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	<title>Perenni &#8211; Giardinicoli</title>
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	<title>Perenni &#8211; Giardinicoli</title>
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		<title>Questo luogo mi mancava</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 16:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
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					<description><![CDATA[Già da alcuni mesi rimuginavo sulla chiusura di questo blog, chiedendomi se davvero fosse stato così necessario chiuderlo. E&#8217; vero, la decisione presa alla fine del 2024 non era stata presa di getto, ma non riuscivo a non pensare al lavoro che c&#8217;era stato per costruirlo, all&#8217;impegno necessario, all&#8217;aiuto ricevuto da una bravissima tecnica informativa (Rosie non volermene se ho utilizzato una qualifica non corretta, faccio ammenda fin da ora) ma, soprattutto, alla difficoltà che ho incontrato in questo anno per comprendere le necessità colturali di alcune varietà di spiraea di recente introduzione in giardino e sul mercato. E così, dopo aver nuovamente rimuginato, ho preso la decisione di ritornare, consapevole delle difficoltà del blogging, del mordi e fuggi che travolge inesorabilmente il web, laddove tutto è fatto per essere velocemente scrollato e dimenticato perché se questo blog sarà di aiuto anche solo ad una persona che incontra qualche difficoltà, o semplicemente voglia scoprire qualche pianta nuova, allora avrà senso. E comunque potrò sempre considerare questo blog come un diario virtuale del mio giardino, che muta e cresce con me. Volutamente questo articolo è brevissimo, anche per testare alcune cose, tra cui le mie capacità nel farlo nuovamente funzionare. Inserisco solo un&#8217;immagine, emblematica della stagione e del giardino, che si sta risvegliando con gli ellebori che in questa stagione danno il meglio. Buon giardinaggio &#160; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Già da alcuni mesi rimuginavo sulla chiusura di questo blog, chiedendomi se davvero fosse stato così necessario chiuderlo. E&#8217; vero, la decisione presa alla fine del 2024 non era stata presa di getto, ma non riuscivo a non pensare al lavoro che c&#8217;era stato per costruirlo, all&#8217;impegno necessario, all&#8217;aiuto ricevuto da una bravissima tecnica informativa (Rosie non volermene se ho utilizzato una qualifica non corretta, faccio ammenda fin da ora) ma, soprattutto, alla difficoltà che ho incontrato in questo anno per comprendere le necessità colturali di alcune varietà di spiraea di recente introduzione in giardino e sul mercato.</p>
<p>E così, dopo aver nuovamente rimuginato, ho preso la decisione di ritornare, consapevole delle difficoltà del blogging, del mordi e fuggi che travolge inesorabilmente il web, laddove tutto è fatto per essere velocemente scrollato e dimenticato perché se questo blog sarà di aiuto anche solo ad una persona che incontra qualche difficoltà, o semplicemente voglia scoprire qualche pianta nuova, allora avrà senso.</p>
<p>E comunque potrò sempre considerare questo blog come un diario virtuale del mio giardino, che muta e cresce con me.</p>
<p>Volutamente questo articolo è brevissimo, anche per testare alcune cose, tra cui le mie capacità nel farlo nuovamente funzionare.</p>
<p>Inserisco solo un&#8217;immagine, emblematica della stagione e del giardino, che si sta risvegliando con gli ellebori che in questa stagione danno il meglio.</p>
<p>Buon giardinaggio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1464" src="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-1536x1024.jpg 1536w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-2048x1365.jpg 2048w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2026/03/IMG_9445-1140x760.jpg 1140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fquesto-luogo-mi-mancava%2F&amp;linkname=Questo%20luogo%20mi%20mancava" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fquesto-luogo-mi-mancava%2F&amp;linkname=Questo%20luogo%20mi%20mancava" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fquesto-luogo-mi-mancava%2F&amp;linkname=Questo%20luogo%20mi%20mancava" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fquesto-luogo-mi-mancava%2F&#038;title=Questo%20luogo%20mi%20mancava" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/questo-luogo-mi-mancava/" data-a2a-title="Questo luogo mi mancava"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nuovi inizi&#8230; o forse ripartenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
		<category><![CDATA[bacche]]></category>
		<category><![CDATA[calicanthus praecox]]></category>
		<category><![CDATA[chimonanthus praecox]]></category>
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		<category><![CDATA[lonicera standishii budapest]]></category>
		<category><![CDATA[rose in inverno]]></category>
		<category><![CDATA[winther garden]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono stata assente da questo blog per varie ragioni e confesso di essere stata più volte tentata di chiuderlo nel corso di tutto l&#8217;anno 2023. Le ragioni sono molteplici: da un lato il poco tempo a disposizione che mi impediva anche solo di sedermi a contollare, selezionare e catalogare le fotografie che scatto in giardino, senza  poi parlare del tempo necessario a scrivere qualcosa di sensato. Dall&#8217;altro, ed è forse la considerazione più triste, mi pare che più nessuno abbia voglia di parlare di giardini se non per mostrare l&#8217;ultimo acquisto. Mi spiego meglio: da tempo ho la netta sensazione che il giardinaggio sia una moda fatta di acquisti compulsivi di piante senza alcuno studio, discussione, confronto o valutazione preventiva. L&#8217;acquisto inconsulto, impulsivo e fine a se stesso per riempire un buco tra due piante. Vorrei tanto sentirmi dire che questa è solo una sensazione nata dal mio pessimismo (quasi cosmico direi, visto che sono nata il 30 giugno, il giorno dopo quello del pessimista per eccellenza e questo vorrà pur dire qualcosa, no?), ma temo che molti la pensino come me. Quando ho iniziato a pensare seriamente di coltivare piante, incontrai nel web due forum di giardinaggio. Uno di questi è stata la mia casa giardinicola virtuale per anni, La Compagnia del Giardinaggio. Per anni lì ho letto discussioni e confronti ed ho imparato tanto. Avrei certamente imparato di più se avessi letto ogni sezione ma, si sa, il tempo sempre poco, il lavoro in casa e fuori portano inevitabilmente a selezionare. E così il mio tempo era pressochè esclusivamente dedicato alla sezione rose con qualche capatina per reperire informazioni sulle piante da ombra, ma nulla più. Il tutto fatto in religioso silenzio: troppa la paura di scrivere stupidaggini, di fare domande superflue, di dare l&#8217;impressione di non sapere di cosa stessi scrivendo. Su quella piattaforma avrebbero letto tutti. Con il tempo e vicissitudini varie il forum ha chiuso e, nel tentativo estremo di salvare la memoria di ciò che esso era stato, divenendo un gruppo fb. Non è più stata la stessa cosa perchè quella piattaforma non è adatta a strutturare gruppi che cercano di dare continuità e sistemazione organica alle discussioni: è fatto purtroppo per la dispersione, per il mordi e fuggi, per il guarda e non pensare, non parlare. Al più straparlare. Poi, e questo è ciò che più mi rattrista, non ho più riscontrato in nessun gruppo social che ho incontrato la stessa voglia di approfondire, di leggere, di confrontarsi. Raramente, se non con gli amici conosciuti su quel meraviglioso forum ed al di fuori dei social ho potuto respirare di nuovo quello spirito quasi avventuroso ma non ho più respirato quell&#8217;aria dei forum. Eh sì, proprio avventuroso visto che quella fu una delle prime, se non la prima, narrazione dell&#8217;esperienza italiana che faceva i conti con il giardinaggio alle nostre latitudini, così diverse da quelle inglesi di cui sono pieni i libri ma con cui spesso, siamo sinceri, non facciamo granchè. E così, cambiati così profondamente i tempi e, forse le persone, passa la voglia di raccontare. A me almeno è passata. Poi però, forse l&#8217;arrivo dell&#8217;anno nuovo, forse il desiderio di non buttare questi anni di blog nel dimenticatoio del web (in fin dei conti questa pagina l&#8217;ho strutturata da sola, solo in un secondo tempo ho chiesto aiuto ad una bravissima programmatrice per risolvere problemi di configurazione più grandi di me), o forse il ricordo di una piacevole discussione avuta nella mia pagina fb sulla collocazione delle ortensie mi ha fatto tornare su questo lido e pensare che forse non è il momento di chiudere. Se posso essere di aiuto a qualcuno che passa di qui e coltiva in condizioni climatiche simili alle mie, o semplicemente vuole capire come coltivo una delle mie piante, o ancor più semplicemente posso fargli trascorrere 5 minuti senza pensieri, allora forse tenere in vita questo blog non è tempo perso. Bene dopo lo sproloquio di inizio anno forse è il caso di riprendere la narrazione ed iniziare l&#8217;anno nuovo con qualche scatto rubato al giardino in questi primi giorni dell&#8217;anno, che mi piacerebbe diventasse spunto per post futuri. L&#8217;inverno, si sa, non è stagione di fiori, ma se si sa cercare, esistono anche a queste latitudini padane possibilità di inserire arbusti che fioriscono proprio in questa stagione, divenendo importanti punti di interesse nonchè, ed è forse più importante, fonte di nutrimento per piccoli impollinatori. Il chimonanthus praecox, da tutti meglio conosciuto come calicanthus, fiorisce proprio in questa stagion. Nel mio giardino inizia sempre a fiorire nei giorni intorno al Natale e, anche quest&#8217;anno, nonostante il clima non ancora freddo che ha rallentato l&#8217;apertura dei bocci, il giorno di Natale ho potuto annusare queste piccole corolle gialle. Il calicanto ha un profumo unico, inconfondibile, che avvolge il giardino e sembra voler invitare chi vi passeggia a raggiungerlo per ammirarlo ed annusarlo da vicino. (p.s.: mi piace tantissimo la foto postata per via delle goccioline di rugiada che imperlano i petali del chimonanthus 😊). Vero che in inverno c&#8217;è poco, ma poi non così poco. &#160; Aspettando gli ellebori che fioriranno a breve (li ho tutti a fioritura tardiva!!!!!!! devo rimediare) in un angolino quasi nascosto del giardino fiorisce anche la Lonicera Standishii Budapest. Foglie lunghe, lanceolate e delicato profumo, meno intenso di quello del calicanto, ma con fiori di notevole grazia ed eleganza. Fiorisce ora che è quasi spoglia, poi diventerà un arbusto anonimo, con foglie verde scuro lanceolate. Guardandosi intorno poi si  puà notare che anche in questa stagione le rose sono graziose, seppur spelacchiate e quasi senza foglie, con i rami arcuati, contorti e spinosi. Se non vengono rimondate dallo sfiorito e vengono lasciate libere di esprimersi, ecco che rivelano la loro bellezza invernale: moltissime rose antiche, ma anche parecchie cultivar moderne, se non pulite dallo sfiorito si ricoprono di bacche che in autunno maturano assumendo varie forme a seconda della specie. E non dimentichiamo che sono importante fonte di alimentazione per i piccoli volatili che anche in inverno popolano il giardino. Nelle immagini sotto da sinistra i cinorrodi di una rosa nata da seme, una banalissima rosa canina, semplice ma di grande effetto sia in fiore che coperta di bacche che, tra l&#8217;altro, durano parecchio sulla pianta, al centro cinorrodi della gallica James Mason (molto grandi, anche se dalla foto non si percepisce) e, a destra, bacche di rosa palustris &#160;                                                &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Altre piante ben possono farci compagnia in questa stagione ma, vista la mia prolissità, 😀 meglio dedicare loro un altro post. Nel frattempo, buon giardinaggio &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata assente da questo blog per varie ragioni e confesso di essere stata più volte tentata di chiuderlo nel corso di tutto l&#8217;anno 2023.</p>
<p>Le ragioni sono molteplici: da un lato il poco tempo a disposizione che mi impediva anche solo di sedermi a contollare, selezionare e catalogare le fotografie che scatto in giardino, senza  poi parlare del tempo necessario a scrivere qualcosa di sensato. Dall&#8217;altro, ed è forse la considerazione più triste, mi pare che più nessuno abbia voglia di parlare di giardini se non per mostrare l&#8217;ultimo acquisto. Mi spiego meglio: da tempo ho la netta sensazione che il giardinaggio sia una moda fatta di acquisti compulsivi di piante senza alcuno studio, discussione, confronto o valutazione preventiva. L&#8217;acquisto inconsulto, impulsivo e fine a se stesso per riempire un buco tra due piante.</p>
<p>Vorrei tanto sentirmi dire che questa è solo una sensazione nata dal mio pessimismo (quasi cosmico direi, visto che sono nata il 30 giugno, il giorno dopo quello del pessimista per eccellenza e questo vorrà pur dire qualcosa, no?), ma temo che molti la pensino come me.</p>
<p>Quando ho iniziato a pensare seriamente di coltivare piante, incontrai nel web due forum di giardinaggio. Uno di questi è stata la mia casa giardinicola virtuale per anni, La Compagnia del Giardinaggio. Per anni lì ho letto discussioni e confronti ed ho imparato tanto. Avrei certamente imparato di più se avessi letto ogni sezione ma, si sa, il tempo sempre poco, il lavoro in casa e fuori portano inevitabilmente a selezionare. E così il mio tempo era pressochè esclusivamente dedicato alla sezione rose con qualche capatina per reperire informazioni sulle piante da ombra, ma nulla più. Il tutto fatto in religioso silenzio: troppa la paura di scrivere stupidaggini, di fare domande superflue, di dare l&#8217;impressione di non sapere di cosa stessi scrivendo. Su quella piattaforma avrebbero letto tutti.</p>
<p>Con il tempo e vicissitudini varie il forum ha chiuso e, nel tentativo estremo di salvare la memoria di ciò che esso era stato, divenendo un gruppo fb. Non è più stata la stessa cosa perchè quella piattaforma non è adatta a strutturare gruppi che cercano di dare continuità e sistemazione organica alle discussioni: è fatto purtroppo per la dispersione, per il mordi e fuggi, per il guarda e non pensare, non parlare. Al più straparlare.</p>
<p>Poi, e questo è ciò che più mi rattrista, non ho più riscontrato in nessun gruppo social che ho incontrato la stessa voglia di approfondire, di leggere, di confrontarsi. Raramente, se non con gli amici conosciuti su quel meraviglioso forum ed al di fuori dei social ho potuto respirare di nuovo quello spirito quasi avventuroso ma non ho più respirato quell&#8217;aria dei forum.</p>
<p>Eh sì, proprio avventuroso visto che quella fu una delle prime, se non la prima, narrazione dell&#8217;esperienza italiana che faceva i conti con il giardinaggio alle nostre latitudini, così diverse da quelle inglesi di cui sono pieni i libri ma con cui spesso, siamo sinceri, non facciamo granchè.</p>
<p>E così, cambiati così profondamente i tempi e, forse le persone, passa la voglia di raccontare.</p>
<p>A me almeno è passata.</p>
<p>Poi però, forse l&#8217;arrivo dell&#8217;anno nuovo, forse il desiderio di non buttare questi anni di blog nel dimenticatoio del web (in fin dei conti questa pagina l&#8217;ho strutturata da sola, solo in un secondo tempo ho chiesto aiuto ad una bravissima programmatrice per risolvere problemi di configurazione più grandi di me), o forse il ricordo di una piacevole discussione avuta nella mia pagina fb sulla collocazione delle ortensie mi ha fatto tornare su questo lido e pensare che forse non è il momento di chiudere. Se posso essere di aiuto a qualcuno che passa di qui e coltiva in condizioni climatiche simili alle mie, o semplicemente vuole capire come coltivo una delle mie piante, o ancor più semplicemente posso fargli trascorrere 5 minuti senza pensieri, allora forse tenere in vita questo blog non è tempo perso.</p>
<p>Bene dopo lo sproloquio di inizio anno forse è il caso di riprendere la narrazione ed iniziare l&#8217;anno nuovo con qualche scatto rubato al giardino in questi primi giorni dell&#8217;anno, che mi piacerebbe diventasse spunto per post futuri.</p>
<p>L&#8217;inverno, si sa, non è stagione di fiori, ma se si sa cercare, esistono anche a queste latitudini padane possibilità di inserire arbusti che fioriscono proprio in questa stagione, divenendo importanti punti di interesse nonchè, ed è forse più importante, fonte di nutrimento per piccoli impollinatori.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-1401 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7751-200x300.jpg" alt="" width="448" height="672" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7751-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7751-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7751.jpg 800w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></p>
<p>Il chimonanthus praecox, da tutti meglio conosciuto come calicanthus, fiorisce proprio in questa stagion. Nel mio giardino inizia sempre a fiorire nei giorni intorno al Natale e, anche quest&#8217;anno, nonostante il clima non ancora freddo che ha rallentato l&#8217;apertura dei bocci, il giorno di Natale ho potuto annusare queste piccole corolle gialle. Il calicanto ha un profumo unico, inconfondibile, che avvolge il giardino e sembra voler invitare chi vi passeggia a raggiungerlo per ammirarlo ed annusarlo da vicino.</p>
<p>(p.s.: mi piace tantissimo la foto postata per via delle goccioline di rugiada che imperlano i petali del chimonanthus <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />).</p>
<p>Vero che in inverno c&#8217;è poco, ma poi non così poco.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-1404 aligncenter" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7809-200x300.jpg" alt="" width="459" height="689" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7809-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7809-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7809.jpg 800w" sizes="(max-width: 459px) 100vw, 459px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aspettando gli ellebori che fioriranno a breve (li ho tutti a fioritura tardiva!!!!!!! devo rimediare) in un angolino quasi nascosto del giardino fiorisce anche la Lonicera Standishii Budapest. Foglie lunghe, lanceolate e delicato profumo, meno intenso di quello del calicanto, ma con fiori di notevole grazia ed eleganza. Fiorisce ora che è quasi spoglia, poi diventerà un arbusto anonimo, con foglie verde scuro lanceolate.</p>
<p>Guardandosi intorno poi si  puà notare che anche in questa stagione le rose sono graziose, seppur spelacchiate e quasi senza foglie, con i rami arcuati, contorti e spinosi.</p>
<p>Se non vengono rimondate dallo sfiorito e vengono lasciate libere di esprimersi, ecco che rivelano la loro bellezza invernale: moltissime rose antiche, ma anche parecchie cultivar moderne, se non pulite dallo sfiorito si ricoprono di bacche che in autunno maturano assumendo varie forme a seconda della specie.</p>
<p>E non dimentichiamo che sono importante fonte di alimentazione per i piccoli volatili che anche in inverno popolano il giardino.</p>
<p>Nelle immagini sotto da sinistra i cinorrodi di una rosa nata da seme, una banalissima rosa canina, semplice ma di grande effetto sia in fiore che coperta di bacche che, tra l&#8217;altro, durano parecchio sulla pianta, al centro cinorrodi della gallica James Mason (molto grandi, anche se dalla foto non si percepisce) e, a destra, bacche di rosa palustris</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1402 alignleft" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-200x300.jpg" alt="" width="242" height="363" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" />                                                <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1412 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-200x300.jpg" alt="" width="242" height="363" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1419" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_5049-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_5049-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_5049-768x512.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_5049.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Altre piante ben possono farci compagnia in questa stagione ma, vista la mia prolissità, <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> meglio dedicare loro un altro post.</p>
<p>Nel frattempo, buon giardinaggio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Viste da molto vicino</title>
		<link>https://giardinicoli.org/viste-da-molto-vicino/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/viste-da-molto-vicino/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 11:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[perenni]]></category>
		<category><![CDATA[terreno secco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=509</guid>

					<description><![CDATA[Sono due anni che aspetto di scrivere queste poche righe. Perché due anni? Perchè volevo essere sicura di avere sperimentato adeguatamente prima di raccontare la mia esperienza. Troppe volte ho letto giudizi entusiastici su perenni che dovrebbero essere resistentissime alla siccità in ombra secca e così non è stato. Troppe delusioni, troppi soldi spesi inutilmente per piantare erbacee che in realtà da me si comportavano come idrovore o quasi. Oppure pativano il caldo con le stesse conseguenze: avevano sempre sete. Troppo spesso mi sono affidata a testi e descrizioni mutuate pari pari da volumi di giardinaggio anglosassone che descrivono realtà completamente diverse dalla mia e l&#8217;esperienza si è rivelata quantomeno deludente. Partiamo dall&#8217;inizio. Nel mio giardino ci sono parecchie zone di ombra secca ed alcune sono davvero aride: mi riferisco alle zone sottostanti i taxus baccata e la sequoia, vere e proprie idrovore che asciugano il terreno lasciandolo secco e quasi polveroso. Sotto di loro fino ad otto anni fa cresceva solo edera, rigogliosissima e verdissima edera. Quella cresce in ogni condizione. Inutile dire che ha avuto vita breve ma, eliminata lei, le aiuole erano nude, solo terra secca, di un indefinito colore grigiastro. Non molto bello a vedersi e dopo breve tempo ancor più brutto perché iniziava a coprirsi di orrende erbacce. Eh già, perchè le erbacce crescono sempre, ovunque e comunque. Niente le ferma. Crescono anche in inverno quando tutto o quasi va a riposo. In quella porzione del giardino non potevo neanche pensare di seminare erba, troppo fitto il reticolo di radici che creano queste conifere, mai sarebbe cresciuta, se non con copiosissime irrigazioni &#8211; e forse neanche con quelle. Dovevo però trovare una soluzione perché iniziavo a stancarmi di strappare le orrende malerbe senza avere qualcosa di aspetto gradevole in cambio. Non mi bastavano le camelie che in quella zona avevo piantato e che se la cavavano bene (ovviamente dotate di irrigazione a goccia, altrimenti non avrebbero retto neppure lo spazio di un mattino) perchè non essendo tappezzanti (ovviamente) comuque il problema non era risolto. Iniziavo a guardarmi intorno e a cercare perenni con ridotte necessità idriche e al contempo capaci di coprire la nuda terra e riempire di verde quelle aiuole senza dare troppa noia agli alberi. Purtroppo non potevo ampliare l&#8217;impianto di irrigazione &#8211; e sinceramente non aveva neanche un gran senso in quella zona. Dovevo trovare qualcosa di tappezzante e, forse, turarmi il naso se non avesse appagato il mio gusto estetico ma si fosse rivelato idoneo allo scopo. Dopo oltre due anni di ricerca ed avere scartato l&#8217;ophiopogon perchè la sua crescita è di una lentezza esasperante, il mio dito si puntò su due perenni: l&#8217;heucherella quick silver e la reineckea carnea (di quest&#8217;ultima ho impiegato tre giorni per impararne il nome, e ancora oggi facilmente lo dimentico). Dopo essermi adeguatamene documentata ed aver letto per entrambe caratteristiche e necessità su più siti e in varie pagine di produttori e non, pensavo di potere inserire ed affiancarle. Pur non essendo anch&#8217;esse a crescita rapidissima (perchè parliamoci chiaro, la quick silver è sempre una heucherella, quindi tanto veloce a crescere comunque non lo è) facevo affidamento sulla loro declamata resistenza al secco, una volta ben installate, e sulla loro capacità di emettere stoloni per propagarsi, nella speranza di raggiungere una adeguata copertura delle aiuole nel giro di pochi anni. A settembre 2017 acquistai quindi alcuni vasi di entrambe le perenni e le misi immediatamente a dimora, irrigate adeguatamente sia all&#8217;impianto che nei mesi successivi. Ma già a distanza di breve tempo una delle due ahimè non manteneva le promesse. Purtroppo ancora una volta nel mio giardino, come forse in ogni angolo verde, l&#8217;esperienza è l&#8217;unica cartina di tornasole. Chi ha resistito? L&#8217;heucherella pur se dichiarata da più parti come longeva e resistente, tanto che i siti di numerosi produttori affermano che presenta scarsa e si propaga bene per stolone, è pressochè scomparsa, nonostante le irrigazioni e le preghiere. La reinceckea carnea è ancora lì, e prospera anche piuttosto bene. Devo confessare che il primo anno non è cresciuta molto, ma da lì in poi si. Le singole piantine erano state interrate ad oltre 50 cm l&#8217;una dall&#8217;altra, sia perchè la superficie da coprire era abbastanza vasta e non avevo acquistato tantissimi esemplari, sia perchè comunque dovendo fare i conti con le solite radici superficiali, dovevo anche riuscire a trovare un punto del terreno in cui potevo affondare la vanga senza fare danni agli alberi. Ebbene, nonostante le difficoltà, la competizione radicale e la spiccata aridità, la reineckea carnea sta colonizzando allegramente l&#8217;aiuola che le avevo dedicato e sto prelevando campioni piccoli per portarli nelle aiuole accanto, per ridurre i miei interventi di diserbo manuale. E così, ora lei è una delle perenni più affidabili del mio giardino. Come si vede dalle foto, questa perenne originaria di Cina e Giappone presenta queste foglie verdi allungate, con portamento delicatamente ricadente, sempreverde (evviva non sparisce neppure in inverno&#8230; la perfezione o quasi) e fiorisce formando delicate spighe rosa su cui si aprono più fiorellini. Quando però? Bella domanda. Alcuni produttori parlano genericamente dell&#8217;autunno, altri a far tempo da agosto. Nella mia esperienza questa delicata (solo all&#8217;apparenza) perenne in fin dei conti lo fa quando ne ha voglia &#8211; o forse quando le temperature scendono sotto ad una determinata soglia? questo non l&#8217;ho ancora capito. Se infatti il primo anno non ha prodoto nulla, complice credo il trapianto, dall&#8217;anno successivo fioriva da ottobre inoltrato e quest&#8217;anno ancora dopo: le sue corolle hanno iniziato ad aprirsi nella seconda metà del mese di novembre mostrando delicati fiorellini rosa con stami gialli. Ancora adesso ha molti boccioli chiusi che, credo non si apriranno, visto che stanotte ha nevicato. Presenta un unico difetto: a differenza dei liriope muscari a cui assomiglia molto, gli steli floreali non si elevano al di sopra delle foglie e bisogna andarli a cercare. Non lo sapevo e, sinceramente, ci sono rimasta un po&#8217; male perchè questa notizia non l&#8217;avevo proprio letta e le foto in rete erano vaghe. Solo recentemente il sito internet di un noto vivaio descrive queta caratteristica. Nonostante ciò, se si ha pazienza e voglia di chinarsi e guardarli da vicino, regalano una delicata visione di fine autunno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0207-1.jpg" alt="" class="wp-image-518" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0207-1.jpg 800w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0207-1-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0207-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="has-drop-cap"><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">S</span>ono due anni che aspetto di scrivere queste poche righe. Perché due anni? Perchè volevo essere sicura di avere sperimentato adeguatamente prima di raccontare la mia esperienza. Troppe volte ho letto giudizi entusiastici su perenni che dovrebbero essere resistentissime alla siccità in ombra secca e così non è stato. Troppe delusioni, troppi soldi spesi inutilmente per piantare erbacee che in realtà da me si comportavano come idrovore o quasi. Oppure pativano il caldo con le stesse conseguenze: avevano sempre sete. Troppo spesso mi sono affidata a testi e descrizioni mutuate pari pari da volumi di giardinaggio anglosassone che descrivono realtà completamente diverse dalla mia e l&#8217;esperienza si è rivelata quantomeno deludente.</p>



<p>Partiamo dall&#8217;inizio.</p>



<p>Nel mio giardino ci sono parecchie zone di ombra secca ed alcune sono davvero aride: mi riferisco alle zone sottostanti i taxus baccata e la sequoia, vere e proprie idrovore che asciugano il terreno lasciandolo secco e quasi polveroso.</p>



<p>Sotto di loro fino ad otto anni fa cresceva solo edera, rigogliosissima e verdissima edera. Quella cresce in ogni condizione. Inutile dire che ha avuto vita breve ma, eliminata lei, le aiuole erano nude, solo terra secca, di un indefinito colore grigiastro. Non molto bello a vedersi e dopo breve tempo ancor più brutto perché iniziava a coprirsi di orrende erbacce. Eh già, perchè le erbacce crescono sempre, ovunque e comunque. Niente le ferma. Crescono anche in inverno quando tutto o quasi va a riposo.</p>



<p>In quella porzione del giardino non potevo neanche pensare di seminare erba, troppo fitto il reticolo di radici che creano queste conifere, mai sarebbe cresciuta, se non con copiosissime irrigazioni &#8211; e forse neanche con quelle. Dovevo però trovare una soluzione perché iniziavo a stancarmi di strappare le orrende malerbe senza avere qualcosa di aspetto gradevole in cambio. Non mi bastavano le camelie che in quella zona avevo piantato e che se la cavavano bene (ovviamente dotate di irrigazione a goccia, altrimenti non avrebbero retto neppure lo spazio di un mattino) perchè non essendo tappezzanti (ovviamente) comuque il problema non era risolto.</p>



<p>Iniziavo a guardarmi intorno e a cercare perenni con ridotte necessità idriche e al contempo capaci di coprire la nuda terra e riempire di verde quelle aiuole senza dare troppa noia agli alberi. Purtroppo non potevo ampliare l&#8217;impianto di irrigazione &#8211; e sinceramente non aveva neanche un gran senso in quella zona. Dovevo trovare qualcosa di tappezzante e, forse, turarmi il naso se non avesse appagato il mio gusto estetico ma si fosse rivelato idoneo allo scopo.</p>



<p>Dopo oltre due anni di ricerca ed avere scartato l&#8217;ophiopogon perchè la sua crescita è di una lentezza esasperante, il mio dito si puntò su due perenni: l&#8217;heucherella quick silver e la reineckea carnea (di quest&#8217;ultima ho impiegato tre giorni per impararne il nome, e ancora oggi facilmente lo dimentico). Dopo essermi adeguatamene documentata ed aver letto per entrambe caratteristiche e necessità su più siti e in varie pagine di produttori e non, pensavo di potere inserire ed affiancarle. Pur non essendo anch&#8217;esse a crescita rapidissima (perchè parliamoci chiaro, la quick silver è sempre una heucherella, quindi tanto veloce a crescere comunque non lo è) facevo affidamento sulla loro declamata resistenza al secco, una volta ben installate, e sulla loro capacità di emettere stoloni per propagarsi, nella speranza di raggiungere una adeguata copertura delle aiuole nel giro di pochi anni. </p>



<p>A settembre 2017 acquistai quindi alcuni vasi di entrambe le perenni e le misi immediatamente a dimora, irrigate adeguatamente sia all&#8217;impianto che nei mesi successivi. Ma già a distanza di breve tempo una delle due ahimè non manteneva le promesse. </p>



<p>Purtroppo ancora una volta nel mio giardino, come forse in ogni angolo verde, l&#8217;esperienza è l&#8217;unica cartina di tornasole. Chi ha resistito?  L&#8217;heucherella pur se dichiarata da più parti come longeva e resistente, tanto che i siti di numerosi produttori affermano che presenta scarsa e si propaga bene per stolone, è pressochè scomparsa, nonostante le irrigazioni e le preghiere. La reinceckea carnea è ancora lì, e prospera anche piuttosto bene.</p>



<p>Devo confessare che il primo anno non è cresciuta molto, ma da lì in poi si. Le singole piantine erano state interrate ad oltre 50 cm l&#8217;una dall&#8217;altra, sia perchè la superficie da coprire era abbastanza vasta e non avevo acquistato tantissimi esemplari, sia perchè comunque dovendo fare i conti con le solite radici superficiali, dovevo anche riuscire a trovare un punto del terreno in cui potevo affondare la vanga senza fare danni agli alberi.</p>



<p>Ebbene, nonostante le difficoltà, la competizione radicale e la spiccata aridità, la reineckea carnea sta colonizzando allegramente l&#8217;aiuola che le avevo dedicato e sto prelevando campioni piccoli per portarli nelle aiuole accanto, per ridurre i miei interventi di diserbo manuale. </p>



<p>E così, ora lei è una delle perenni più affidabili del mio giardino.</p>



<p>Come si vede dalle foto, questa perenne originaria di Cina e Giappone presenta queste foglie verdi allungate, con portamento delicatamente ricadente, sempreverde (evviva non sparisce neppure in inverno&#8230; la perfezione o quasi) e fiorisce formando delicate spighe rosa su cui si aprono più fiorellini.</p>



<p>Quando però? Bella domanda. Alcuni produttori parlano genericamente dell&#8217;autunno, altri a far tempo da agosto.  Nella mia esperienza questa delicata (solo all&#8217;apparenza) perenne in fin dei conti lo fa quando ne ha voglia &#8211; o forse quando le temperature scendono sotto ad una determinata soglia? questo non l&#8217;ho ancora capito. Se infatti il primo anno non ha prodoto nulla, complice credo il trapianto, dall&#8217;anno successivo fioriva da ottobre inoltrato e quest&#8217;anno ancora dopo: le sue corolle hanno iniziato ad aprirsi nella seconda metà del mese di novembre mostrando delicati fiorellini rosa con stami gialli. Ancora adesso ha molti boccioli chiusi che, credo non si apriranno, visto che stanotte ha nevicato.</p>



<p>Presenta un unico difetto: a differenza dei liriope muscari a cui assomiglia molto, gli steli floreali non si elevano al di sopra delle foglie e bisogna andarli a cercare. Non lo sapevo e, sinceramente, ci sono rimasta un po&#8217; male perchè questa notizia non l&#8217;avevo proprio letta e le foto in rete erano vaghe. Solo recentemente il sito internet di un noto vivaio descrive queta caratteristica. </p>



<p>Nonostante ciò, se si ha pazienza e voglia di chinarsi e guardarli da vicino, regalano una delicata visione di fine autunno</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="1200" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0204.jpg" alt="" class="wp-image-515" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0204.jpg 800w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0204-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2020/12/IMG_0204-768x1152.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>
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		<title>Azzardi</title>
		<link>https://giardinicoli.org/azzardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 21:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Ortensie e acidofile]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
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					<description><![CDATA[Adoro le hydrangee e le acidofile e fortunatamente il mio giardino mi permette di poterle coltivare senza fatica (sono pigra, si sa). Negli anni scorsi tra mi sono trovata a dover spostare, mio malgrado, una siepe di una decina di macrophylla che era stata collocata in posizione troppo soleggiata da chi mi aveva preceduto che, per tale motivo, ogni anno si arrostiva al sole. Avendo un giardino grande ho trovato senza difficoltà una nuova collocazione per loro, riuscendo a ricoprire con buon risultato una scarpata ripida, che io trovai tappezzata di edera qualche anno addietro e che, una volta ripulita, si era rivelata arida, spelacchiata, soggetta a dilavamento e franamento del terreno. Era orribile, ma aveva il pregio di trovarsi sotto a pini e cedri che lo avevano reso nero e soffice: nulla di meglio per ospitare ortensie. Subito una sfida però: sotto al terreno c&#8217;era e c&#8217;è ancor oggi un muro di pietre, interamente coperto. Cosa sia non l&#8217;ho ancora scoperto: difficile pensare ad un muro di contenimento, visto che è interrato, difficile pensare ad altro&#8230; forse una ghiacciaia usata nell&#8217;ottocento&#8230; chissà. Fatto è che questa presenza, utile per il drenaggio (siamo pur sempre in Emilia, e sotto allo strato morbido di terra inacidita, inizia lo strato compatto di terreno argilloso con cui le hydrangee non vanno molto d&#8217;accordo) mi ha complicato non poco la creazione delle buche di impianto. Certamente non potevo eliminare le pietre sia perchè non sono piccole, sia perchè non sapevo a cosa servivano: dovevo gioco forza girarci intorno. Questa cosa si è rivelata però di aiuto perchè ho creato una sistemazione più naturale, cosa che a me d&#8217;istinto viene difficoltosa, abituata come sono a creare geometrie. Fatto ciò, a distanza di un paio d&#8217;anni, verificato l&#8217;attecchimento delle ortensie e valutata la loro possibile dimensione finale, ho potuto verificare che erano presenti dei vuoti che, difficilmemte, in ragione della loro collocazione, sarebbero stati riempiti dalle ortensie una volta adulte. Non potevo però piantare ortensie: troppo poco lo spazio per una pianta già radicata. Serviva qualcosa di piccolo che riempisse e, possibilmente, fosse diverso da loro. Così nel corso di una delle tante letture, scoprivo quasi per caso le deinanthe e me ne innamorai subito. Sono erbacee perenni piuttosto delicate che necessitano delle stesse condizioni delle hydrangee: bisogna stare attenti al ph, all&#8217;esposizione solare in quanto tendono a bruciare facilmente. Hanno le loro stesse necessità idriche. Non trovandone in Italia facevo un ordine all&#8217;estero. Confesso che era un azzardo e ne ero consapevole fin da allora. Ordinavo da un vivaio olandese, che spediva piante di dimensioni minuscole. Avrei avuto a che fare con un vegetale piccolissimo e per di più delicatissimo: facile crescere in montagna a 600-700 metri, difficile farle crescere a 140 metri, laddove le estati torride, il vento caldo che spesso soffia in Emilia mettono a dura prova molti arbusti. Eppure, piantate nella primavera del 2016, da un vasetto di 7 cm di lato, hanno superato l&#8217;estate terribile del 2017 e ora stanno diventando dei graziosi cespuglietti. Essendo erbacee perenni ogni autunno seccano le foglie e spariscono. Ogni primavera rispuntano puntuali per la mia gioia. Attualmente sono alte circa 30-40 cm, che per me è già un miracolo, viste le dimensioni di partenza, ma dovrebbero raggiungere nel giro di qualche anno, con tutta calma, visto che sono a crescita lenta, l&#8217;altezza e la larghezza di 60 cm, riempiendo quindi perfettamente i vuoti tra le ortensie. Purtroppo il caldo di un paio di settimane fa ha leggermente bruciato le punte delle foglie, ma per fortuna non paiono soffrirne molto anzi, proprio per nulla. Sempre di azzardo si tratta&#8230; Credo che la fioritura durerà ancora poco, ma non posso lamentarmi è durata quasi tre settimane&#8230; Questa da me scelta è la Deinanthe Bifida x cerulea Blue Bird, ma ce ne sono anche altre e&#8230; sorpresa, ora si trova in commercio anche presso qualche vivaio italiano. Ah, dimenticavo: la siepe di ortensie? Eccola qui, o meglio eccone una parte]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Adoro le hydrangee e le acidofile e fortunatamente il mio giardino mi permette di poterle coltivare senza fatica (sono pigra, si sa).</p>



<p>Negli anni scorsi tra mi sono trovata a dover spostare, mio malgrado, una siepe di una decina di macrophylla che era stata collocata in posizione troppo soleggiata da chi mi aveva preceduto che, per tale motivo, ogni anno si arrostiva al sole.</p>



<p>Avendo un giardino grande ho trovato senza difficoltà una nuova collocazione per loro, riuscendo a ricoprire con buon risultato una scarpata ripida, che io trovai tappezzata di edera qualche anno addietro e che, una volta ripulita, si era rivelata arida, spelacchiata, soggetta a dilavamento e franamento del terreno. Era orribile, ma aveva il pregio di trovarsi sotto a pini e cedri che lo avevano reso nero e soffice: nulla di meglio per ospitare ortensie.</p>



<p>Subito una sfida però: sotto al terreno c&#8217;era e c&#8217;è ancor oggi un muro di pietre, interamente coperto. Cosa sia non l&#8217;ho ancora scoperto: difficile pensare ad un muro di contenimento, visto che è interrato, difficile pensare ad altro&#8230; forse una ghiacciaia usata nell&#8217;ottocento&#8230; chissà. Fatto è che questa presenza, utile per il drenaggio (siamo pur sempre in Emilia, e sotto allo strato morbido di terra inacidita, inizia lo strato compatto di terreno argilloso con cui le hydrangee non vanno molto d&#8217;accordo) mi ha complicato non poco la creazione delle buche di impianto. Certamente non potevo eliminare le pietre sia perchè non sono piccole, sia perchè non sapevo a cosa servivano: dovevo gioco forza girarci intorno.</p>



<p>Questa cosa si è rivelata però di aiuto perchè ho creato una sistemazione più naturale, cosa che a me d&#8217;istinto viene difficoltosa, abituata come sono a creare geometrie.</p>



<p>Fatto ciò, a distanza di un paio d&#8217;anni, verificato l&#8217;attecchimento delle ortensie e valutata la loro possibile dimensione finale, ho potuto verificare che erano presenti dei vuoti che, difficilmemte, in ragione della loro collocazione, sarebbero stati riempiti dalle ortensie una volta adulte.</p>



<p>Non potevo però piantare ortensie: troppo poco lo spazio per una pianta già radicata. Serviva qualcosa di piccolo che riempisse e, possibilmente, fosse diverso da loro.</p>



<p>Così nel corso di una delle tante letture, scoprivo quasi per caso le deinanthe e me ne innamorai subito.</p>



<p>Sono erbacee perenni piuttosto delicate che necessitano delle stesse condizioni delle hydrangee: bisogna stare attenti al ph, all&#8217;esposizione solare in quanto tendono a bruciare facilmente. Hanno le loro stesse necessità idriche. Non trovandone in Italia facevo un ordine all&#8217;estero.</p>



<p>Confesso che era un azzardo e ne ero consapevole fin da allora. Ordinavo da un vivaio olandese, che spediva piante di dimensioni minuscole. Avrei avuto a che fare con un vegetale piccolissimo e per di più delicatissimo: facile crescere in montagna a 600-700 metri, difficile farle crescere a 140 metri, laddove le estati torride, il vento caldo che spesso soffia in Emilia mettono a dura prova molti arbusti.</p>



<p>Eppure, piantate nella primavera del 2016, da un vasetto di 7 cm di lato, hanno superato l&#8217;estate terribile del 2017 e ora stanno diventando dei graziosi cespuglietti.</p>



<p>Essendo erbacee perenni ogni autunno seccano le foglie e spariscono. Ogni primavera rispuntano puntuali per la mia gioia. Attualmente sono alte circa 30-40 cm, che per me è già un miracolo, viste le dimensioni di partenza, ma dovrebbero raggiungere nel giro di qualche anno, con tutta calma, visto che sono a crescita lenta, l&#8217;altezza e la larghezza di 60 cm, riempiendo quindi perfettamente i vuoti tra le ortensie.</p>



<p>Purtroppo il caldo di un paio di settimane fa ha leggermente bruciato le punte delle foglie, ma per fortuna non paiono soffrirne molto anzi, proprio per nulla. Sempre di azzardo si tratta&#8230; Credo che la fioritura durerà ancora poco, ma non posso lamentarmi è durata quasi tre settimane&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" class="wp-image-479" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6855.jpg" alt="" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6855.jpg 800w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6855-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6855-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Questa da me scelta è la Deinanthe Bifida x cerulea Blue Bird, ma ce ne sono anche altre e&#8230; sorpresa, ora si trova in commercio anche presso qualche vivaio italiano.</p>



<p>Ah, dimenticavo: la siepe di ortensie? Eccola qui, o meglio eccone una parte</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" class="wp-image-478" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_1227.jpg" alt="" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_1227.jpg 800w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_1227-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/08/IMG_1227-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fazzardi%2F&amp;linkname=Azzardi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fazzardi%2F&amp;linkname=Azzardi" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fazzardi%2F&amp;linkname=Azzardi" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fazzardi%2F&#038;title=Azzardi" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/azzardi/" data-a2a-title="Azzardi"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico dell&#8217;Università di Cambridge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 22:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
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					<description><![CDATA[Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno. Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;). Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia. Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin. Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: Taxus baccata sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e Rhamnus alaternus (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; Acer griseum e crei una sorta di aura rosata intorno al Rubus phoenicolasius. Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di Daphne bholua &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del Cornus alba &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: Cornus alba &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, Cornus sericea &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di C. alba e quelli di C. sericea hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico. Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di Galanthus elwesii var. elwesii e Bergenia &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente Chamaecyparis lawsoniana &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi. Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è Ozothamnus leptophyllus &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche Muehlenbeckia austonii, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e Libertia peregrinans, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo. Arbusti come Rubus cockburnianus &#8216;Goldenvale&#8217;, Rubus niveus, Rubus thibetanus &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (Mahonia japonica, Mahonia x media &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (Chimonanthus praecox, Chimonanthus praecox &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di Viburnum x bodnantense &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, Viburnum tinus). In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (Betula albosinensis var. septentrionalis, Prunus serrula, Acer capillipes). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno.</p>
<p>Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;).</p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia.</p>
<p><figure id="attachment_312" aria-describedby="caption-attachment-312" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-312" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg" alt="" width="750" height="285" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-768x291.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-312" class="wp-caption-text">Fig. 1 planimetria del winter garden, con la siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> sul lato sud (in basso) e la siepe di <em>Taxus baccata</em> sui tre lati rimanenti. Ingressi est ed ovest in basso, con sentiero principale chiaro e sentiero laterale in marrone scuro.</figcaption></figure></p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin.</p>
<p><figure id="attachment_308" aria-describedby="caption-attachment-308" style="width: 311px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-308" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg" alt="" width="311" height="349" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg 267w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-768x862.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038.jpg 1635w" sizes="auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px" /><figcaption id="caption-attachment-308" class="wp-caption-text">Fig. 2 siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> alternata da conifere dalla forma piramidale.</figcaption></figure></p>
<p>Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: <em>Taxus b</em><em>accata</em> sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e <em>Rhamnus alaternus</em> (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; <em>Acer griseum</em> e crei una sorta di aura rosata intorno al <em>Rubus phoenicolasius</em>.</p>
<p><figure id="attachment_309" aria-describedby="caption-attachment-309" style="width: 598px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-309" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg" alt="" width="598" height="389" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption id="caption-attachment-309" class="wp-caption-text">Fig. 3 Le spine del <em>Rubus phoeniculasius</em> sono talmente sottili che formano come un&#8217;aura intorno ai rami attraversati dalla luce invernale.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_315" aria-describedby="caption-attachment-315" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-315" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg" alt="" width="604" height="340" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /><figcaption id="caption-attachment-315" class="wp-caption-text">Figura 4 <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217;</figcaption></figure></p>
<p>Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: <em>Cornus alba</em> &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di <em>C. alba</em> e quelli di <em>C. sericea</em> hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico.</p>
<p><figure id="attachment_318" aria-describedby="caption-attachment-318" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-318" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg" alt="" width="496" height="385" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-768x596.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-318" class="wp-caption-text">Figura 6 <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217; visto dal lato sud.</figcaption></figure></p>
<p>Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di <em>Galanthus elwesii var. elwesii</em> e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente <em>Chamaecyparis lawsoniana</em> &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi.</p>
<p><figure id="attachment_323" aria-describedby="caption-attachment-323" style="width: 717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-323" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg" alt="" width="717" height="502" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption id="caption-attachment-323" class="wp-caption-text">Figura 7 Abbinamento di <em>Miscanthus sp., Festuca glauca</em> &#8216;Blue Select&#8217;, <em>Helleborus argutifolius</em> e <em>H. niger</em>, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217;, <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Cardinal&#8217;, <em>Luzula sylvatica</em> &#8216;Aurea&#8217;, <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, <em>Muehlenbeckia austonii</em> ed <em>Hylotelephium</em> (il vecchio <em>Sedum</em>) &#8216;Herbstfreude&#8217;.</figcaption></figure></p>
<p>Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche <em>Muehlenbeckia austonii</em>, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e <em>Libertia peregrinans</em>, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo.</p>
<p>Arbusti come <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Rubus niveus</em>, <em>Rubus thibetanus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (<em>Mahonia japonica</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (<em>Chimonanthus praecox</em>, <em>Chimonanthus praecox</em> &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, <em>Viburnum tinus</em>).</p>
<p><figure id="attachment_326" aria-describedby="caption-attachment-326" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-326" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg" alt="" width="813" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption id="caption-attachment-326" class="wp-caption-text">Figura 8 L&#8217;orientamento del giardino sull&#8217;asse est-ovest e la luce quasi orizzontale dell&#8217;inverno, enfatizzata dalla piantagione, creano scorci incredibili. Il bianco del <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217;, il rosso del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217;, il giallo del <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; e l&#8217;arancione (dato dalla composizione giallo e rosso) del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; sul fondo, creano delle macchie di colore difficili da ricreare in altre stagioni e incredibilmente durature.</figcaption></figure></p>
<p>In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (<em>Betula albosinensis var. septentrionalis</em>, <em>Prunus serrula</em>, <em>Acer capillipes</em>). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale.</p>
<p><figure id="attachment_330" aria-describedby="caption-attachment-330" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg" alt="" width="820" height="462" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-330" class="wp-caption-text">Figura 9 Vista del sentiero laterale (ricoperto di corteccia e cippato): <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8216;Charles Lamont&#8217;, <em>Prunus serrula</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Charity&#8217;, <em>Eranthis hymelis</em>, <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Galanthus nivalis</em>.</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><figure id="attachment_340" aria-describedby="caption-attachment-340" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-340" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg" alt="" width="308" height="546" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-768x1365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-340" class="wp-caption-text">Figura 10 <em>Fritillaria raddeana</em></figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_334" aria-describedby="caption-attachment-334" style="width: 812px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-334" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg" alt="" width="812" height="457" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /><figcaption id="caption-attachment-334" class="wp-caption-text">Figura 11 La silhouette elegante dell&#8217;<em>Acer griseum</em> che contrasta con lo sfondo aranciato del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;. Quasi a richiamare la verticalità di quest&#8217;albero, c&#8217;è sull&#8217;altro lato il <em>Taxus baccata</em> &#8216;Fastigiata&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_335" aria-describedby="caption-attachment-335" style="width: 814px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg" alt="" width="814" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption id="caption-attachment-335" class="wp-caption-text">Figura 11 Sotto i rami del <em>Salix irrorata</em> (bianchi e bluastri, ricoperti da una cera che tende a sciogliersi al sole) si possono trovare <em>Galanthus</em> &#8216;Magnet&#8217;, <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217; ed <em>Acorus gramineus</em> &#8216;Ogon&#8217;.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_338" aria-describedby="caption-attachment-338" style="width: 816px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg" alt="" width="816" height="460" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption id="caption-attachment-338" class="wp-caption-text">Figura 12 Winter garden sotto la neve. Il bianco rende ancora più vivi i colori dei rami del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217; e del fogliame della <em>Libertia peregrinans</em> (in basso a sinistra).</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_339" aria-describedby="caption-attachment-339" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg" alt="" width="810" height="456" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption id="caption-attachment-339" class="wp-caption-text">Figura 13 Vista del giardino dal di fuori, vicino l&#8217;ingresso est. <em>Acer griseum</em> in primo piano con <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;, <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217;, <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; e <em>Juniperus sp</em>.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_341" aria-describedby="caption-attachment-341" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-341" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg" alt="" width="641" height="419" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-341" class="wp-caption-text">Figura 14 <em>Helleborus niger</em> e <em>Carex brunnea</em> &#8216;Janneke&#8217;. Un&#8217;accostamento davvero ben riuscito.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_342" aria-describedby="caption-attachment-342" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg" alt="" width="641" height="361" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-342" class="wp-caption-text">Figura 15 <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217; ed <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;. Nonostante siano completamente diverse in tessitura, il portamento delle due richiama l&#8217;un l&#8217;altra, entrambe con una forma piuttosto arrotondata.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_343" aria-describedby="caption-attachment-343" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-343" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg" alt="" width="638" height="360" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption id="caption-attachment-343" class="wp-caption-text">Figura 16 <em>Eranthis x tubergenii</em> &#8216;Guinea Gold&#8217;. A differenza di <em>Eranthis hyemalis</em> (per l&#8217;altro bulbosa spontanea in Italia), questa cultivar fiorisce in questo periodo, quando <em>Eranthis hyemalis</em> ha già le foglie. Una simile scelta poteva essere operata solamente con la conoscenza enciclopedica di Peter Kerley.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg" alt="" width="635" height="358" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Figura 17 <em>Erica x darleyensis</em> &#8216;Arthur Johnson&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_345" aria-describedby="caption-attachment-345" style="width: 636px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg" alt="" width="636" height="267" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption id="caption-attachment-345" class="wp-caption-text">Figura 18 <em>Helleborus</em> &#8216;Yellow Lady&#8217; con <em>Libertia ixioides</em> &#8216;Goldfinger&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg" alt="" width="642" height="306" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Figura 19 <em>Helleborus</em> &#8216;White Lady Spotted&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, che assume con il sole e le temperature basse questa bellissima colorazione rossa.</figcaption></figure></p>
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