapianto è opportuno provvedere ad una concimazione con concimi a lento rilascio e ricchi di potassio. i rizomi vanno interrati poco, al massimo col colletto delle foglie a filo terreno, saranno poi loro naturalmente ad uscire dal terreno crescendo negli anni seguenti. Consiglio di piantate i rizomi a distanza di 20/30 cm gli uni dagli altri e fare gruppi della medesima varietà perchè mischiandole quelle meno vigorose vendono facilmente sopraffatte dalle altre. Fino all&#8217;autunno conviene tenere d&#8217;occhio il terreno che non si asciughi troppo per favorire una buona radicazione dei rizomi. Quando cominceranno a vegetare a fine estate togliete le foglie che si seccano naturalmente e non tagliate mai quelle verdi, è la loro presenza che aiuta il rizoma a preparare la fioritura dell&#8217;anno seguente. Per chi si chiedesse dove trovare varietà particolarmente affascinanti posso dirvi che i miei migliori li ho trovati da Biancoiride di Augusto Bianco e da Claragarden di Daniele Bilancioni. Esistono poi alcuni nuovi ibridatori italiani di altissima qualità ma che al momento non hanno ancora una struttura di vendita. Buona coltivazione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; finita la stagione di fioritura delle iris barbate. E&#8217; giunto il momento di dividerle e piantarle per i prossimi anni o di sfogliare i cataloghi dei migliori fornitori italiani od esteri per incrementare la collezione.</p>
<figure id="attachment_392" aria-describedby="caption-attachment-392" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-392 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/32090064_10211643854879938_4297902163117473792_n.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/32090064_10211643854879938_4297902163117473792_n.jpg 960w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/32090064_10211643854879938_4297902163117473792_n-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/32090064_10211643854879938_4297902163117473792_n-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-392" class="wp-caption-text">Iris Mille Quattro &#8211; A. Bianco</figcaption></figure>
<p>Partiamo dal terreno di piantagione, gradiscono i terreni molto drenati, se il vostro giardino non lo fosse naturalmente potete piantarli in aiuole rialzate.</p>
<p>Se volete avere fioriture abbondanti vi consiglio il pieno sole, se volete iris che fioriscono anche in ombra dovete passare a specie diverse tipo le iris Japonica,  Wattii, Foetidissima ed altre.</p>
<figure id="attachment_399" aria-describedby="caption-attachment-399" style="width: 1473px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-399 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/07042017-IMG_6259.jpg" alt="" width="1473" height="1068" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/07042017-IMG_6259.jpg 1473w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/07042017-IMG_6259-300x218.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/07042017-IMG_6259-768x557.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1473px) 100vw, 1473px" /><figcaption id="caption-attachment-399" class="wp-caption-text">Iris Japonica</figcaption></figure>
<p>La divisione andrebbe fatta ogni 4/5 anni altrimenti perdono poi l&#8217;energia necessaria in quanto i rizomi si inspessiscono troppo. La fioritura del primo anno dopo il trapianto è limitata e il massimo si raggiunge al terzo anno.</p>
<figure id="attachment_391" aria-describedby="caption-attachment-391" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-391 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/18057081_10208890811535575_2174747620566245089_n.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/18057081_10208890811535575_2174747620566245089_n.jpg 960w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/18057081_10208890811535575_2174747620566245089_n-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/18057081_10208890811535575_2174747620566245089_n-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-391" class="wp-caption-text">Iris Violinista sul tetto &#8211; A. Bianco</figcaption></figure>
<p>Come dividere i rizomi? Con una forca estraete la massa di rizomi e con un coltello affilato selezionate i rizomi più grandi, tagliandoli al primo  restringimento delle annualità del rizoma (si riconoscono abbastanza bene), Non è necessario, anzi è controindicato, tagliare via le foglie verdi (è una pratica indispensabile se si devono trasportare o spedire) . Scegliere i rizomi di punta migliori e più grandi per il trapianto, con i laterali e i piccolini potete sempre crearvi un piccolo vivaio, diventeranno comunque bellissimi e fioriferi in un paio di anni.</p>
<figure id="attachment_393" aria-describedby="caption-attachment-393" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-393 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/nuova-aiuola-iris.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/nuova-aiuola-iris.jpg 640w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/nuova-aiuola-iris-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-393" class="wp-caption-text">Aiuola appena ripiantata mantenendo le foglie intere.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella composizione delle aiuole state attenti alle altezze delle diverse varietà per dare una buona armonia; certe varietà alte addirittura a volte richiedono tutori per reggersi in piedi.</p>
<figure id="attachment_395" aria-describedby="caption-attachment-395" style="width: 1600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-395 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/22042017-IMG_6832.jpg" alt="" width="1600" height="1067" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/22042017-IMG_6832.jpg 1600w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/22042017-IMG_6832-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/22042017-IMG_6832-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption id="caption-attachment-395" class="wp-caption-text">Iris Violinista sul tetto &#8211; A. Bianco</figcaption></figure>
<p>Nel terreno prima del trapianto è opportuno provvedere ad una concimazione con concimi a lento rilascio e ricchi di potassio. i rizomi vanno interrati poco, al massimo col colletto delle foglie a filo terreno, saranno poi loro naturalmente ad uscire dal terreno crescendo negli anni seguenti. Consiglio di piantate i rizomi a distanza di 20/30 cm gli uni dagli altri e fare gruppi della medesima varietà perchè mischiandole quelle meno vigorose vendono facilmente sopraffatte dalle altre.</p>
<figure id="attachment_390" aria-describedby="caption-attachment-390" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-390 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/13179086_10206165672648806_7180324049059288208_n.jpg" alt="" width="960" height="831" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/13179086_10206165672648806_7180324049059288208_n.jpg 960w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/13179086_10206165672648806_7180324049059288208_n-300x260.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/13179086_10206165672648806_7180324049059288208_n-768x665.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-390" class="wp-caption-text">Iris rifiorente Low Ho Silver &#8211; Byers</figcaption></figure>
<p>Fino all&#8217;autunno conviene tenere d&#8217;occhio il terreno che non si asciughi troppo per favorire una buona radicazione dei rizomi.</p>
<figure id="attachment_394" aria-describedby="caption-attachment-394" style="width: 1600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-394 size-full" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/06/10052017-IMG_7802.jpg" alt="" width="1600" height="1067" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/10052017-IMG_7802.jpg 1600w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/10052017-IMG_7802-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/06/10052017-IMG_7802-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption id="caption-attachment-394" class="wp-caption-text">Iris That&#8217;s All Folks &#8211; Maryott</figcaption></figure>
<p>Quando cominceranno a vegetare a fine estate togliete le foglie che si seccano naturalmente e non tagliate mai quelle verdi, è la loro presenza che aiuta il rizoma a preparare la fioritura dell&#8217;anno seguente.</p>
<p>Per chi si chiedesse dove trovare varietà particolarmente affascinanti posso dirvi che i miei migliori li ho trovati da Biancoiride di Augusto Bianco e da Claragarden di Daniele Bilancioni. Esistono poi alcuni nuovi ibridatori italiani di altissima qualità ma che al momento non hanno ancora una struttura di vendita.</p>
<p>Buona coltivazione</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fe-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate%2F&amp;linkname=E%E2%80%99%20il%20momento%20di%20trapiantare%20le%20Iris%20barbate" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fe-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate%2F&amp;linkname=E%E2%80%99%20il%20momento%20di%20trapiantare%20le%20Iris%20barbate" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fe-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate%2F&amp;linkname=E%E2%80%99%20il%20momento%20di%20trapiantare%20le%20Iris%20barbate" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fe-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate%2F&#038;title=E%E2%80%99%20il%20momento%20di%20trapiantare%20le%20Iris%20barbate" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/e-il-momento-di-trapiantare-le-iris-barbate/" data-a2a-title="E’ il momento di trapiantare le Iris barbate"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico dell&#8217;Università di Cambridge</title>
		<link>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 22:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
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					<description><![CDATA[Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno. Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;). Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia. Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin. Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: Taxus baccata sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e Rhamnus alaternus (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; Acer griseum e crei una sorta di aura rosata intorno al Rubus phoenicolasius. Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di Daphne bholua &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del Cornus alba &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: Cornus alba &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, Cornus sericea &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di C. alba e quelli di C. sericea hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico. Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di Galanthus elwesii var. elwesii e Bergenia &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente Chamaecyparis lawsoniana &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi. Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è Ozothamnus leptophyllus &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche Muehlenbeckia austonii, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e Libertia peregrinans, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo. Arbusti come Rubus cockburnianus &#8216;Goldenvale&#8217;, Rubus niveus, Rubus thibetanus &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (Mahonia japonica, Mahonia x media &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (Chimonanthus praecox, Chimonanthus praecox &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di Viburnum x bodnantense &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, Viburnum tinus). In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (Betula albosinensis var. septentrionalis, Prunus serrula, Acer capillipes). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno.</p>
<p>Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;).</p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia.</p>
<figure id="attachment_312" aria-describedby="caption-attachment-312" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-312" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg" alt="" width="750" height="285" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-768x291.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-312" class="wp-caption-text">Fig. 1 planimetria del winter garden, con la siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> sul lato sud (in basso) e la siepe di <em>Taxus baccata</em> sui tre lati rimanenti. Ingressi est ed ovest in basso, con sentiero principale chiaro e sentiero laterale in marrone scuro.</figcaption></figure>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin.</p>
<figure id="attachment_308" aria-describedby="caption-attachment-308" style="width: 311px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-308" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg" alt="" width="311" height="349" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg 267w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-768x862.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038.jpg 1635w" sizes="auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px" /><figcaption id="caption-attachment-308" class="wp-caption-text">Fig. 2 siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> alternata da conifere dalla forma piramidale.</figcaption></figure>
<p>Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: <em>Taxus b</em><em>accata</em> sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e <em>Rhamnus alaternus</em> (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; <em>Acer griseum</em> e crei una sorta di aura rosata intorno al <em>Rubus phoenicolasius</em>.</p>
<figure id="attachment_309" aria-describedby="caption-attachment-309" style="width: 598px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-309" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg" alt="" width="598" height="389" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption id="caption-attachment-309" class="wp-caption-text">Fig. 3 Le spine del <em>Rubus phoeniculasius</em> sono talmente sottili che formano come un&#8217;aura intorno ai rami attraversati dalla luce invernale.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_315" aria-describedby="caption-attachment-315" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-315" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg" alt="" width="604" height="340" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /><figcaption id="caption-attachment-315" class="wp-caption-text">Figura 4 <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217;</figcaption></figure>
<p>Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: <em>Cornus alba</em> &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di <em>C. alba</em> e quelli di <em>C. sericea</em> hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico.</p>
<figure id="attachment_318" aria-describedby="caption-attachment-318" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-318" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg" alt="" width="496" height="385" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-768x596.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-318" class="wp-caption-text">Figura 6 <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217; visto dal lato sud.</figcaption></figure>
<p>Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di <em>Galanthus elwesii var. elwesii</em> e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente <em>Chamaecyparis lawsoniana</em> &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi.</p>
<figure id="attachment_323" aria-describedby="caption-attachment-323" style="width: 717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-323" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg" alt="" width="717" height="502" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption id="caption-attachment-323" class="wp-caption-text">Figura 7 Abbinamento di <em>Miscanthus sp., Festuca glauca</em> &#8216;Blue Select&#8217;, <em>Helleborus argutifolius</em> e <em>H. niger</em>, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217;, <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Cardinal&#8217;, <em>Luzula sylvatica</em> &#8216;Aurea&#8217;, <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, <em>Muehlenbeckia austonii</em> ed <em>Hylotelephium</em> (il vecchio <em>Sedum</em>) &#8216;Herbstfreude&#8217;.</figcaption></figure>
<p>Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche <em>Muehlenbeckia austonii</em>, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e <em>Libertia peregrinans</em>, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo.</p>
<p>Arbusti come <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Rubus niveus</em>, <em>Rubus thibetanus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (<em>Mahonia japonica</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (<em>Chimonanthus praecox</em>, <em>Chimonanthus praecox</em> &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, <em>Viburnum tinus</em>).</p>
<figure id="attachment_326" aria-describedby="caption-attachment-326" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-326" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg" alt="" width="813" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption id="caption-attachment-326" class="wp-caption-text">Figura 8 L&#8217;orientamento del giardino sull&#8217;asse est-ovest e la luce quasi orizzontale dell&#8217;inverno, enfatizzata dalla piantagione, creano scorci incredibili. Il bianco del <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217;, il rosso del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217;, il giallo del <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; e l&#8217;arancione (dato dalla composizione giallo e rosso) del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; sul fondo, creano delle macchie di colore difficili da ricreare in altre stagioni e incredibilmente durature.</figcaption></figure>
<p>In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (<em>Betula albosinensis var. septentrionalis</em>, <em>Prunus serrula</em>, <em>Acer capillipes</em>). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale.</p>
<figure id="attachment_330" aria-describedby="caption-attachment-330" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg" alt="" width="820" height="462" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-330" class="wp-caption-text">Figura 9 Vista del sentiero laterale (ricoperto di corteccia e cippato): <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8216;Charles Lamont&#8217;, <em>Prunus serrula</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Charity&#8217;, <em>Eranthis hymelis</em>, <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Galanthus nivalis</em>.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_340" aria-describedby="caption-attachment-340" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-340" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg" alt="" width="308" height="546" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-768x1365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-340" class="wp-caption-text">Figura 10 <em>Fritillaria raddeana</em></figcaption></figure>
<figure id="attachment_334" aria-describedby="caption-attachment-334" style="width: 812px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-334" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg" alt="" width="812" height="457" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /><figcaption id="caption-attachment-334" class="wp-caption-text">Figura 11 La silhouette elegante dell&#8217;<em>Acer griseum</em> che contrasta con lo sfondo aranciato del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;. Quasi a richiamare la verticalità di quest&#8217;albero, c&#8217;è sull&#8217;altro lato il <em>Taxus baccata</em> &#8216;Fastigiata&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_335" aria-describedby="caption-attachment-335" style="width: 814px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg" alt="" width="814" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption id="caption-attachment-335" class="wp-caption-text">Figura 11 Sotto i rami del <em>Salix irrorata</em> (bianchi e bluastri, ricoperti da una cera che tende a sciogliersi al sole) si possono trovare <em>Galanthus</em> &#8216;Magnet&#8217;, <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217; ed <em>Acorus gramineus</em> &#8216;Ogon&#8217;.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_338" aria-describedby="caption-attachment-338" style="width: 816px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg" alt="" width="816" height="460" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption id="caption-attachment-338" class="wp-caption-text">Figura 12 Winter garden sotto la neve. Il bianco rende ancora più vivi i colori dei rami del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217; e del fogliame della <em>Libertia peregrinans</em> (in basso a sinistra).</figcaption></figure>
<figure id="attachment_339" aria-describedby="caption-attachment-339" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg" alt="" width="810" height="456" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption id="caption-attachment-339" class="wp-caption-text">Figura 13 Vista del giardino dal di fuori, vicino l&#8217;ingresso est. <em>Acer griseum</em> in primo piano con <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;, <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217;, <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; e <em>Juniperus sp</em>.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_341" aria-describedby="caption-attachment-341" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-341" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg" alt="" width="641" height="419" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-341" class="wp-caption-text">Figura 14 <em>Helleborus niger</em> e <em>Carex brunnea</em> &#8216;Janneke&#8217;. Un&#8217;accostamento davvero ben riuscito.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_342" aria-describedby="caption-attachment-342" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg" alt="" width="641" height="361" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-342" class="wp-caption-text">Figura 15 <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217; ed <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;. Nonostante siano completamente diverse in tessitura, il portamento delle due richiama l&#8217;un l&#8217;altra, entrambe con una forma piuttosto arrotondata.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_343" aria-describedby="caption-attachment-343" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-343" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg" alt="" width="638" height="360" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption id="caption-attachment-343" class="wp-caption-text">Figura 16 <em>Eranthis x tubergenii</em> &#8216;Guinea Gold&#8217;. A differenza di <em>Eranthis hyemalis</em> (per l&#8217;altro bulbosa spontanea in Italia), questa cultivar fiorisce in questo periodo, quando <em>Eranthis hyemalis</em> ha già le foglie. Una simile scelta poteva essere operata solamente con la conoscenza enciclopedica di Peter Kerley.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg" alt="" width="635" height="358" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Figura 17 <em>Erica x darleyensis</em> &#8216;Arthur Johnson&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_345" aria-describedby="caption-attachment-345" style="width: 636px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg" alt="" width="636" height="267" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption id="caption-attachment-345" class="wp-caption-text">Figura 18 <em>Helleborus</em> &#8216;Yellow Lady&#8217; con <em>Libertia ixioides</em> &#8216;Goldfinger&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg" alt="" width="642" height="306" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Figura 19 <em>Helleborus</em> &#8216;White Lady Spotted&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, che assume con il sole e le temperature basse questa bellissima colorazione rossa.</figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&#038;title=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/" data-a2a-title="Il “winter garden” del Giardino Botanico dell’Università di Cambridge"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fritillaria imperialis</title>
		<link>https://giardinicoli.org/fritillaria-imperialis/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/fritillaria-imperialis/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Casale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 06:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi parliamo della Fritillaria imperialis, pianta dal fiore bizzarro e appariscente. Fritillaria è un genere di erbacee bulbose perenni  È caratterizzato da fiori (pendenti) a campana o a coppa) con segmenti eretti nella parte superiore, l&#8217;odore dei fiori e della pianta per qualcuno è sgradevole e ricorda l&#8217;aglio, in pratica a meno di ficcarci il naso dentro non lo si percepisce. Dicono che proprio per queste sue caratteristiche olfattive contribuisca a tenere lontane arvicole e talpe. Se tentate la coltivazione fateci sapere se corrisponde a verità. I bulbi in genere sono costituiti da poche scaglie carnose ben impacchettate con una tunica traslucida che scompare con un&#8217;ulteriore crescita del bulbo. Tuttavia, alcune specie hanno bulbi nudi con molte squame e bulbilli vagamente attaccati , simili a quelli del Lilium strettamente correlato . Una pianta extracomunitaria, ha origini negli altopiani di Iran e Kurdistan, è una pianta molto appariscente a fioritura primaverile, è molto sensibile ai ristagni, infatti nel mio giardino è quasi impossibile preservare i delicatissimi bulbi dall&#8217;umidità eccessiva dei nostri terreni. Guardate qual è il suo ambiente naturale e capite perchè ama un terreno molto drenato. I bulbi delle fritillarie sono piuttosto delicati e non dovrebbero stare fuori dal terreno più di tanto altrimenti si seccano e perdono di vitalità. Delicatezza molto più accentuata su altre varietà meno appariscenti tipo la persica, la vulpis o la meleagris che per la difficoltà di trovare bulbi freschissimi non sono mai riuscito a coltivare. Allora, riassumendo, qualche semplice regola per tentarne la coltivazione: &#8211; terreno molto drenato, qualcuno suggerisce di mettere sabbia o ghiaietto sotto al bulbo. &#8211; bulbi freschissimi da piantare immediatamente non appena compaiono sul mercato a fine estate. &#8211; profondità di impianto pari al diametro del bulbo (come per tutte le bulbose) &#8211; lasciar seccare gli steli sfioriti prima di togliere dal terreno il bulbo (nel caso non si intenda lasciarli interrati) &#8211; una nota di piantagione consiglia di interrare i bulbi piegati a 90° rispetto alla fossetta centrale degli stessi per scongiurare che l&#8217;acqua delle piogge ristagni al centro facendoli marcire; in pratica non ho mai seguito questa regola. Nicola Casale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-221" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/03042017-IMG_6172-1024x683.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/03042017-IMG_6172-1024x683.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/03042017-IMG_6172-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/03042017-IMG_6172-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/03042017-IMG_6172.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Oggi parliamo della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fritillaria_imperialis">Fritillaria imperialis</a>, pianta dal fiore bizzarro e appariscente.</p>
<p><em>Fritillaria</em> è un genere di erbacee bulbose perenni  È caratterizzato da fiori (pendenti) a campana o a coppa) con segmenti eretti nella parte superiore, l&#8217;odore dei fiori e della pianta per qualcuno è sgradevole e ricorda l&#8217;aglio, in pratica a meno di ficcarci il naso dentro non lo si percepisce.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-223" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/07042017-IMG_6251.jpg" alt="" width="640" height="461" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/07042017-IMG_6251.jpg 640w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/07042017-IMG_6251-300x216.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Dicono che proprio per queste sue caratteristiche olfattive contribuisca a tenere lontane arvicole e talpe. Se tentate la coltivazione fateci sapere se corrisponde a verità.</p>
<p>I bulbi in genere sono costituiti da poche scaglie carnose ben impacchettate con una tunica traslucida che scompare con un&#8217;ulteriore crescita del bulbo. Tuttavia, alcune specie hanno bulbi nudi con molte squame e bulbilli vagamente attaccati , simili a quelli del <em>Lilium</em> strettamente correlato .</p>
<p>Una pianta extracomunitaria, ha origini negli altopiani di Iran e Kurdistan, è una pianta molto appariscente a fioritura primaverile, è molto sensibile ai ristagni, infatti nel mio giardino è quasi impossibile preservare i delicatissimi bulbi dall&#8217;umidità eccessiva dei nostri terreni.</p>
<p>Guardate qual è il suo ambiente naturale e capite perchè ama un terreno molto drenato.</p>
<figure id="attachment_220" aria-describedby="caption-attachment-220" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-220 size-large" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/1-Imerial_crown-1024x282.jpg" alt="" width="640" height="176" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/1-Imerial_crown-1024x282.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/1-Imerial_crown-300x83.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/1-Imerial_crown-768x212.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption id="caption-attachment-220" class="wp-caption-text">Immagine tratta da Wikipedia</figcaption></figure>
<p>I bulbi delle fritillarie sono piuttosto delicati e non dovrebbero stare fuori dal terreno più di tanto altrimenti si seccano e perdono di vitalità.</p>
<p>Delicatezza molto più accentuata su altre varietà meno appariscenti tipo la persica, la vulpis o la meleagris che per la difficoltà di trovare bulbi freschissimi non sono mai riuscito a coltivare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-222" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/17522915_10208754206480534_7757802607878623723_n.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/17522915_10208754206480534_7757802607878623723_n.jpg 960w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/17522915_10208754206480534_7757802607878623723_n-300x225.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/17522915_10208754206480534_7757802607878623723_n-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Allora, riassumendo, qualche semplice regola per tentarne la coltivazione:</p>
<p>&#8211; terreno molto drenato, qualcuno suggerisce di mettere sabbia o ghiaietto sotto al bulbo.</p>
<p>&#8211; bulbi freschissimi da piantare immediatamente non appena compaiono sul mercato a fine estate.</p>
<p>&#8211; profondità di impianto pari al diametro del bulbo (come per tutte le bulbose)</p>
<p>&#8211; lasciar seccare gli steli sfioriti prima di togliere dal terreno il bulbo (nel caso non si intenda lasciarli interrati)</p>
<p>&#8211; una nota di piantagione consiglia di interrare i bulbi piegati a 90° rispetto alla fossetta centrale degli stessi per scongiurare che l&#8217;acqua delle piogge ristagni al centro facendoli marcire; in pratica non ho mai seguito questa regola.</p>
<p>Nicola Casale.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ffritillaria-imperialis%2F&amp;linkname=Fritillaria%20imperialis" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ffritillaria-imperialis%2F&amp;linkname=Fritillaria%20imperialis" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ffritillaria-imperialis%2F&amp;linkname=Fritillaria%20imperialis" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Ffritillaria-imperialis%2F&#038;title=Fritillaria%20imperialis" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/fritillaria-imperialis/" data-a2a-title="Fritillaria imperialis"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Propagazione bulbi &#8211; &#8220;Scooping&#8221; e &#8220;Scoring&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 15:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
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					<description><![CDATA[Premesse Non è forse il momento migliore per mostrarvi questa tecnica, che deve essere praticata solamente su bulbi dormienti; il periodo migliore è agosto, quando la dormienza sta per finire, seppure i bulbi in vendita sono generalmente dormienti anche ad ottobre e novembre, consentendo un poco di prolungare il periodo in cui questa tecnica può essere utilizzata è la prima volta che applico questa tecnica, così come mi è stata insegnata a Threave garden; non sono certo del risultato, seppur sia sicuro della bontà di questo metodo. Quale materiale può essere propagato: tutti i bulbi primaverili come narcisi, tulipani, bucaneve, fritillarie, giacinti e Hyacinthoides, Ipheion e molti altri; anche con i crochi si può tentare nonostante siano dei cormi e non dei bulbi. Per poter seguire le istruzioni che seguiranno alla lettera (incluse di periodo dell’anno), bisogna scegliere specie o cultivar dei generi menzionati che abbiano una fioritura primaverile. Strumenti: guanti, sicuramente necessari con i narcisi perché i tessuti sono impregnati di un alcaloide potenzialmente velenoso se ingerito, ma che è bene indossare quando si maneggia qualsiasi tipo di materiale vegetale; un coltellino con la punta affilata e tagliente. &#160; Procedura preliminare per entrambe le tecniche Assicurarsi che il bulbo sia abbastanza secco (non umido, appena tirato fuori dal terreno) e pulito Controllare che non ci siano malattie o parassiti, altrimenti potrebbero verrebbero trasmessi ai bulbilli ottenuti Indossando i guanti, eliminare la prima e la seconda tunica (ovvero quelle membrane sottili che hanno quasi la consistenza della carta e che avvolgono il bulbo) ripulire la sommità del bulbo (il lato dal quale vengono fuori le foglie) e tagliarla usando il coltello ripulire del bulbo da radici secche e terra, senza però danneggiarla creando ferite con le unghie (fig. 1) “Scooping” Non c’è una traduzione precisa in italiano per questo metodo che letteralmente verrebbe tradotto “scavo”, perché in effetti non si fa altro che “scavare” un piccolo buco alla base del bulbo madre. Indossando i guanti e con la punta del coltellino (in verità si potrebbe utilizzare un cucchiaino con i bordi taglienti anche se non so quanti ne abbiano uno) incidere la base del bulbo come se si volesse tagliare un cono, profondo 1-2 cm al massimo, avente base proprio la base del bulbo. Nell’operazione si deve cercare di lasciare intatto il margine esterno perché è da lì che si svilupperanno i bulbilli (fig. 2 e 3). Di solito viene consigliato di coprire la ferita con della polvere o sostanza fungicida per prevenire successive infezioni; io nel mio tentativo ho fatto a meno, vedremo se verrò punito o no! Mettere il bulbo a testa in giù (base del bulbo verso l’alto) e infilarlo in un vaso riempito con del compost all’incirca per metà della sua lunghezza. Il compost è costituito per metà di terriccio da semina e per metà da materiale drenante (perlite, sabbia o ghiaino, etc.). La torba potrebbe essere utilizzata al posto del terriccio da semina, seppur non molto sostenibile in termini ambientali e per questo sconsigliata almeno da me Mettere il vaso in casa, magari su uno scaffale in ombra o fare in modo che i libri ombreggino il vaso e aspettare più o meno primavera prossima, quando all’incirca una trentina di bulbilli dovrebbero essersi formati sul margine esterno della cavità “Scoring” Letteralmente significa incisione e in effetti questa tecnica consiste nell’incidere la base del bulbo. Usando la punta del coltellino (non andare più in profondità di 1-2 cm) incidere il disco basale del bulbo formando una croce che sia più o meno centrata (fig. 4 e 5). Praticando questa incisione bisogna stare molto attenti a non andare oltre il piatto (le mie foto in questo senso non sono di grande esempio) Seguire 2. e 3. Come per lo “scooping” Si può decidere in entrambi i casi di usare vasi di diverse dimensioni, in base al numero di bulbi che si vuole propagare. Non devono essere stipati eccessivamente, ma considerando che i bulbilli non creeranno radici finché attaccati al bulbo madre, possono essere posizionati sufficientemente vicini. Il compost va tenuto abbastanza umido ma senza esagerare per evitare marciumi e in questo senso la sabbia, il ghiaino o la perlite eviteranno ristagni idrici nel vaso. I bulbilli potranno essere staccati dal bulbo madre una volta che inizieranno a produrre le foglie perché in quel momento inizierà la fotosintesi ed è bene interrare i bulbilli ed esporli ad un’ambiente più luminoso all’aperto. Io ho sistemato i miei due vasetti con terriccio e perlite su un mobile del soggiorno dove un ignoto nume tutelare dell’orto botanico di Cambridge li custodirà.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premesse</strong></p>
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<li>Non è forse il momento migliore per mostrarvi questa tecnica, che deve essere praticata solamente su bulbi dormienti; il periodo migliore è agosto, quando la dormienza sta per finire, seppure i bulbi in vendita sono generalmente dormienti anche ad ottobre e novembre, consentendo un poco di prolungare il periodo in cui questa tecnica può essere utilizzata</li>
<li>è la prima volta che applico questa tecnica, così come mi è stata insegnata a Threave garden; non sono certo del risultato, seppur sia sicuro della bontà di questo metodo.</li>
</ul>
<p><strong>Quale materiale pu</strong><strong>ò essere propagato</strong>: tutti i bulbi primaverili come narcisi, tulipani, bucaneve, fritillarie, giacinti e <em>Hyacinthoides</em>, <em>Ipheion </em>e molti altri; anche con i crochi si può tentare nonostante siano dei cormi e non dei bulbi. Per poter seguire le istruzioni che seguiranno alla lettera (incluse di periodo dell’anno), bisogna scegliere specie o cultivar dei generi menzionati che abbiano una fioritura primaverile.</p>
<p><strong>Strumenti</strong>: <u>guanti</u>, sicuramente necessari con i narcisi perché i tessuti sono impregnati di un alcaloide potenzialmente velenoso se ingerito, ma che è bene indossare quando si maneggia qualsiasi tipo di materiale vegetale; <u>un coltellino con la punta affilata e tagliente</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Procedura preliminare per entrambe le tecniche</strong></p>
<ul>
<li>Assicurarsi che il bulbo sia abbastanza secco (non umido, appena tirato fuori dal terreno) e pulito</li>
<li>Controllare che non ci siano malattie o parassiti, altrimenti potrebbero verrebbero trasmessi ai bulbilli ottenuti</li>
<li>Indossando i guanti, eliminare la prima e la seconda tunica (ovvero quelle membrane sottili che hanno quasi la consistenza della carta e che avvolgono il bulbo)</li>
<li>ripulire la sommità del bulbo (il lato dal quale vengono fuori le foglie) e tagliarla usando il coltello</li>
<li>ripulire del bulbo da radici secche e terra, senza però danneggiarla creando ferite con le unghie (fig. 1)
<p><figure id="attachment_199" aria-describedby="caption-attachment-199" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-199" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-300x169.jpg" alt="" width="349" height="196" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164109-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-199" class="wp-caption-text">fig. 1</figcaption></figure></li>
</ul>
<p><strong>“Scooping” </strong></p>
<p>Non c’è una traduzione precisa in italiano per questo metodo che letteralmente verrebbe tradotto “scavo”, perché in effetti non si fa altro che “scavare” un piccolo buco alla base del bulbo madre.</p>
<ol>
<li>Indossando i guanti e con la punta del coltellino (in verità si potrebbe utilizzare un cucchiaino con i bordi taglienti anche se non so quanti ne abbiano uno) incidere la base del bulbo come se si volesse tagliare un cono, profondo 1-2 cm al massimo, avente base proprio la base del bulbo. Nell’operazione si deve cercare di lasciare intatto il margine esterno perché è da lì che si svilupperanno i bulbilli (fig. 2 e 3). Di solito viene consigliato di coprire la ferita con della polvere o sostanza fungicida per prevenire successive infezioni; io nel mio tentativo ho fatto a meno, vedremo se verrò punito o no!
<figure id="attachment_200" aria-describedby="caption-attachment-200" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-200" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-300x264.jpg" alt="" width="349" height="308" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-300x264.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-768x677.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513-1024x903.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164513.jpg 1824w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-200" class="wp-caption-text">fig. 2</figcaption></figure>
<p><figure id="attachment_201" aria-describedby="caption-attachment-201" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-201" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-300x169.jpg" alt="" width="349" height="196" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_164841-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-201" class="wp-caption-text">fig. 3</figcaption></figure></li>
<li>Mettere il bulbo a testa in giù (base del bulbo verso l’alto) e infilarlo in un vaso riempito con del compost all’incirca per metà della sua lunghezza. Il compost è costituito per metà di terriccio da semina e per metà da materiale drenante (perlite, sabbia o ghiaino, etc.). La torba potrebbe essere utilizzata al posto del terriccio da semina, seppur non molto sostenibile in termini ambientali e per questo sconsigliata almeno da me</li>
<li>Mettere il vaso in casa, magari su uno scaffale in ombra o fare in modo che i libri ombreggino il vaso e aspettare più o meno primavera prossima, quando all’incirca una trentina di bulbilli dovrebbero essersi formati sul margine esterno della cavità</li>
</ol>
<p><strong>“Scoring”</strong></p>
<p>Letteralmente significa incisione e in effetti questa tecnica consiste nell’incidere la base del bulbo.</p>
<ol>
<li>Usando la punta del coltellino (non andare più in profondità di 1-2 cm) incidere il disco basale del bulbo formando una croce che sia più o meno centrata (fig. 4 e 5). Praticando questa incisione bisogna stare molto attenti a non andare oltre il piatto (le mie foto in questo senso non sono di grande esempio)</li>
<li>Seguire 2. e 3. Come per lo “scooping”</li>
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<figure id="attachment_202" aria-describedby="caption-attachment-202" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-202" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-293x300.jpg" alt="" width="349" height="357" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-293x300.jpg 293w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-768x786.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523-1000x1024.jpg 1000w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165523.jpg 1688w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-202" class="wp-caption-text">fig. 4</figcaption></figure>
<figure id="attachment_203" aria-describedby="caption-attachment-203" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-203" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-300x278.jpg" alt="" width="349" height="323" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-300x278.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-768x711.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548-1024x948.jpg 1024w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_165548.jpg 1832w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /><figcaption id="caption-attachment-203" class="wp-caption-text">fig. 5</figcaption></figure>
<p>Si può decidere in entrambi i casi di usare vasi di diverse dimensioni, in base al numero di bulbi che si vuole propagare. Non devono essere stipati eccessivamente, ma considerando che i bulbilli non creeranno radici finché attaccati al bulbo madre, possono essere posizionati sufficientemente vicini.</p>
<p>Il compost va tenuto abbastanza umido ma senza esagerare per evitare marciumi e in questo senso la sabbia, il ghiaino o la perlite eviteranno ristagni idrici nel vaso.</p>
<p>I bulbilli potranno essere staccati dal bulbo madre una volta che inizieranno a produrre le foglie perché in quel momento inizierà la fotosintesi ed è bene interrare i bulbilli ed esporli ad un’ambiente più luminoso all’aperto.</p>
<p>Io ho sistemato i miei due vasetti con terriccio e perlite su un mobile del soggiorno dove un ignoto nume tutelare dell’orto botanico di Cambridge li custodirà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-204" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-169x300.jpg" alt="" width="349" height="620" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-768x1365.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457-576x1024.jpg 576w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/01/20171013_170727-e1514904871457.jpg 1836w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /></p>
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