<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roseti e giardini da visitare &#8211; Giardinicoli</title>
	<atom:link href="https://giardinicoli.org/category/roseti-e-giardini-da-visitare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://giardinicoli.org</link>
	<description>...ma non di sole rose vive l&#039;uomo</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Aug 2018 07:30:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2017/12/cropped-IMG_2962-e1513705475658-32x32.jpg</url>
	<title>Roseti e giardini da visitare &#8211; Giardinicoli</title>
	<link>https://giardinicoli.org</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">142047310</site>	<item>
		<title>Perchè non pianti qualche fiore intorno a casa?</title>
		<link>https://giardinicoli.org/perche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/perche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 07:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=412</guid>

					<description><![CDATA[Da questa frase così semplice è nato un delizioso giardino che ho avuto il piacere di visitare nel maggio scorso: il giardino del Castelletto di Villa Arnò. Conoscevo l&#8217;esistenza della dimora ottocentesca e del suo parco all&#8217;inglese in quanto al suo interno si eseguono ogni anno, nel mese di luglio, concerti jazz con le maggiori star internazionali, ma nulla sapevo di questo giardino sino a poco tempo fa, tanto che poi, incuriosita, cercando notizie in rete avevo trovato un articolo pubblicato qualche anno fa sul mensile Gardenia ed il sito internet creato dalla proprietaria e collegato ad esso. Ma andiamo con ordine. La curiosità di visitarlo era tanta, anche perchè si trovava vicino a casa mia, precisamente ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia e, lo confesso, non solo avevo voglia di visitare questo giardino di cui avevo letto, ma speravo di poter avere qualche idea o suggerimento per ampliare e migliorare il mio. E così è stato. Il caso ha voluto che nel mese di maggio di quest&#8217;anno ho avuto la meravigliosa opportunità di vederlo grazie ad uno degli eventi che la proprietaria organizza nel corso dell&#8217;anno. Il giardino mi è piaciuto tantissimo. Situato all&#8217;interno del parco all&#8217;inglese di Villa Arnò, è nato solamente da alcuni anni proprio per mano della proprietaria dietro suggerimento dello suocero che la invitava a piantare qualche fiorellino intorno a casa. E, come si dice dalle mie parti, fu come invitare un&#8217;oca a bere. Già, perchè Caroline Salomon, questo il nome della simpatica e tenace proprietaria, colse la palla al balzo e iniziò a studiare, visitare giardini e progettare. E lentamente, nel corso degli anni, è riuscita a creare è un gradevolissimo giardino interessante tutto l&#8217;anno, e non solo in primavera. Pur essendo collocato all&#8217;interno di un ampio parco all&#8217;inglese, è stato suddiviso in stanze, in modo quindi molto diverso dal giardino principale ed autonomo rispetto alle preesistenze. Ha pianta rettangolare e la sua visita è strutturata seguendo un percorso semicircolare. La visita non mi ha delusa. Dopo una breve descrizione della storia del luogo, volta ad introdurre le modalità di creazione del giardino, frutto del lavoro durato anni. Dal primo prato circolare, che volutamente richiama l&#8217;ampia aiuola antistante la Villa, ci si avvicina alla prima stanza di questo. Un tripudio di rose. La maggior parte di esse sono rose moderne, armoniosamente affiancate nei colori e nella struttura. Ciò che mi è piaciuto è stato l&#8217;accostamento con le perenni. Mi ha incuriosito questo aspetto, non tanto perchè non conoscevo la possibilità di associare perenni alle rose, quanto per l&#8217;effetto ottenuto. Non fraintendetemi, anche io associo perenni alle rose ma nel mio clima con estati calde, afose e spesso siccitose, non è facile trovare perenni resistenti, di poche pretese ma di grande effetto. Ebbene, la visita di questo giardino mi ha aiutato a comprenderne l&#8217;utilizzo ma, soprattutto, ad apprezzarne il risultato finale. Sembrerà banale, ma non sempre riesco ad immaginare l&#8217;effetto visivo che posso ottenere impiegando un&#8217;essenza piuttosto che un&#8217;altra. Dai cataloghi o dalle immagini che reperisco in rete non sempre riesco ad immaginare l&#8217;effetto finale e, soprattutto, spesso mi chiedo quale come potrebbe crescere una determinata perenne all&#8217;interno del mio giardino, con terreno argilloso. Proseguendo la visita, usciti dalla stanza delle rose, ci siamo trovati innanzi ad una stanza di recente creazione: quella che accoglie le perenni che necessitano di poche irrigazioni. Sedum, Centranthus, Stachys e tante altre si succedevano o iniziavano la meravigliosa fioritura, che durerà tutta l&#8217;estate fino all&#8217;autunno con la fioritura degli aster e dei sedum. Ed ancora proseguendo nella visita, piccola zona ombreggiata da quattro catalpe che, con le loro fronde, assicurano refrigerio per tutta l&#8217;estate e offrono la visuale ad alcune graminacee che, con il passare dei mesi, mutano il loro colore da verde a rosso. Chissà che bell&#8217;effetto vederle alla luce del tramonto. Ed infine, dopo aver attraversato il prato che costeggia uno dei lati del Castelletto, siamo arrivati ad una zona ombreggiata che si chiude con una quinta, quasi teatrale di hydrangea arborescens Annabelle che cingono una panchina. Le sere d&#8217;estate quella zona del giardino è illuminata dal candore di queste spelendide ortensie. Ho solo un rammarico: non aver fatto più fotografie per documentare a me e a chi mi legge ciò che ho cercato di raccontare. Nelle parole della proprietaria che descrivono gli anni trascorsi per raggiungere questo meraviglioso risultato (che credo evolverà uteriormente) ho letto le difficoltà, le incertezze e le gioie dei successi che tutti noi, giardinicoli più o meno esperti, incontriamo quotidianamente nella cura del nostro angolo verde. Che dire se non che spero di potere approfittare di una delle prossime visite per vedere nuovamente questo giardino, perchè questa visita mi ha chiarito le idee. Ma mi ha anche riempito il cuore e la mente di bei ricordi. A proposito, se vi ho fatto venire voglia di visitarlo, vi segnalo il sito dell&#8217;associazione, che si chiama Arte in Orto. Esiste anche l&#8217;omonima pagina facebook, che vi consiglio di sfogliare. E se avete voglia di visitare questo giardino, è possibile contattare Caroline che vi darà ogni ragguaglio seguendo i recapiti che trovate nella pagina del suo sito.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da questa frase così semplice è nato un delizioso giardino che ho avuto il piacere di visitare nel maggio scorso: il giardino del Castelletto di Villa Arnò.<br />
Conoscevo l&#8217;esistenza della dimora ottocentesca e del suo parco all&#8217;inglese in quanto al suo interno si eseguono ogni anno, nel mese di luglio, concerti jazz con le maggiori star internazionali, ma nulla sapevo di questo giardino sino a poco tempo fa, tanto che poi, incuriosita, cercando notizie in rete avevo trovato un articolo pubblicato qualche anno fa sul mensile Gardenia ed il sito internet creato dalla proprietaria e collegato ad esso.<br />
Ma andiamo con ordine.<br />
La curiosità di visitarlo era tanta, anche perchè si trovava vicino a casa mia, precisamente ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia e, lo confesso, non solo avevo voglia di visitare questo giardino di cui avevo letto, ma speravo di poter avere qualche idea o suggerimento per ampliare e migliorare il mio.<br />
E così è stato. Il caso ha voluto che nel mese di maggio di quest&#8217;anno ho avuto la meravigliosa opportunità di vederlo grazie ad uno degli eventi che la proprietaria organizza nel corso dell&#8217;anno. </p>
<p>Il giardino mi è piaciuto tantissimo. Situato all&#8217;interno del parco all&#8217;inglese di Villa Arnò, è nato solamente da alcuni anni proprio per mano della proprietaria dietro suggerimento dello suocero che la invitava a piantare qualche fiorellino intorno a casa. E, come si dice dalle mie parti, fu come invitare un&#8217;oca a bere.<br />
Già, perchè Caroline Salomon, questo il nome della simpatica e tenace proprietaria, colse la palla al balzo e iniziò a studiare, visitare giardini e progettare. E lentamente, nel corso degli anni, è riuscita a creare è un gradevolissimo giardino interessante tutto l&#8217;anno, e non solo in primavera.<br />
Pur essendo collocato all&#8217;interno di un ampio parco all&#8217;inglese, è stato suddiviso in stanze, in modo quindi molto diverso dal giardino principale ed autonomo rispetto alle preesistenze. Ha pianta rettangolare e la sua visita è strutturata seguendo un percorso semicircolare.</p>
<p>La visita non mi ha delusa. Dopo una breve descrizione della storia del luogo, volta ad introdurre le modalità di creazione del giardino, frutto del lavoro durato anni.<br />
Dal primo prato circolare, che volutamente richiama l&#8217;ampia aiuola antistante la Villa, ci si avvicina alla prima stanza di questo.<br />
Un tripudio di rose. La maggior parte di esse sono rose moderne, armoniosamente affiancate nei colori e nella struttura.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0659-2667x4000.jpg" alt="" width="640" height="960" class="aligncenter size-large wp-image-423" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0659-2667x4000.jpg 2667w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0659-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0659-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0662.jpg" alt="" width="6000" height="4000" class="aligncenter size-full wp-image-425" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0662.jpg 6000w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0662-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0662-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 6000px) 100vw, 6000px" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0668-2667x4000.jpg" alt="" width="640" height="960" class="aligncenter size-large wp-image-434" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0668-2667x4000.jpg 2667w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0668-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0668-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0667.jpg" alt="" width="6000" height="4000" class="aligncenter size-full wp-image-433" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0667.jpg 6000w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0667-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0667-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 6000px) 100vw, 6000px" /></p>
<p>Ciò che mi è piaciuto è stato l&#8217;accostamento con le perenni. Mi ha incuriosito questo aspetto, non tanto perchè non conoscevo la possibilità di associare perenni alle rose, quanto per l&#8217;effetto ottenuto. Non fraintendetemi, anche io associo perenni alle rose ma nel mio clima con estati calde, afose e spesso siccitose, non è facile trovare perenni resistenti, di poche pretese ma di grande effetto. Ebbene, la visita di questo giardino mi ha aiutato a comprenderne l&#8217;utilizzo ma, soprattutto, ad apprezzarne il risultato finale. Sembrerà banale, ma non sempre riesco ad immaginare l&#8217;effetto visivo che posso ottenere impiegando un&#8217;essenza piuttosto che un&#8217;altra. Dai cataloghi o dalle immagini che reperisco in rete non sempre riesco ad immaginare l&#8217;effetto finale e, soprattutto, spesso mi chiedo quale come potrebbe crescere una determinata perenne  all&#8217;interno del mio giardino, con terreno argilloso.</p>
<p>Proseguendo la visita, usciti dalla stanza delle rose, ci siamo trovati innanzi ad una stanza di recente creazione: quella che accoglie le perenni che necessitano di poche irrigazioni. Sedum, Centranthus, Stachys e tante altre si succedevano o iniziavano la meravigliosa fioritura, che durerà tutta l&#8217;estate fino all&#8217;autunno con la fioritura degli aster e dei sedum.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0669-2667x4000.jpg" alt="" width="640" height="960" class="aligncenter size-large wp-image-427" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0669-2667x4000.jpg 2667w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0669-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0669-768x1152.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0665.jpg" alt="" width="6000" height="4000" class="aligncenter size-full wp-image-426" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0665.jpg 6000w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0665-300x200.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0665-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 6000px) 100vw, 6000px" /> </p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0660-2667x4000.jpg" alt="" width="640" height="960" class="aligncenter size-large wp-image-424" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0660-2667x4000.jpg 2667w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0660-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/08/IMG_0660-768x1152.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br />
Ed ancora proseguendo nella visita, piccola zona ombreggiata da quattro catalpe che, con le loro fronde, assicurano refrigerio per tutta l&#8217;estate e offrono la visuale ad alcune graminacee che, con il passare dei mesi, mutano il loro colore da verde a rosso. Chissà che bell&#8217;effetto vederle alla luce del tramonto.</p>
<p>Ed infine, dopo aver attraversato il prato che costeggia uno dei lati del Castelletto, siamo arrivati ad una zona ombreggiata che si chiude con una quinta, quasi teatrale di hydrangea arborescens Annabelle che cingono una panchina. Le sere d&#8217;estate quella zona del giardino è illuminata dal candore di queste spelendide ortensie. Ho solo un rammarico: non aver fatto più fotografie per documentare a me e a chi mi legge ciò che ho cercato di raccontare.</p>
<p>Nelle parole della proprietaria che descrivono gli anni trascorsi per raggiungere questo meraviglioso risultato (che credo evolverà uteriormente) ho letto le difficoltà, le incertezze e le gioie dei successi che tutti noi, giardinicoli più o meno esperti, incontriamo quotidianamente nella cura del nostro angolo verde.<br />
Che dire se non che spero di potere approfittare di una delle prossime visite per vedere nuovamente questo giardino, perchè questa visita mi ha chiarito le idee. Ma mi ha anche riempito il cuore e la mente di bei ricordi.</p>
<p>A proposito, se vi ho fatto venire voglia di visitarlo, vi segnalo il sito dell&#8217;associazione, che si chiama Arte in Orto. Esiste anche l&#8217;omonima pagina facebook, che vi consiglio di sfogliare. E se avete voglia di visitare questo giardino, è possibile contattare Caroline che vi darà ogni ragguaglio seguendo i recapiti che trovate nella pagina del suo sito.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fperche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa%2F&amp;linkname=Perch%C3%A8%20non%20pianti%20qualche%20fiore%20intorno%20a%20casa%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fperche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa%2F&amp;linkname=Perch%C3%A8%20non%20pianti%20qualche%20fiore%20intorno%20a%20casa%3F" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fperche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa%2F&amp;linkname=Perch%C3%A8%20non%20pianti%20qualche%20fiore%20intorno%20a%20casa%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fperche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa%2F&#038;title=Perch%C3%A8%20non%20pianti%20qualche%20fiore%20intorno%20a%20casa%3F" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/perche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa/" data-a2a-title="Perchè non pianti qualche fiore intorno a casa?"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://giardinicoli.org/perche-non-pianti-qualche-fiore-intorno-a-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>12</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">412</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico dell&#8217;Università di Cambridge</title>
		<link>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 22:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=295</guid>

					<description><![CDATA[Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno. Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;). Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia. Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin. Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: Taxus baccata sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e Rhamnus alaternus (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; Acer griseum e crei una sorta di aura rosata intorno al Rubus phoenicolasius. Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di Daphne bholua &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del Cornus alba &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: Cornus alba &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, Cornus sericea &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di C. alba e quelli di C. sericea hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico. Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di Galanthus elwesii var. elwesii e Bergenia &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente Chamaecyparis lawsoniana &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi. Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è Ozothamnus leptophyllus &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche Muehlenbeckia austonii, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e Libertia peregrinans, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo. Arbusti come Rubus cockburnianus &#8216;Goldenvale&#8217;, Rubus niveus, Rubus thibetanus &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (Mahonia japonica, Mahonia x media &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (Chimonanthus praecox, Chimonanthus praecox &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di Viburnum x bodnantense &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, Viburnum tinus). In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (Betula albosinensis var. septentrionalis, Prunus serrula, Acer capillipes). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno.</p>
<p>Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;).</p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia.</p>
<figure id="attachment_312" aria-describedby="caption-attachment-312" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-312" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg" alt="" width="750" height="285" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-768x291.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-312" class="wp-caption-text">Fig. 1 planimetria del winter garden, con la siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> sul lato sud (in basso) e la siepe di <em>Taxus baccata</em> sui tre lati rimanenti. Ingressi est ed ovest in basso, con sentiero principale chiaro e sentiero laterale in marrone scuro.</figcaption></figure>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin.</p>
<figure id="attachment_308" aria-describedby="caption-attachment-308" style="width: 311px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-308" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg" alt="" width="311" height="349" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg 267w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-768x862.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038.jpg 1635w" sizes="auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px" /><figcaption id="caption-attachment-308" class="wp-caption-text">Fig. 2 siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> alternata da conifere dalla forma piramidale.</figcaption></figure>
<p>Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: <em>Taxus b</em><em>accata</em> sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e <em>Rhamnus alaternus</em> (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; <em>Acer griseum</em> e crei una sorta di aura rosata intorno al <em>Rubus phoenicolasius</em>.</p>
<figure id="attachment_309" aria-describedby="caption-attachment-309" style="width: 598px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-309" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg" alt="" width="598" height="389" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption id="caption-attachment-309" class="wp-caption-text">Fig. 3 Le spine del <em>Rubus phoeniculasius</em> sono talmente sottili che formano come un&#8217;aura intorno ai rami attraversati dalla luce invernale.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_315" aria-describedby="caption-attachment-315" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-315" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg" alt="" width="604" height="340" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /><figcaption id="caption-attachment-315" class="wp-caption-text">Figura 4 <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217;</figcaption></figure>
<p>Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: <em>Cornus alba</em> &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di <em>C. alba</em> e quelli di <em>C. sericea</em> hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico.</p>
<figure id="attachment_318" aria-describedby="caption-attachment-318" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-318" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg" alt="" width="496" height="385" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-768x596.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-318" class="wp-caption-text">Figura 6 <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217; visto dal lato sud.</figcaption></figure>
<p>Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di <em>Galanthus elwesii var. elwesii</em> e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente <em>Chamaecyparis lawsoniana</em> &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi.</p>
<figure id="attachment_323" aria-describedby="caption-attachment-323" style="width: 717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-323" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg" alt="" width="717" height="502" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption id="caption-attachment-323" class="wp-caption-text">Figura 7 Abbinamento di <em>Miscanthus sp., Festuca glauca</em> &#8216;Blue Select&#8217;, <em>Helleborus argutifolius</em> e <em>H. niger</em>, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217;, <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Cardinal&#8217;, <em>Luzula sylvatica</em> &#8216;Aurea&#8217;, <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, <em>Muehlenbeckia austonii</em> ed <em>Hylotelephium</em> (il vecchio <em>Sedum</em>) &#8216;Herbstfreude&#8217;.</figcaption></figure>
<p>Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche <em>Muehlenbeckia austonii</em>, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e <em>Libertia peregrinans</em>, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo.</p>
<p>Arbusti come <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Rubus niveus</em>, <em>Rubus thibetanus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (<em>Mahonia japonica</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (<em>Chimonanthus praecox</em>, <em>Chimonanthus praecox</em> &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, <em>Viburnum tinus</em>).</p>
<figure id="attachment_326" aria-describedby="caption-attachment-326" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-326" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg" alt="" width="813" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption id="caption-attachment-326" class="wp-caption-text">Figura 8 L&#8217;orientamento del giardino sull&#8217;asse est-ovest e la luce quasi orizzontale dell&#8217;inverno, enfatizzata dalla piantagione, creano scorci incredibili. Il bianco del <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217;, il rosso del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217;, il giallo del <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; e l&#8217;arancione (dato dalla composizione giallo e rosso) del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; sul fondo, creano delle macchie di colore difficili da ricreare in altre stagioni e incredibilmente durature.</figcaption></figure>
<p>In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (<em>Betula albosinensis var. septentrionalis</em>, <em>Prunus serrula</em>, <em>Acer capillipes</em>). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale.</p>
<figure id="attachment_330" aria-describedby="caption-attachment-330" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg" alt="" width="820" height="462" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-330" class="wp-caption-text">Figura 9 Vista del sentiero laterale (ricoperto di corteccia e cippato): <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8216;Charles Lamont&#8217;, <em>Prunus serrula</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Charity&#8217;, <em>Eranthis hymelis</em>, <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Galanthus nivalis</em>.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_340" aria-describedby="caption-attachment-340" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-340" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg" alt="" width="308" height="546" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-768x1365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-340" class="wp-caption-text">Figura 10 <em>Fritillaria raddeana</em></figcaption></figure>
<figure id="attachment_334" aria-describedby="caption-attachment-334" style="width: 812px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-334" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg" alt="" width="812" height="457" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /><figcaption id="caption-attachment-334" class="wp-caption-text">Figura 11 La silhouette elegante dell&#8217;<em>Acer griseum</em> che contrasta con lo sfondo aranciato del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;. Quasi a richiamare la verticalità di quest&#8217;albero, c&#8217;è sull&#8217;altro lato il <em>Taxus baccata</em> &#8216;Fastigiata&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_335" aria-describedby="caption-attachment-335" style="width: 814px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg" alt="" width="814" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption id="caption-attachment-335" class="wp-caption-text">Figura 11 Sotto i rami del <em>Salix irrorata</em> (bianchi e bluastri, ricoperti da una cera che tende a sciogliersi al sole) si possono trovare <em>Galanthus</em> &#8216;Magnet&#8217;, <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217; ed <em>Acorus gramineus</em> &#8216;Ogon&#8217;.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_338" aria-describedby="caption-attachment-338" style="width: 816px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg" alt="" width="816" height="460" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption id="caption-attachment-338" class="wp-caption-text">Figura 12 Winter garden sotto la neve. Il bianco rende ancora più vivi i colori dei rami del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217; e del fogliame della <em>Libertia peregrinans</em> (in basso a sinistra).</figcaption></figure>
<figure id="attachment_339" aria-describedby="caption-attachment-339" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg" alt="" width="810" height="456" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption id="caption-attachment-339" class="wp-caption-text">Figura 13 Vista del giardino dal di fuori, vicino l&#8217;ingresso est. <em>Acer griseum</em> in primo piano con <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;, <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217;, <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; e <em>Juniperus sp</em>.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_341" aria-describedby="caption-attachment-341" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-341" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg" alt="" width="641" height="419" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-341" class="wp-caption-text">Figura 14 <em>Helleborus niger</em> e <em>Carex brunnea</em> &#8216;Janneke&#8217;. Un&#8217;accostamento davvero ben riuscito.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_342" aria-describedby="caption-attachment-342" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg" alt="" width="641" height="361" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-342" class="wp-caption-text">Figura 15 <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217; ed <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;. Nonostante siano completamente diverse in tessitura, il portamento delle due richiama l&#8217;un l&#8217;altra, entrambe con una forma piuttosto arrotondata.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_343" aria-describedby="caption-attachment-343" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-343" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg" alt="" width="638" height="360" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption id="caption-attachment-343" class="wp-caption-text">Figura 16 <em>Eranthis x tubergenii</em> &#8216;Guinea Gold&#8217;. A differenza di <em>Eranthis hyemalis</em> (per l&#8217;altro bulbosa spontanea in Italia), questa cultivar fiorisce in questo periodo, quando <em>Eranthis hyemalis</em> ha già le foglie. Una simile scelta poteva essere operata solamente con la conoscenza enciclopedica di Peter Kerley.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg" alt="" width="635" height="358" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Figura 17 <em>Erica x darleyensis</em> &#8216;Arthur Johnson&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_345" aria-describedby="caption-attachment-345" style="width: 636px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg" alt="" width="636" height="267" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption id="caption-attachment-345" class="wp-caption-text">Figura 18 <em>Helleborus</em> &#8216;Yellow Lady&#8217; con <em>Libertia ixioides</em> &#8216;Goldfinger&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;</figcaption></figure>
<figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg" alt="" width="642" height="306" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Figura 19 <em>Helleborus</em> &#8216;White Lady Spotted&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, che assume con il sole e le temperature basse questa bellissima colorazione rossa.</figcaption></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&amp;linkname=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fil-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge%2F&#038;title=Il%20%E2%80%9Cwinter%20garden%E2%80%9D%20del%20Giardino%20Botanico%20dell%E2%80%99Universit%C3%A0%20di%20Cambridge" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/" data-a2a-title="Il “winter garden” del Giardino Botanico dell’Università di Cambridge"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://giardinicoli.org/il-winter-garden-del-giardino-botanico-delluniversita-di-cambridge/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">295</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un roseto: un museo a cielo aperto</title>
		<link>https://giardinicoli.org/un-roseto-un-museo-a-cielo-aperto/</link>
					<comments>https://giardinicoli.org/un-roseto-un-museo-a-cielo-aperto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 09:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giardinicoli.com/?p=268</guid>

					<description><![CDATA[&#160; Tutti noi appassionati delle rose conosciamo, almeno per nome e per fama, il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi. Ma c&#8217;è chi lo conosce meglio di altri. Questa persona è Bruna Tadolini, donna di scienza di fama internazionale che, dopo diverse esperienze da ricercatrice negli Stati Uniti e in Italia, ha insegnato Biochimica e Biologia molecolare presso le università di Bologna e Sassari, ed ha pubblicato oltre 70 articoli su riviste internazionali e numerosi libri, l&#8217;ultimo dei quali si intitola &#8220;L&#8217;Evoluzione al femminile. Il contributo delle femmine all&#8217;evoluzione dell&#8217;Homo sapiens&#8221;. In realtà Bruna Tadolini non è solo questo. Lei è grande appassionata e conoscitrice anche delle rose, è colei che ha dissipato dubbi e sciolto dilemmi sull&#8217;identificazione della Variegata di Bologna, che ha permesso la rinascita dell&#8217;interesse per le rose italiane, che rischiavano di cadere nell&#8217;oblio soppiantate da altre varietà più di moda. Di lei ha già parlato Giulio Baistrocchi nel suo blog Meconopsis &#8211; Todo en la Vida se puede. Ma trattandosi di persona così interessante e colta, non potevamo esimerci dal parlare di lei, cercando tuttavia di farlo da un diverso profilo e puntado il focus sul Roseto Botanico Gianfranco e Carla Finerschi, del quale ci fornisce questo piacevole affresco. Nel mondo esistono molti giardini in cui sono concentrate la bellezza e la storia delle rose. In essi le rose non sono solo soggetti, ma anche oggetti usati per produrre un ambiente desiderabile. Sono giardini fatti per piacere a chi li possiede e a chi li visita poichè son luoghi del cuore che toccano le corde dell&#8217;emozione e dell&#8217;emulazione. Poi c&#8217;è l&#8217;unicità: il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Finesch, dove si possono ammirare circa 6.500 delle 44.000 &#8220;varietà&#8221; di rose ad oggi descritte, e ciò lo rende il più grande roseto privato nel mondo. Si trova in Italia, a Cavriglia in provincia di Arezzo, ed è visitabile dalla prima domenica di maggio all&#8217;ultima di giugno. E&#8217; unico non per il numero delle rose, che lo rendono secondo nel mondo dopo il solo roseto pubblico di Sangerhausen in Germania, ma perchè non è un giardino del cuore. &#160; Essendo unico è difficile descriverne la natura e la funzione: lo si può fare paragonando le rose ai capolavori dei grandi maestri del colore. Originariamente i loro dipinti erano oggetti che &#8220;vestivano&#8221; o le pareti di grandi palazzi per dare piacere ad alcuni, o quelle di grandi e piccole chiese per indottrinare molti. Oggi centinaia di migliaia di visitatori vanno nelle mostre e nei musei non per ammirare l&#8217;ambiente ricreato dai quadri o il messaggio che essi contenevano, ma i quadri stessi. Ecco, il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi è il luogo in cui si va ad ammirare questi capolavori viventi del colore, poichè è un proprio museo, anche se a cielo aperto. Camminando fra le sue aiuole è come ripercorrere la storia di un&#8217;arte figurativa vivente: le rose botaniche sono come i graffiti preistorici, le rose damascene gli affreschi bizantini, le rose doppie portate dall&#8217;India e dalla Cina dai mercanti i quadri del &#8216;600 e del &#8216;700, l&#8217;enorme varietà delle rose ottenute dagli ibridatori europei i quadri dei movimenti pittorici della seconda metà dell&#8221;800&#8230; &#160; Merita una visita il più colorato e profumato museo del mondo! E per chi volesse intanto conoscerlo virtualmente, in attesa di una visita di persona, vi mando questo link: http://www.rosetofineschi.it Foto di Bruna Tadolini Foto nr. 6: Principessa delle Rose]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-279" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/02/036.jpg" alt="" width="2272" height="1704" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/036.jpg 2272w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/036-300x225.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/036-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 2272px) 100vw, 2272px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti noi appassionati delle rose conosciamo, almeno per nome e per fama, il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi lo conosce meglio di altri. Questa persona è Bruna Tadolini, donna di scienza di fama internazionale che, dopo diverse esperienze da ricercatrice negli Stati Uniti e in Italia, ha insegnato Biochimica e Biologia molecolare presso le università di Bologna e Sassari, ed ha pubblicato oltre 70 articoli su riviste internazionali e numerosi libri, l&#8217;ultimo dei quali si intitola &#8220;L&#8217;Evoluzione al femminile. Il contributo delle femmine all&#8217;evoluzione dell&#8217;Homo sapiens&#8221;.</p>
<p>In realtà Bruna Tadolini non è solo questo. Lei è grande appassionata e conoscitrice anche delle rose, è colei che ha dissipato dubbi e sciolto dilemmi sull&#8217;identificazione della Variegata di Bologna, che ha permesso la rinascita dell&#8217;interesse per le rose italiane, che rischiavano di cadere nell&#8217;oblio soppiantate da altre varietà più di moda.</p>
<p>Di lei ha già parlato Giulio Baistrocchi nel suo blog Meconopsis &#8211; Todo en la Vida se puede. Ma trattandosi di persona così interessante e colta, non potevamo esimerci dal parlare di lei, cercando tuttavia di farlo da un diverso profilo e puntado il focus sul Roseto Botanico Gianfranco e Carla Finerschi, del quale ci fornisce questo piacevole affresco.</p>
<p><em>Nel mondo esistono molti giardini in cui sono concentrate la bellezza e la storia delle rose.</em></p>
<p><em>In essi le rose non sono solo soggetti, ma anche oggetti usati per produrre un ambiente desiderabile. Sono giardini fatti per piacere a chi li possiede e a chi li visita poichè son luoghi del cuore che toccano le corde dell&#8217;emozione e dell&#8217;emulazione.</em></p>
<p><em>Poi c&#8217;è l&#8217;unicità: il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Finesch, dove si possono ammirare circa 6.500 delle 44.000 &#8220;varietà&#8221; di rose ad oggi descritte, e ciò lo rende il più grande roseto privato nel mondo.</em></p>
<p><em>Si trova in Italia, a Cavriglia in provincia di Arezzo, ed è visitabile dalla prima domenica di maggio all&#8217;ultima di giugno. </em></p>
<p><em>E&#8217; unico non per il numero delle rose, che lo rendono secondo nel mondo dopo il solo roseto pubblico di Sangerhausen in Germania, ma perchè non è un giardino del cuore.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-278" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/02/031.jpg" alt="" width="2272" height="1704" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/031.jpg 2272w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/031-300x225.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/031-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 2272px) 100vw, 2272px" /></p>
<p><em>Essendo unico è difficile descriverne la natura e la funzione: lo si può fare paragonando le rose ai capolavori dei grandi maestri del colore.</em></p>
<p><em>Originariamente i loro dipinti erano oggetti che &#8220;vestivano&#8221; o le pareti di grandi palazzi per dare piacere ad alcuni, o quelle di grandi e piccole chiese per indottrinare molti.</em></p>
<p><em>Oggi centinaia di migliaia di visitatori vanno nelle mostre e nei musei non per ammirare l&#8217;ambiente ricreato dai quadri o il messaggio che essi contenevano, ma i quadri stessi. </em></p>
<p><em>Ecco, il Roseto Botanico Gianfranco e Carla Fineschi è il luogo in cui si va ad ammirare questi capolavori viventi del colore, poichè è un proprio museo, anche se a cielo aperto.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-277" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/02/020.jpg" alt="" width="1704" height="2272" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/020.jpg 1704w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/020-225x300.jpg 225w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/020-768x1024.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1704px) 100vw, 1704px" /></p>
<p><em>Camminando fra le sue aiuole è come ripercorrere la storia di un&#8217;arte figurativa vivente: le rose botaniche sono come i graffiti preistorici, le rose damascene gli affreschi bizantini, le rose doppie portate dall&#8217;India e dalla Cina dai mercanti i quadri del &#8216;600 e del &#8216;700, l&#8217;enorme varietà delle rose ottenute dagli ibridatori europei i quadri dei movimenti pittorici della seconda metà dell&#8221;800&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-282" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/02/Principessa-delle-rose.jpg" alt="" width="3456" height="2592" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/Principessa-delle-rose.jpg 3456w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/Principessa-delle-rose-300x225.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/02/Principessa-delle-rose-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></p>
<p><em>Merita una visita il più colorato e profumato museo del mondo!</em></p>
<p>E per chi volesse intanto conoscerlo virtualmente, in attesa di una visita di persona, vi mando questo link: http://www.rosetofineschi.it</p>
<h6>Foto di Bruna Tadolini</h6>
<h6>Foto nr. 6: Principessa delle Rose</h6>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fun-roseto-un-museo-a-cielo-aperto%2F&amp;linkname=Un%20roseto%3A%20un%20museo%20a%20cielo%20aperto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fun-roseto-un-museo-a-cielo-aperto%2F&amp;linkname=Un%20roseto%3A%20un%20museo%20a%20cielo%20aperto" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fun-roseto-un-museo-a-cielo-aperto%2F&amp;linkname=Un%20roseto%3A%20un%20museo%20a%20cielo%20aperto" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fun-roseto-un-museo-a-cielo-aperto%2F&#038;title=Un%20roseto%3A%20un%20museo%20a%20cielo%20aperto" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/un-roseto-un-museo-a-cielo-aperto/" data-a2a-title="Un roseto: un museo a cielo aperto"></a></p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://giardinicoli.org/un-roseto-un-museo-a-cielo-aperto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">268</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
