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	<title>Uncategorized &#8211; Giardinicoli</title>
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	<title>Uncategorized &#8211; Giardinicoli</title>
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		<title>Nuovi inizi&#8230; o forse ripartenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
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		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono stata assente da questo blog per varie ragioni e confesso di essere stata più volte tentata di chiuderlo nel corso di tutto l&#8217;anno 2023. Le ragioni sono molteplici: da un lato il poco tempo a disposizione che mi impediva anche solo di sedermi a contollare, selezionare e catalogare le fotografie che scatto in giardino, senza  poi parlare del tempo necessario a scrivere qualcosa di sensato. Dall&#8217;altro, ed è forse la considerazione più triste, mi pare che più nessuno abbia voglia di parlare di giardini se non per mostrare l&#8217;ultimo acquisto. Mi spiego meglio: da tempo ho la netta sensazione che il giardinaggio sia una moda fatta di acquisti compulsivi di piante senza alcuno studio, discussione, confronto o valutazione preventiva. L&#8217;acquisto inconsulto, impulsivo e fine a se stesso per riempire un buco tra due piante. Vorrei tanto sentirmi dire che questa è solo una sensazione nata dal mio pessimismo (quasi cosmico direi, visto che sono nata il 30 giugno, il giorno dopo quello del pessimista per eccellenza e questo vorrà pur dire qualcosa, no?), ma temo che molti la pensino come me. Quando ho iniziato a pensare seriamente di coltivare piante, incontrai nel web due forum di giardinaggio. Uno di questi è stata la mia casa giardinicola virtuale per anni, La Compagnia del Giardinaggio. Per anni lì ho letto discussioni e confronti ed ho imparato tanto. Avrei certamente imparato di più se avessi letto ogni sezione ma, si sa, il tempo sempre poco, il lavoro in casa e fuori portano inevitabilmente a selezionare. E così il mio tempo era pressochè esclusivamente dedicato alla sezione rose con qualche capatina per reperire informazioni sulle piante da ombra, ma nulla più. Il tutto fatto in religioso silenzio: troppa la paura di scrivere stupidaggini, di fare domande superflue, di dare l&#8217;impressione di non sapere di cosa stessi scrivendo. Su quella piattaforma avrebbero letto tutti. Con il tempo e vicissitudini varie il forum ha chiuso e, nel tentativo estremo di salvare la memoria di ciò che esso era stato, divenendo un gruppo fb. Non è più stata la stessa cosa perchè quella piattaforma non è adatta a strutturare gruppi che cercano di dare continuità e sistemazione organica alle discussioni: è fatto purtroppo per la dispersione, per il mordi e fuggi, per il guarda e non pensare, non parlare. Al più straparlare. Poi, e questo è ciò che più mi rattrista, non ho più riscontrato in nessun gruppo social che ho incontrato la stessa voglia di approfondire, di leggere, di confrontarsi. Raramente, se non con gli amici conosciuti su quel meraviglioso forum ed al di fuori dei social ho potuto respirare di nuovo quello spirito quasi avventuroso ma non ho più respirato quell&#8217;aria dei forum. Eh sì, proprio avventuroso visto che quella fu una delle prime, se non la prima, narrazione dell&#8217;esperienza italiana che faceva i conti con il giardinaggio alle nostre latitudini, così diverse da quelle inglesi di cui sono pieni i libri ma con cui spesso, siamo sinceri, non facciamo granchè. E così, cambiati così profondamente i tempi e, forse le persone, passa la voglia di raccontare. A me almeno è passata. Poi però, forse l&#8217;arrivo dell&#8217;anno nuovo, forse il desiderio di non buttare questi anni di blog nel dimenticatoio del web (in fin dei conti questa pagina l&#8217;ho strutturata da sola, solo in un secondo tempo ho chiesto aiuto ad una bravissima programmatrice per risolvere problemi di configurazione più grandi di me), o forse il ricordo di una piacevole discussione avuta nella mia pagina fb sulla collocazione delle ortensie mi ha fatto tornare su questo lido e pensare che forse non è il momento di chiudere. Se posso essere di aiuto a qualcuno che passa di qui e coltiva in condizioni climatiche simili alle mie, o semplicemente vuole capire come coltivo una delle mie piante, o ancor più semplicemente posso fargli trascorrere 5 minuti senza pensieri, allora forse tenere in vita questo blog non è tempo perso. Bene dopo lo sproloquio di inizio anno forse è il caso di riprendere la narrazione ed iniziare l&#8217;anno nuovo con qualche scatto rubato al giardino in questi primi giorni dell&#8217;anno, che mi piacerebbe diventasse spunto per post futuri. L&#8217;inverno, si sa, non è stagione di fiori, ma se si sa cercare, esistono anche a queste latitudini padane possibilità di inserire arbusti che fioriscono proprio in questa stagione, divenendo importanti punti di interesse nonchè, ed è forse più importante, fonte di nutrimento per piccoli impollinatori. Il chimonanthus praecox, da tutti meglio conosciuto come calicanthus, fiorisce proprio in questa stagion. Nel mio giardino inizia sempre a fiorire nei giorni intorno al Natale e, anche quest&#8217;anno, nonostante il clima non ancora freddo che ha rallentato l&#8217;apertura dei bocci, il giorno di Natale ho potuto annusare queste piccole corolle gialle. Il calicanto ha un profumo unico, inconfondibile, che avvolge il giardino e sembra voler invitare chi vi passeggia a raggiungerlo per ammirarlo ed annusarlo da vicino. (p.s.: mi piace tantissimo la foto postata per via delle goccioline di rugiada che imperlano i petali del chimonanthus 😊). Vero che in inverno c&#8217;è poco, ma poi non così poco. &#160; Aspettando gli ellebori che fioriranno a breve (li ho tutti a fioritura tardiva!!!!!!! devo rimediare) in un angolino quasi nascosto del giardino fiorisce anche la Lonicera Standishii Budapest. Foglie lunghe, lanceolate e delicato profumo, meno intenso di quello del calicanto, ma con fiori di notevole grazia ed eleganza. Fiorisce ora che è quasi spoglia, poi diventerà un arbusto anonimo, con foglie verde scuro lanceolate. Guardandosi intorno poi si  puà notare che anche in questa stagione le rose sono graziose, seppur spelacchiate e quasi senza foglie, con i rami arcuati, contorti e spinosi. Se non vengono rimondate dallo sfiorito e vengono lasciate libere di esprimersi, ecco che rivelano la loro bellezza invernale: moltissime rose antiche, ma anche parecchie cultivar moderne, se non pulite dallo sfiorito si ricoprono di bacche che in autunno maturano assumendo varie forme a seconda della specie. E non dimentichiamo che sono importante fonte di alimentazione per i piccoli volatili che anche in inverno popolano il giardino. Nelle immagini sotto da sinistra i cinorrodi di una rosa nata da seme, una banalissima rosa canina, semplice ma di grande effetto sia in fiore che coperta di bacche che, tra l&#8217;altro, durano parecchio sulla pianta, al centro cinorrodi della gallica James Mason (molto grandi, anche se dalla foto non si percepisce) e, a destra, bacche di rosa palustris &#160;                                                &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Altre piante ben possono farci compagnia in questa stagione ma, vista la mia prolissità, 😀 meglio dedicare loro un altro post. Nel frattempo, buon giardinaggio &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata assente da questo blog per varie ragioni e confesso di essere stata più volte tentata di chiuderlo nel corso di tutto l&#8217;anno 2023.</p>
<p>Le ragioni sono molteplici: da un lato il poco tempo a disposizione che mi impediva anche solo di sedermi a contollare, selezionare e catalogare le fotografie che scatto in giardino, senza  poi parlare del tempo necessario a scrivere qualcosa di sensato. Dall&#8217;altro, ed è forse la considerazione più triste, mi pare che più nessuno abbia voglia di parlare di giardini se non per mostrare l&#8217;ultimo acquisto. Mi spiego meglio: da tempo ho la netta sensazione che il giardinaggio sia una moda fatta di acquisti compulsivi di piante senza alcuno studio, discussione, confronto o valutazione preventiva. L&#8217;acquisto inconsulto, impulsivo e fine a se stesso per riempire un buco tra due piante.</p>
<p>Vorrei tanto sentirmi dire che questa è solo una sensazione nata dal mio pessimismo (quasi cosmico direi, visto che sono nata il 30 giugno, il giorno dopo quello del pessimista per eccellenza e questo vorrà pur dire qualcosa, no?), ma temo che molti la pensino come me.</p>
<p>Quando ho iniziato a pensare seriamente di coltivare piante, incontrai nel web due forum di giardinaggio. Uno di questi è stata la mia casa giardinicola virtuale per anni, La Compagnia del Giardinaggio. Per anni lì ho letto discussioni e confronti ed ho imparato tanto. Avrei certamente imparato di più se avessi letto ogni sezione ma, si sa, il tempo sempre poco, il lavoro in casa e fuori portano inevitabilmente a selezionare. E così il mio tempo era pressochè esclusivamente dedicato alla sezione rose con qualche capatina per reperire informazioni sulle piante da ombra, ma nulla più. Il tutto fatto in religioso silenzio: troppa la paura di scrivere stupidaggini, di fare domande superflue, di dare l&#8217;impressione di non sapere di cosa stessi scrivendo. Su quella piattaforma avrebbero letto tutti.</p>
<p>Con il tempo e vicissitudini varie il forum ha chiuso e, nel tentativo estremo di salvare la memoria di ciò che esso era stato, divenendo un gruppo fb. Non è più stata la stessa cosa perchè quella piattaforma non è adatta a strutturare gruppi che cercano di dare continuità e sistemazione organica alle discussioni: è fatto purtroppo per la dispersione, per il mordi e fuggi, per il guarda e non pensare, non parlare. Al più straparlare.</p>
<p>Poi, e questo è ciò che più mi rattrista, non ho più riscontrato in nessun gruppo social che ho incontrato la stessa voglia di approfondire, di leggere, di confrontarsi. Raramente, se non con gli amici conosciuti su quel meraviglioso forum ed al di fuori dei social ho potuto respirare di nuovo quello spirito quasi avventuroso ma non ho più respirato quell&#8217;aria dei forum.</p>
<p>Eh sì, proprio avventuroso visto che quella fu una delle prime, se non la prima, narrazione dell&#8217;esperienza italiana che faceva i conti con il giardinaggio alle nostre latitudini, così diverse da quelle inglesi di cui sono pieni i libri ma con cui spesso, siamo sinceri, non facciamo granchè.</p>
<p>E così, cambiati così profondamente i tempi e, forse le persone, passa la voglia di raccontare.</p>
<p>A me almeno è passata.</p>
<p>Poi però, forse l&#8217;arrivo dell&#8217;anno nuovo, forse il desiderio di non buttare questi anni di blog nel dimenticatoio del web (in fin dei conti questa pagina l&#8217;ho strutturata da sola, solo in un secondo tempo ho chiesto aiuto ad una bravissima programmatrice per risolvere problemi di configurazione più grandi di me), o forse il ricordo di una piacevole discussione avuta nella mia pagina fb sulla collocazione delle ortensie mi ha fatto tornare su questo lido e pensare che forse non è il momento di chiudere. Se posso essere di aiuto a qualcuno che passa di qui e coltiva in condizioni climatiche simili alle mie, o semplicemente vuole capire come coltivo una delle mie piante, o ancor più semplicemente posso fargli trascorrere 5 minuti senza pensieri, allora forse tenere in vita questo blog non è tempo perso.</p>
<p>Bene dopo lo sproloquio di inizio anno forse è il caso di riprendere la narrazione ed iniziare l&#8217;anno nuovo con qualche scatto rubato al giardino in questi primi giorni dell&#8217;anno, che mi piacerebbe diventasse spunto per post futuri.</p>
<p>L&#8217;inverno, si sa, non è stagione di fiori, ma se si sa cercare, esistono anche a queste latitudini padane possibilità di inserire arbusti che fioriscono proprio in questa stagione, divenendo importanti punti di interesse nonchè, ed è forse più importante, fonte di nutrimento per piccoli impollinatori.</p>
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<p>Il chimonanthus praecox, da tutti meglio conosciuto come calicanthus, fiorisce proprio in questa stagion. Nel mio giardino inizia sempre a fiorire nei giorni intorno al Natale e, anche quest&#8217;anno, nonostante il clima non ancora freddo che ha rallentato l&#8217;apertura dei bocci, il giorno di Natale ho potuto annusare queste piccole corolle gialle. Il calicanto ha un profumo unico, inconfondibile, che avvolge il giardino e sembra voler invitare chi vi passeggia a raggiungerlo per ammirarlo ed annusarlo da vicino.</p>
<p>(p.s.: mi piace tantissimo la foto postata per via delle goccioline di rugiada che imperlano i petali del chimonanthus <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />).</p>
<p>Vero che in inverno c&#8217;è poco, ma poi non così poco.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Aspettando gli ellebori che fioriranno a breve (li ho tutti a fioritura tardiva!!!!!!! devo rimediare) in un angolino quasi nascosto del giardino fiorisce anche la Lonicera Standishii Budapest. Foglie lunghe, lanceolate e delicato profumo, meno intenso di quello del calicanto, ma con fiori di notevole grazia ed eleganza. Fiorisce ora che è quasi spoglia, poi diventerà un arbusto anonimo, con foglie verde scuro lanceolate.</p>
<p>Guardandosi intorno poi si  puà notare che anche in questa stagione le rose sono graziose, seppur spelacchiate e quasi senza foglie, con i rami arcuati, contorti e spinosi.</p>
<p>Se non vengono rimondate dallo sfiorito e vengono lasciate libere di esprimersi, ecco che rivelano la loro bellezza invernale: moltissime rose antiche, ma anche parecchie cultivar moderne, se non pulite dallo sfiorito si ricoprono di bacche che in autunno maturano assumendo varie forme a seconda della specie.</p>
<p>E non dimentichiamo che sono importante fonte di alimentazione per i piccoli volatili che anche in inverno popolano il giardino.</p>
<p>Nelle immagini sotto da sinistra i cinorrodi di una rosa nata da seme, una banalissima rosa canina, semplice ma di grande effetto sia in fiore che coperta di bacche che, tra l&#8217;altro, durano parecchio sulla pianta, al centro cinorrodi della gallica James Mason (molto grandi, anche se dalla foto non si percepisce) e, a destra, bacche di rosa palustris</p>
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<p><img decoding="async" class=" wp-image-1402 alignleft" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-200x300.jpg" alt="" width="242" height="363" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7754.jpg 800w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />                                                <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1412 alignright" src="https://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-200x300.jpg" alt="" width="242" height="363" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-200x300.jpg 200w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569-768x1152.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2024/01/IMG_7569.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px" /></p>
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<p>Altre piante ben possono farci compagnia in questa stagione ma, vista la mia prolissità, <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> meglio dedicare loro un altro post.</p>
<p>Nel frattempo, buon giardinaggio</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fnuovi-inizi-o-forse-ripartenze%2F&amp;linkname=Nuovi%20inizi%E2%80%A6%20o%20forse%20ripartenze" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fnuovi-inizi-o-forse-ripartenze%2F&amp;linkname=Nuovi%20inizi%E2%80%A6%20o%20forse%20ripartenze" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fnuovi-inizi-o-forse-ripartenze%2F&amp;linkname=Nuovi%20inizi%E2%80%A6%20o%20forse%20ripartenze" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fgiardinicoli.org%2Fnuovi-inizi-o-forse-ripartenze%2F&#038;title=Nuovi%20inizi%E2%80%A6%20o%20forse%20ripartenze" data-a2a-url="https://giardinicoli.org/nuovi-inizi-o-forse-ripartenze/" data-a2a-title="Nuovi inizi… o forse ripartenze"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La pigrizia è una gran virtù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mara Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 21:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Se penso alla mia vita, tutti gli avvenimenti più belli sono accaduti quasi per caso. E anche quest&#8217;ultimo del quale vi racconto oggi non fa eccezione. Per puro caso, infatti, una sera lessi un commento lasciato da Laura Caratti sulla sua pagina fb relativo alla correzione di bozze e, alla sua domanda &#8220;cosa ne pensate?&#8221; io, intuendo che si trattava di un suo nuovo libro, commentai senza esitazione &#8220;appena potrò lo prenoterò in libreria&#8221;. Iniziò tra di noi una breve corrispondenza e da lì, quasi per caso, arrivò anche l&#8217;invito a partecipare alla sua ultima fatica letteraria, Il Giardino Pigro. Tanti i dubbi e le incertezze. Tanta la paura di non essere all&#8217;altezza. Tanta la paura di una bocciatura di ciò che avrei scritto, tanta la paura di critiche negative. Ma ho imparato che, a me, le cose più belle arrivano quasi per caso. E così, afferrando il toro per le corna, superando la paura della critica feroce, accettai. E di questo libro vorrei raccontarvi. Brevemente però, altrimenti vi tolgo la voglia di leggerlo&#8230;. Lo so, state pensando: eccola che scrive un post (il termine articolo lo lascio a quelli bravi) raccontando di un libro che ospita due paginette scritte da lei. E che potremo mai aspettarci? Di certo farà come l&#8217;oste che dice che il suo vino è buono, ha solo da guardagnarci, mica può dire che è brutto. Invece no. Non ci guadagno nulla. Proprio nulla. Non ho alcun ritorno economico. Ma il libro merita, è scritto davvero bene. Premesso che il titolo è &#8220;Il Giardino Pigro&#8221; e non il giardiniere pigro, visto che noi tutto siamo tranne che persone pigre, posso assicurarvi che il libro merita di essere letto non perchè scritto da me, anzi, ma perchè è stato scritto da persone appassionate ed innamorate del loro angolo verde. Quasi tutti gli autori non sono giardinieri professionisti ma lo fanno esclusivamente per passione, e sono riusciti a ricavare oasi di pace e poesia a suon di sforzi, letture, tentativi. Ho letto varie recensioni su di lui e credo che poche lo descrivano per come è. Ho letto che non è un manuale di giardinaggio. Beh, questa affermazione non è poi così vera. Non è un manuale di giardinaggio nel senso canonico del termine. Ma per fortuna! Io mi sono trovata spesse volte a cercare di capire come fare una bordura, piuttosto che come impostare il susseguirsii di fioriture. Lo confesso, sarà un mio limite, ma nei manuali che nel corso degli anni ho letto non ho mai trovato spiegazioni chiare su come fare. Spesso mi sono confrontata con testi che altro non erano se non traduzioni dall&#8217;inglese di esperienze fatte oltremanica, oppure descrivevano giardini in cui si accostavano piante con esigenze molto diverse tra di loro, perchè relativi a giardini affatto da quelli italiani. Ma noi siamo in Italia, e c&#8217;è una bella differenza nel clima, nel terreno, e nel modo con cui ogni pianta reagisce e cresce. Ecco allora che questo libro si rivela un manuale per noi giardinicoli che cerchiamo di ottenere il meglio dal nostro spazio esterno, testate da chi ha le nostre stesse esigenze e si trova a dover combattere con lo stesso clima, magari caldo e afoso in estate, come, ad esempio, in pianura Padana&#8230; Eh, già, perchè uno dei pregi di questo libro è che di ogni giardino (o terrazzo) vengono indicati il luogo in cui si trova, l&#8217;estensione, il tipo di terreno e l&#8217;esposizione. Non è un dato di poco conto. Con qualche aggiustamento certamente potremo trovare ispirazione dai giardini a noi vicini. E offre trucchi ed astuzie che tutti noi potremmo imparare per lavorare forse un po&#8217; meno, o quantomeno in modo più efficace. Ma, come diceva Carlo Contesso con cui ho avuto l&#8217;onore di fare una presentazione, il bello di questo libro è che ci sprona a provare e sperimentare, sempre, in giardino perchè nulla è dato per scontato, come ad esempio il trasloco di alcune ortensie, di cui ho raccontato alla presentazione, fatto da me in piena estate. E di cui, magari, vi racconterò un&#8217;altra volta&#8230; Ah, dimenticavo&#8230; se siete curiosi e volete leggere ciò che ho scritto, mi trovate a pagina 206. Che dire&#8230; buona lettura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2019/05/51919785_2449997285237824_3554205902682718208_n.jpg" alt="" class="wp-image-462" width="158" height="158" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/05/51919785_2449997285237824_3554205902682718208_n.jpg 160w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2019/05/51919785_2449997285237824_3554205902682718208_n-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 158px) 100vw, 158px" /></figure></div>



<p>Se penso alla mia vita, tutti gli avvenimenti più belli sono accaduti quasi per caso. E anche quest&#8217;ultimo del quale vi racconto oggi non fa eccezione. Per puro caso, infatti, una sera lessi un commento lasciato da Laura Caratti sulla sua pagina fb relativo alla correzione di bozze e, alla sua domanda &#8220;cosa ne pensate?&#8221; io, intuendo che si trattava di un suo nuovo libro, commentai senza esitazione &#8220;appena potrò lo prenoterò in libreria&#8221;.</p>



<p>Iniziò tra di noi una breve corrispondenza e da lì, quasi per caso, arrivò anche l&#8217;invito a partecipare alla sua ultima fatica letteraria, Il Giardino Pigro. Tanti i dubbi e le incertezze. Tanta la paura di non essere all&#8217;altezza. Tanta la paura di una bocciatura di ciò che avrei scritto, tanta la paura di critiche negative. Ma ho imparato che, a me, le cose più belle arrivano quasi per caso. E così, afferrando il toro per le corna, superando la paura della critica feroce, accettai. E di questo libro vorrei raccontarvi. Brevemente però, altrimenti vi tolgo la voglia di leggerlo&#8230;. </p>



<p>Lo so, state pensando: eccola che scrive un post (il termine articolo lo lascio a quelli bravi) raccontando di un libro che ospita due paginette scritte da lei. E che potremo mai aspettarci? Di certo farà come l&#8217;oste che dice che il suo vino è buono, ha solo da guardagnarci, mica può dire che è brutto.</p>



<p>Invece no. Non ci guadagno nulla. Proprio nulla. Non ho alcun ritorno economico. Ma il libro merita, è scritto davvero bene.</p>



<p>Premesso che il titolo è &#8220;Il Giardino Pigro&#8221; e non il giardiniere pigro, visto che noi tutto siamo tranne che persone pigre, posso assicurarvi che il libro merita di essere letto non perchè scritto da me, anzi, ma perchè è stato scritto da persone appassionate ed innamorate del loro angolo verde. Quasi tutti gli autori non sono giardinieri professionisti ma lo fanno esclusivamente per passione, e sono riusciti a ricavare oasi di pace e poesia a suon di sforzi, letture, tentativi.</p>



<p>Ho letto varie recensioni su di lui e credo che poche lo descrivano per come è. Ho letto che non è un manuale di giardinaggio. Beh, questa affermazione non è poi così vera. Non è un manuale di giardinaggio nel senso canonico del termine. Ma per fortuna! Io mi sono trovata spesse volte a cercare di capire come fare una bordura, piuttosto che come impostare il susseguirsii di fioriture.</p>



<p>Lo confesso, sarà un mio limite, ma nei manuali che nel corso degli anni ho letto non ho mai trovato spiegazioni chiare su come fare. Spesso mi sono confrontata con testi che altro non erano se non traduzioni dall&#8217;inglese di esperienze fatte oltremanica, oppure descrivevano giardini in cui si accostavano piante con esigenze molto diverse tra di loro, perchè relativi a giardini affatto da quelli italiani. </p>



<p>Ma noi siamo in Italia, e c&#8217;è una bella differenza nel clima, nel terreno, e nel modo con cui ogni pianta reagisce e cresce.</p>



<p>Ecco allora che questo libro si rivela un manuale per noi giardinicoli che cerchiamo di ottenere il meglio dal nostro spazio esterno, testate da chi ha le nostre stesse esigenze e si trova a dover combattere con lo stesso clima, magari caldo e afoso in estate, come, ad esempio, in pianura Padana&#8230;</p>



<p>Eh, già, perchè uno dei pregi di questo libro è che di ogni giardino (o terrazzo) vengono indicati il luogo in cui si trova, l&#8217;estensione, il tipo di terreno e l&#8217;esposizione. Non è un dato di poco conto. Con qualche aggiustamento certamente potremo trovare ispirazione dai giardini a noi vicini.</p>



<p> E offre trucchi ed astuzie che tutti noi potremmo imparare per lavorare forse un po&#8217; meno, o quantomeno in modo più efficace.</p>



<p>Ma, come diceva Carlo Contesso con cui ho avuto l&#8217;onore di fare una presentazione, il bello di questo libro è che ci sprona a provare e sperimentare, sempre, in giardino perchè nulla è dato per scontato, come ad esempio il trasloco di alcune ortensie, di cui ho raccontato alla presentazione, fatto da me in piena estate. E di cui, magari, vi racconterò un&#8217;altra volta&#8230;</p>



<p>Ah, dimenticavo&#8230; se siete curiosi e volete leggere ciò che ho scritto, mi trovate a pagina 206.</p>



<p>Che dire&#8230; buona lettura</p>



<p></p>



<p> <br></p>
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		<title>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico dell&#8217;Università di Cambridge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Leoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 22:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bulbose]]></category>
		<category><![CDATA[In giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Perenni]]></category>
		<category><![CDATA[Roseti e giardini da visitare]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Winter garden]]></category>
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					<description><![CDATA[Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno. Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;). Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia. Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin. Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: Taxus baccata sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e Rhamnus alaternus (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; Acer griseum e crei una sorta di aura rosata intorno al Rubus phoenicolasius. Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di Daphne bholua &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del Cornus alba &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: Cornus alba &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, Cornus sericea &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di C. alba e quelli di C. sericea hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico. Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di Galanthus elwesii var. elwesii e Bergenia &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente Chamaecyparis lawsoniana &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi. Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è Ozothamnus leptophyllus &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche Muehlenbeckia austonii, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e Libertia peregrinans, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo. Arbusti come Rubus cockburnianus &#8216;Goldenvale&#8217;, Rubus niveus, Rubus thibetanus &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (Mahonia japonica, Mahonia x media &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (Chimonanthus praecox, Chimonanthus praecox &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di Viburnum x bodnantense &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, Viburnum tinus). In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (Betula albosinensis var. septentrionalis, Prunus serrula, Acer capillipes). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale. &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè parlare di &#8220;winter garden&#8221; quando la primavera è ormai alle porte? Devo dire che mentre scrivo questo articolo, a Cambridge la temperatura è crollata nuovamente, andando sotto lo zero a pochi giorni dall&#8217;inizio ufficiale della primavera, e il vento dell&#8217;est soffia con una forza incredibile, portando un persino un po&#8217; di neve! Scherzi a parte, se si desidera un &#8220;winter garden&#8221;, questo è il momento adatto perchè molte delle piante che suggerirò avranno tempo di crescere durante la primavera e l&#8217; estate e mostrare il loro interesse già dal prossimo inverno.</p>
<p>Mi scuso ancora una volta per l&#8217;uso dei termini inglesi, che non trovano alcuna traduzione nella lingua italiana. A ben dire, il nostro concetto di &#8220;giardino d&#8217;inverno&#8221;  è completamente diverso da quello che gli inglesi o gli americani intendono per &#8220;winter garden&#8221;: per noi il giardino d&#8217;inverno non è altro che un proseguimento della casa, una vera e propria stanza vetrata, adiacente al corpo principale dell&#8217;edificio dove piante meno rustiche possono essere coltivate e beneficiare della temperatura mite, senza perdere l&#8217;utilità dello spazio che rimane luogo di vita, con sedute, tavolinetto e qualche mobile (in inglese &#8220;conservatory&#8221;).</p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; è invece un giardino o, più comunemente, un&#8217; area/stanza del giardino dove alberi, arbusti, erbacee e bulbose mostrano un interesse durante l&#8217;inverno; questo può essere dovuto ai fiori, ma più facilmente ai rami, alle foglie, o all&#8217;architettura della pianta, sia essa naturale o indotta da potature, e alla corteccia di alberi. Vista la diversità del clima italiano, il concetto trova declinazioni diverse, con un uso delle piante quasi opposto, per cui sento il bisogno di dire che il &#8220;winter garden&#8221; di cui parlerò potrà offrire lo spunto soprattutto per il nord e il centro (per lo più zone montane o collinari) Italia.</p>
<p><figure id="attachment_312" aria-describedby="caption-attachment-312" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-312" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg" alt="" width="750" height="285" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-300x114.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151105-768x291.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption id="caption-attachment-312" class="wp-caption-text">Fig. 1 planimetria del winter garden, con la siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> sul lato sud (in basso) e la siepe di <em>Taxus baccata</em> sui tre lati rimanenti. Ingressi est ed ovest in basso, con sentiero principale chiaro e sentiero laterale in marrone scuro.</figcaption></figure></p>
<p>Il &#8220;winter garden&#8221; del Giardino Botanico di Cambridge è stato il primo del suo genere mai ideato nel Regno Unito (1979), nonchè, a parere dei molti visitatori, ancora uno dei più belli nonostante i successivi epigoni. Le foto purtroppo non sono delle migliori visti i mezzi limitati, ma rimane davvero un grande esempio che offre spunti molto interessanti grazie al continuo lavoro di Peter Kerley e David Austrin.</p>
<p><figure id="attachment_308" aria-describedby="caption-attachment-308" style="width: 311px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-308" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg" alt="" width="311" height="349" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-267x300.jpg 267w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038-768x862.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_153038.jpg 1635w" sizes="auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px" /><figcaption id="caption-attachment-308" class="wp-caption-text">Fig. 2 siepe di <em>Rhamnus alaternus</em> alternata da conifere dalla forma piramidale.</figcaption></figure></p>
<p>Il giardino è delimitato da siepi ad altezze diverse: <em>Taxus b</em><em>accata</em> sui tre lati est-nord-ovest, alta all&#8217;incirca tre metri, e <em>Rhamnus alaternus</em> (specie e variegato), circa un metro. La prima siepe scherma il winter garden da ciò che gli sta intorno, offrendo uno sfondo scuro all&#8217;ampia gamma di colori e protezione dai venti più severi (nel Regno Unito soprattutto da Est e Nord). Il secondo tipo di siepe invece, intervallato da conifere sempre verdi dalla forma più o meno piramidale, apre il winter garden al resto del giardino, lasciando che la luce bassa e netta dell&#8217;inverno metta in risalto la silhouette e i colori del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217;, la corteccia dell&#8217; <em>Acer griseum</em> e crei una sorta di aura rosata intorno al <em>Rubus phoenicolasius</em>.</p>
<p><figure id="attachment_309" aria-describedby="caption-attachment-309" style="width: 598px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-309" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg" alt="" width="598" height="389" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-300x195.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124903-768x499.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption id="caption-attachment-309" class="wp-caption-text">Fig. 3 Le spine del <em>Rubus phoeniculasius</em> sono talmente sottili che formano come un&#8217;aura intorno ai rami attraversati dalla luce invernale.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_315" aria-describedby="caption-attachment-315" style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-315" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg" alt="" width="604" height="340" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n-768x432.jpg 768w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/27544819_10215664718714386_1156173781008093108_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /><figcaption id="caption-attachment-315" class="wp-caption-text">Figura 4 <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217;</figcaption></figure></p>
<p>Le due siepi, che delineano il perimetro, sono separate dal sentiero principale, che con la sua linea curva offre scene differenti man mano che lo si attraversa, mentre un sentiero laterale, collegato a quello principale nei pressi dei due ingressi al giardino (vedere fig. 1). Dall&#8217;ingresso ovest, ciò che subito attrae il visitatore è il profumo intenso di <em>Daphne bholua</em> &#8216;Jacqueline Postill&#8217; (due esemplari hanno vent&#8217;anni e sono alti all&#8217;incirca 3 m) e il rosso sgargiante del <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217;, una delle cultivar classiche e più celebri tra quelli usati per il colore dei rami. Nel giardino in verità ce ne sono anche altri, alcuni aventi difficoltà con i piccoli cervi che infestano il giardino e rosicchiano i teneri germogli primaverili: <em>Cornus alba</em> &#8216;Kesselringii&#8217; dai rami quasi neri, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; con rami di un colore a metà tra il giallo e il verde mela, e <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; che ha davvero le sembianze di una fiamma, con il centro dell&#8217;arbusto tinto di un giallo caldo e la parte esterna rossa. Nella mia esperienza, gli ibridi di <em>C. alba</em> e quelli di <em>C. sericea</em> hanno un buono sviluppo e una crescita abbastanza veloce, ottimi come ossatura per un winter garden domestico.</p>
<p><figure id="attachment_318" aria-describedby="caption-attachment-318" style="width: 496px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-318" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg" alt="" width="496" height="385" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-300x233.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125309-768x596.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption id="caption-attachment-318" class="wp-caption-text">Figura 6 <em>Cornus alba</em> &#8216;Sibirica&#8217; visto dal lato sud.</figcaption></figure></p>
<p>Proseguendo, oltre al piccolo tappeto di <em>Galanthus elwesii var. elwesii</em> e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, si incontra l&#8217;imponente <em>Chamaecyparis lawsoniana</em> &#8216;Winston Churchill&#8217; (albero in figura 4), che, aldilà del fogliame un po&#8217; &#8220;tacky&#8221; e fuorimoda, è una presenza piuttosto interessante all&#8217;interno del giardino, perchè testimonia come ciò che si vede sia il risultato di una sovrapposizione di epoche e gusti differenti, con un continuo e instancabile lavoro di selezione e accostamenti, talvolta arditi ed innovativi.</p>
<p><figure id="attachment_323" aria-describedby="caption-attachment-323" style="width: 717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-323" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg" alt="" width="717" height="502" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-300x210.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124728-768x537.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption id="caption-attachment-323" class="wp-caption-text">Figura 7 Abbinamento di <em>Miscanthus sp., Festuca glauca</em> &#8216;Blue Select&#8217;, <em>Helleborus argutifolius</em> e <em>H. niger</em>, <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217;, <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Cardinal&#8217;, <em>Luzula sylvatica</em> &#8216;Aurea&#8217;, <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, <em>Muehlenbeckia austonii</em> ed <em>Hylotelephium</em> (il vecchio <em>Sedum</em>) &#8216;Herbstfreude&#8217;.</figcaption></figure></p>
<p>Infatti, passando alla sezione successiva del giardino, si può notare sia a destra che a sinistra l&#8217;uso di piante australiane e neozelandesi che difficilmente impiegate nei winter garden. Quella che più apprezzo (ho un debole per i fogliami argentati) è <em>Ozothamnus leptophyllus</em> &#8216;Ward Silver&#8217;, un&#8217;asteracea (famiglia delle margherite, settembrini, rudbeckie,ecc&#8230;); notevoli sono anche <em>Muehlenbeckia austonii</em>, forma come una nuvola dai toni rosso mogano, e <em>Libertia peregrinans</em>, con le sue foglie nastriformi (tipiche nella famiglia delle Iridaceae) di un arancione caldo.</p>
<p>Arbusti come <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Rubus niveus</em>, <em>Rubus thibetanus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; (abbastanza invasivi qui, sono da utilizzare con cautela) sono utilizzati per separare e distinguere i vari spazi e le combinazioni che si alternano su ciascun lato del sentiero, dando varietà alla passeggiata lungo il giardino; inoltre, con i loro bellissimi colori, illuminano notevolmente la composizione. Muovendosi poi ad una scala leggermente più grande, si possono trovare arbusti il cui interesse sta nel fogliame o nel portamento della pianta (<em>Mahonia japonica</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Winter Sun&#8217;) o nel dolce profumo dei fiori che non necessariamente riescono a superare il freddo dell&#8217;inverno, ma che vengono prodotti a più ondate nell&#8217;arco dell&#8217;intera stagione (<em>Chimonanthus praecox</em>, <em>Chimonanthus praecox</em> &#8216;Grandiflora&#8217;, tutti le possibili cultivar di <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8211; la più vigorosa e meno comune &#8216;Charles Lamont&#8217; -, <em>Viburnum tinus</em>).</p>
<p><figure id="attachment_326" aria-describedby="caption-attachment-326" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-326" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg" alt="" width="813" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124630-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption id="caption-attachment-326" class="wp-caption-text">Figura 8 L&#8217;orientamento del giardino sull&#8217;asse est-ovest e la luce quasi orizzontale dell&#8217;inverno, enfatizzata dalla piantagione, creano scorci incredibili. Il bianco del <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217;, il rosso del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217;, il giallo del <em>Cornus sericea</em> &#8216;Flaviramea&#8217; e l&#8217;arancione (dato dalla composizione giallo e rosso) del <em>Cornus sanguinea</em> &#8216;Midwinter Fire&#8217; sul fondo, creano delle macchie di colore difficili da ricreare in altre stagioni e incredibilmente durature.</figcaption></figure></p>
<p>In questa categoria vanno di certo annoverati gli alberi scelti in base all&#8217;interesse della corteccia (<em>Betula albosinensis var. septentrionalis</em>, <em>Prunus serrula</em>, <em>Acer capillipes</em>). La verticalità di questi elementi, posti sapientemente in punti strategici, aiuta a scandire il ritmo non solo in senso orizzontale, ma anche verticale.</p>
<p><figure id="attachment_330" aria-describedby="caption-attachment-330" style="width: 820px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-330" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg" alt="" width="820" height="462" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180201_121952-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-330" class="wp-caption-text">Figura 9 Vista del sentiero laterale (ricoperto di corteccia e cippato): <em>Viburnum x bodnantense</em> &#8216;Charles Lamont&#8217;, <em>Prunus serrula</em>, <em>Mahonia x media</em> &#8216;Charity&#8217;, <em>Eranthis hymelis</em>, <em>Rubus cockburnianus</em> &#8216;Goldenvale&#8217;, <em>Galanthus nivalis</em>.</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><figure id="attachment_340" aria-describedby="caption-attachment-340" style="width: 308px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-340" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg" alt="" width="308" height="546" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-169x300.jpg 169w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151244-e1521319778801-768x1365.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px" /><figcaption id="caption-attachment-340" class="wp-caption-text">Figura 10 <em>Fritillaria raddeana</em></figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_334" aria-describedby="caption-attachment-334" style="width: 812px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-334" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg" alt="" width="812" height="457" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_124803-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 812px) 100vw, 812px" /><figcaption id="caption-attachment-334" class="wp-caption-text">Figura 11 La silhouette elegante dell&#8217;<em>Acer griseum</em> che contrasta con lo sfondo aranciato del Cornus sanguinea &#8216;Midwinter Fire&#8217;. Quasi a richiamare la verticalità di quest&#8217;albero, c&#8217;è sull&#8217;altro lato il <em>Taxus baccata</em> &#8216;Fastigiata&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_335" aria-describedby="caption-attachment-335" style="width: 814px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-335" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg" alt="" width="814" height="458" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180116_125034-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px" /><figcaption id="caption-attachment-335" class="wp-caption-text">Figura 11 Sotto i rami del <em>Salix irrorata</em> (bianchi e bluastri, ricoperti da una cera che tende a sciogliersi al sole) si possono trovare <em>Galanthus</em> &#8216;Magnet&#8217;, <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217; ed <em>Acorus gramineus</em> &#8216;Ogon&#8217;.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_338" aria-describedby="caption-attachment-338" style="width: 816px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg" alt="" width="816" height="460" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180228_100005-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px" /><figcaption id="caption-attachment-338" class="wp-caption-text">Figura 12 Winter garden sotto la neve. Il bianco rende ancora più vivi i colori dei rami del <em>Salix alba var. vitellina</em> &#8216;Britzensis&#8217; e del fogliame della <em>Libertia peregrinans</em> (in basso a sinistra).</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_339" aria-describedby="caption-attachment-339" style="width: 810px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg" alt="" width="810" height="456" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180316_161402-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption id="caption-attachment-339" class="wp-caption-text">Figura 13 Vista del giardino dal di fuori, vicino l&#8217;ingresso est. <em>Acer griseum</em> in primo piano con <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;, <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217;, <em>Rubus thibetanicus</em> &#8216;Silver Fern&#8217; e <em>Juniperus sp</em>.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_341" aria-describedby="caption-attachment-341" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-341" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg" alt="" width="641" height="419" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-300x196.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151804-768x502.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-341" class="wp-caption-text">Figura 14 <em>Helleborus niger</em> e <em>Carex brunnea</em> &#8216;Janneke&#8217;. Un&#8217;accostamento davvero ben riuscito.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_342" aria-describedby="caption-attachment-342" style="width: 641px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg" alt="" width="641" height="361" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151832-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption id="caption-attachment-342" class="wp-caption-text">Figura 15 <em>Carex morrowii</em> &#8216;Variegata&#8217; ed <em>Helleborus foetidus</em> &#8216;Wester Flisk&#8217;. Nonostante siano completamente diverse in tessitura, il portamento delle due richiama l&#8217;un l&#8217;altra, entrambe con una forma piuttosto arrotondata.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_343" aria-describedby="caption-attachment-343" style="width: 638px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-343" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg" alt="" width="638" height="360" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_151938-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption id="caption-attachment-343" class="wp-caption-text">Figura 16 <em>Eranthis x tubergenii</em> &#8216;Guinea Gold&#8217;. A differenza di <em>Eranthis hyemalis</em> (per l&#8217;altro bulbosa spontanea in Italia), questa cultivar fiorisce in questo periodo, quando <em>Eranthis hyemalis</em> ha già le foglie. Una simile scelta poteva essere operata solamente con la conoscenza enciclopedica di Peter Kerley.</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_344" aria-describedby="caption-attachment-344" style="width: 635px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-344" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg" alt="" width="635" height="358" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-300x169.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152001-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption id="caption-attachment-344" class="wp-caption-text">Figura 17 <em>Erica x darleyensis</em> &#8216;Arthur Johnson&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_345" aria-describedby="caption-attachment-345" style="width: 636px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg" alt="" width="636" height="267" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-300x126.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152148-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption id="caption-attachment-345" class="wp-caption-text">Figura 18 <em>Helleborus</em> &#8216;Yellow Lady&#8217; con <em>Libertia ixioides</em> &#8216;Goldfinger&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;</figcaption></figure></p>
<p><figure id="attachment_346" aria-describedby="caption-attachment-346" style="width: 642px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346" src="http://giardinicoli.com/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg" alt="" width="642" height="306" srcset="https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-300x143.jpg 300w, https://giardinicoli.org/wp-content/uploads/2018/03/20180317_152230-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption id="caption-attachment-346" class="wp-caption-text">Figura 19 <em>Helleborus</em> &#8216;White Lady Spotted&#8217; e <em>Bergenia</em> &#8216;Bressingham Ruby&#8217;, che assume con il sole e le temperature basse questa bellissima colorazione rossa.</figcaption></figure></p>
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